energia rinnovabile senza riscoprire l’acqua calda, riassunto di circa 1000 parole

torno un attimo all’italiano, pubblicando qui la mia traduzione personale del riassunto del libro “Sustainable Energy – without the hot air“. Grazie a Stefano per il link, e grazie a Riccardo per la notizia sul costo dell’energia prodotta con fotovoltaico e nucleare (27 luglio 2010)

scritto per la presentazione del libro Sustainable Energy – without the hot air

David MacKay

House of the Lords, 13 gennaio 2009

Le discussioni pubbliche sulle alternative nella produzione energetica tendono ad essere emotive, preconfezionate, univoche e sorde.

Ogni opzione è fermamente respinta: il pubblico sembra essere anti-vento, anti-carbone, anti-rivalorizzazione-rifiuti, anti-sbarramenti-perilmare, anti-tassa-sullabenzina e anti-nucleare.

non possiamo essere anti tutto! ci serve un piano energetico coerente. Purtroppo c’è carenza di numeri nelle discussioni sull’energia. Quando si citano numeri sono selezionati per sembrare grandi, per fare impressione, per guadagnare punti nelle argomentazioni piuttosto che per costruire una discussione che abbia senso.

La mia motivazione nello scrivere “energia sostenibile, senza riscoprire l’acqua calda” (disponibile per il download gratis su www.withouthotair.com) è stata promuovere conversazioni sull’energia, piuttosto che dedicate al “picchia e giudica”. Ho cercato di scrivere un libro onesto, educativo e divertente. Spero che il libro possa aiutare gli elementi di entrambe le fazioni, e magari possa essere utile per l’urgente stesura di un piano energetico sensato.

il libro presenta i numeri che servono a rispondere a queste domande:

  • quando sono grandi le risorse rinnovabili della Gran Bretagna, in rapporto al nostro fabbisogno energetico?
  • quanto devono essere grandi gli impianti di erogazione di energia rinnovabile per avere un impatto significativo?
  • a quanto ammonterebbe il nostro fabbisogno se prima adottassimo forti misure per massimizzare l’efficienza?
  • quali metodi per risparmio energetico offrono buoni margini e quali offrono solo un 5 o 10%?
  • Le sponsorizzatissime tecnologie all’idrogeno o le automobili elettriche riducono il consumo di energia, o diventeranno un problema energetico più grande?

per quanto possibile, cerco di rifarmi a questi principi: i numeri devono essere comparabili e comprensibili, esprimere tutti i consumi e produzioni energetiche con una singola unità di misura: le energie sono misurate in kilowatt-ora (le stesse unità di misura che compaiono sulla bolletta della luce e del gas, non tradotto: costing 10pence a pop), le potenze sono espresse in kilowatt-ora al giorno, per persona. Le scelte di ogni giorno riguardano pochi kWh al giorno. Se faccio un bagno caldo, uso 5 kWh di energia, se devo guidare da Cambridge a Londra (circa 100km) andata e ritorno in un’automobile comune, consumo 130 kWh.

ecco 3 esempi di cosa impariamo quando si lavora coi numeri nei contesti. primo: staccare il carica batteria del cellulare dalla presa della corrente (quando non in uso). La prima volta che ho sentito questo consiglio era alla BBC. La verità è che lasciare il caricabatterie del cellulare collegato alla presa della corrente quando non lo si sta usando consuma circa 0,01 kWh al giorno. Questo significa che tenere staccato il caricabatterie del telefono tutto il giorno consuma la stessa corrente che uso per guidare la mia automobile comune per un secondo. Preoccuparsi di staccare il caricabatterie ogni giorno è come cercare di salvare il Titanic usando un cucchiaino.

secondo: l’idrogeno nei trasporti: tutti i veicoli che usano l’idrogeno come propulsione hanno un consumo di energia maggiore rispetto ai veicoli alimentati con carburanti fossili; mentre i veicoli elettrici (nota mia: ne approfitto per mettere un link ad alke, che produce veicoli elettrici italiani e per i quali sono fiero di lavorare!) hanno una migliore efficienza energetica rispetto ai veicoli propulsi a carburante fossile. Di conseguenza un veicolo a idrogeno renderebbe il nostro problema energetico maggiore, un veicolo elettrico invece ridurrebbe il problema.

