Ciao Amici,
per questo primo d’aprile il mio scherzo è scrivervi una parte di quello che ho pensato durante 20 minuti in treno oggi (attenzione: è palloso) si basa sulle teorie di Tsuda:
il punto è che i pensieri comunque sono un po’ come alcuni bambini, sinceri. Nascono senza il problema di come la loro realizzazione si possa ripercuotere sul reale. (si, complice la celebre canzone scassapalle, in questi giorni mi chiedo spesso quale sia e se esista un valore per la sincerità dato che sul lavoro e in amore, con la mia interiorità essere sinceri è stupido e distruttivo)
considerando che un pensiero nasce “senza filtri”, questi sono ovviamente necessari per sopravvivere nella comunità. questo è un pensiero elaborato.
credo che comunque al di la dei diagrammi di flusso sulla generazione dei pensieri sia utile ricordare la paura che entra costantemente in gioco sia prima che durante che dopo la formazione del pensiero.
- il fatto che sia importante preservare un pensiero “puro” o non filtrato non è certo.
tra le radici del ragionamento c’è la sopravvivenza. allora la mia sopravvivenza fisica può essere legata alle mie capacità fisiche e mentali attuali e future.
- la sopravvivenza mentale invece è costantemente in discussione. e anche il fatto che sia utile conservare qualche idea di identià è in dubbio.
- dato che l’identità viene sostituita con input vari appena dopo la nascita.
- è come se la ROM che ci viene data in eredità debba ricoprirsi durante il percorso della sopravvivenza.
tra le dinamiche che piu detesto (e che tengo sempre presenti durante le mie giornate) c’è l’attenzione concentrata sulle altre persone. Per come sono nato, mi è difficile ignorare la presenza di un’altra persona nella stanza, nel treno o incrociandola lungo la strada.
essere ignorato mi ha sempre dato fastidio, ma essere denigrato è peggio. Così per cercare di evitare un po’ dolori un po’ menate, finisco per evitare il contatto visivo delle persone e cerco di “recitare” di non essermi accorto di loro.
La cosa interessante è che suscita più interesse nelle persone quando li ignori piuttosto che quando li metti al centro dell’attenzione.
è come se ognuno puntasse a conquistare più attenzione possible da parte delle altre persone, e una volta ottenuta non renderla indietro diventa stranamente ricorrente.
- il punto dell’amicizia è che questa dinamica si interrompe per darsi attenzione a vicenda.
- il punto dell’amore non l’ho capito perchè per ora mi ha solo generato dolore, solitudine e pensieri tristi.
- l’utilità della scrittura in tutto questo mi è relativa.
a volte un pensiero scritto si fissa in quelli che lo leggono. Tipicamente invece la mente di chi scrive viene svuotata all’atto della scrittura. Poi quando qualche lettore fa notare qualcosa allo scrittore, si genera un primo ciclo di feedback che regala un certo grado di soddisfazione allo scrittore. questo tipo di soddisfazione genera una dipendenza nello scrittore.
le idee si generano anche per autoconservare uno status raggiunto (a volte un’idea cerca solo di conservare se stessa). a volte si crede di avere un’opinione sulle cose e invece è solo un’idea generata per influenzare gli eventi esterni in modo da preservarsi.
lo stato in cui le idee lottano è una specie di jungla dove vince l’idea a prova di bomba.
cosa succede se c’è un’idea debole che avrebbe un’utilità? non si capisce bene dato che ogni idea viene binarizzata per poter essere confutata.
- si emigra, ci si allontana da casa per tenere in vita le idee.
- si mandano a cagare gli amici, per tenere in vita le idee.
- e a volte queste idee sono il fango attorno alla nostra “radice”.
- mi svuoto e divento estremo e inattaccabile, e isolato.
chi usa le idee per comunicare non riesce a comunicare in assenza di idee. E a volte comunicare è una necessità primaria.
allora in assenza di feedback ci si allena al digiuno da feedback, lo stesso digiuno può essere applicato coi rapporti umani, che si riducono all’essenziale. l’essenziale tra l’altro non mi sembra esistere.
un altro punto è il coraggio nell’applicazione di idee evidentemente problematiche, nuove, o strane per loro contesti di nascita.
mentre l’autorevisionismo della propria storia serve a confermare le idee attuali, ci si automotiva in continuazione.
si motivano o si anti-motivano gli altri con le nostre idee e idee subliminali che indirizziamo alla loro attenzione, quando escono senza filtri sono particolarmente potenti, e idee fatte percepire sono capaci di cambiare le vite delle persone.
P.S. Se il gioco dell’attenzione si rompe, non provare a ripararlo.

A un casino di gente (tra cui molte donne) è inutile far notare gli errori in via diretta. Non sanno di poter migliorare partendo dalla consapevolezza di qualcosa di “negativo”. E quindi scatta il rifiuto per l’ osservazione, e a seguire motivazioni teoriche per cui l’osservazione sarebbe sbagliata.