terzo: ci sono numeri per capire la forza delle onde del mare. Si sente spesso che la Gran Bretagna ha una enorme potenzialità di impiego delle onde del mare. Ma tecnicamente quanto grande è il potenziale energetico di una un’onda rispetto al nostro enorme consumo? se 1000 km di costa atlantica fossero interamente utilizzati per la produzione di energia elettrica con il sistema Pelamis, la potenza media erogata sarebbe 2,4 kWh al giorno, per persona. E’ un enorme potenziale energetico ma il consumo medio per ogni abitante della Gran Bretagna è 125 kWh al giorno, per persona (comprende ogni energia impiegata durante le nostre giornate, elettrica, trasporti, riscaldamento, ecc.)

Quindi, uno stabilimento per la produzione energetica grande come l’intera Gran Bretagna ci darebbe circa il 2% del nostro attuale fabbisogno energetico (lo scrittore è inglese, il traduttore no ;)

Questo concetto si applica, tristemente, a circa ogni tipo di energia rinnovabile in Gran Bretagna (vento, onde, fotovoltaico, idroelettrico, bio combustibile, ad esempio): per avere un contributo sostanziale, le energie rinnovabili devono essere adottate su scala nazionale.

e questo è il messaggio più importante: la scala d’azione richiesta per mettere in piedi una soluzione per la produzione energetica sostenibile. Anche se immaginiamo forti contromisure per aumentare l’efficienza energetica e sensori intelligenti che dimezzano il nostro consumo giornaliero (da 125 kWh al giorno a persona, a 60 kWh al giorno, per persona) (che sarebbe inferiore al consumo energetico pro-capite di qualsiasi paese sviluppato, ad oggi) non dovremmo comunque prenderci in giro riguardo alla sfida di fornire questi 60 kWh senza usare combustibili fossili. Tra le alternative a basso impiego di carbonio le tre con il maggiore potenziale sono eolico, nucleare e la produzione di energia elettrica col fotovoltaico nelle nazioni desertiche. E questa è la scala che è richiesta se volessimo utilizzare un terzo di ognuna di queste risorse: dovremmo costruire pale eoliche per un’area grande come il Galles, circa 50 centrali nucleari grandi tipo Sizewell e dovremmo tappezzare di pannelli solari una zona desertica di altri paesi grande come 2 volte Greater London (circa 3000 km quadrati).

Naturalmente, non sto consigliando questo mix delle tre opzioni; ci sono molti mix possibili, e molte alternative come il carbone pulito con la cattura del carbonio in eccesso e immagazzinamento (non confermato per ora), e sistemi di immagazzinamento dell’energia che potrebbero aiutarci con le fluttuazioni della richiesta energetica.

Qualsiasi mix scegli, se ha senso, abbiamo una enorme necessità di costruire.

il semplice sistema vento/nucleare/solare che ho menzionato richiederebbe centuplicare la produzione eolica della Gran Bretagna (del 2006), quintuplicare la produzione nucleare, i pannelli solari nei deserti richiederebbero i nuovi cavi per le lunghe distanze per connettere il Sahara al Surrey, con una portata di 25 volte superiore ai cavi che connettono la Francia alla Gran Bretagna.

non è facile costruire un piano energetico sensato, ma ne abbiamo un grande bisogno, ed è possibile. dobbiamo costruirlo.

note al documento:

David MacKay è professore di filosofia naturale al dipartimento di fisica dell’università di Cambridge, il libro “Sustainable Energy -
without the hot air” è pubblicato dalla UIT
Cambridge. www.withouthotair.com

ovviamente MacKay non è l’unica a presentare questi numeri, sono già stati spiegati per esempio alla commissione reale per l’inquinamento ambientale nel 2000 e dal comitato sul cambiamento climatico nel rapporto di dicembre 2008 (“Building a low-carbon economy”)

nel 2006 tutte le turbine eoliche britanniche hanno consegnato la media di 0,2 kWh al giorno, per persona.

nell’anno concluso a marzo 2008 la centrale di Sizewell ha consegnato 9.8 teraWh all’anno, che è circa 0,4 kWh al giorno, a persona.

Badoo: voti ricevuti e statistiche dei contatti

Ciao Amici, è finalmente pubblico l’ultimo capitolo della mia emozionante avventura su Badoo. Lo scopo dell’esperimento è capire se per cuccare su Badoo è meglio votare le foto degli altri o pubblicare le proprie foto. Negli scorsi articoli avete già letto:

Stavolta invece, ho tenuto online per 6 mesi alcune mie foto sul profilo di Badoo (alcune delle quali anche imbarazzanti tra l’altro). La costante dell’esperimento è che dopo aver ricevuto ogni voto sono andato a ringraziare la ragazza che mi ha votato. Il ringraziamento è una frase standard che non tiente conto della bontà del voto. Ecco la risposta che hanno ricevuto le 568 ragazze analizzate:

Ciao! grazie per il voto! :)

Questo invece è il grafico prodotto al termine dei 6 mesi di analisi: grafico badoo voti

Ho diviso i voti ricevuti per età e per risposta al mio ringraziamento. Le colonne verdi indicano il voto medio datomi dalle ragazze che mi hanno risposto (e che quindi dimostrano un vago interesse oltre al votare su Badoo, che ricordo, è casuale). Nelle colonne rosse ho segnato il voto medio di tutte le ragazze che mi hanno votato (comprese quelle che hanno votato senza rispondere). Sullo sfondo del grafico in verde è tracciata la distribuzione per età delle ragazze che non hanno risposto, mentre in azzurro è tracciata la quantità delle ragazze che hanno risposto. Come abbiamo già visto nello scorso articolo, la maggior parte delle ragazze su Badoo dichiarano di avere 18-19 anni. Sopra a ogni colonna ho segnato il voto medio datomi da ogni sottoinsieme di ragazze. E ora alcuni punti analizzati grazie all’esperimento su Badoo

  • Mediamente faccio schifo alle ragazze dai 18 ai 20 anni
  • Alla media delle 21 enni piaccio sufficientemente, e mediamente le 21 enni che mi hanno risposto mi avevano dato un voto più basso rispetto a quelle che mi hanno ignorato
  • alle 22 enni faccio pena
  • le 27 enni (probabilmente lo scarso campione influisce) tendono a darmi voti piu alti quando non sono interessate a continuare la discussione, e quelle che danno voti piu bassi invece rispondono, strano èh?
  • Le ragazze di 23, 25 e 26 anni che hanno risposto hanno dato un voto decisamente più alto rispetto a quelle che mi hanno votato e poi ignorato.
  • Le donne da 28 a 40 anni seppure in netta minoranza rispetto alle 18 enni, tendono a rispondere molto (e tendono a dare voti più alti quando sono intenzionate a rispondere)

dopo l’immensa fatica della raccolta e analisi dei dati ho deciso di cancellare il mio profilo su Badoo e mi sono giurato di non ripetere mai più questo genere di esperimenti.

Update: su excite hanno pubblicato la mappa dei singles in Europa.

la fortuna: la macchina di scanalatura

quando ero piccolo e andavo al bar di Tabiano di nascosto per giocare ai videogiochi, di solito incontravo i “grandi” ovvero quelli che ai tempi avevano 16 anni e avevano già la barba (notare che io non cel’ho ancora a 27 anni) e che insomma erano più bravi di me, di solito.

dico di solito perchè a me piaceva giocare ai videogiochi proprio perchè riuscivo a battere i grandi qualche volta, per quell’epoca erano soddisfazioni incredibili. Si parla della prima edizione di streetfighter, e poi di SF2-1/2.

Il mio primo contatto con la fortuna è stato quando uno di questi grandi ha perso una partita al suo sparatutto preferito (che forse era Parodius) ed essendoci io lì vicino mi ha detto “ah!! mi hai fatto perdere! ma tu porti sfiga! nano di merda!

L’ambiente del bar non era molto amichevole. Comunque ho imparato questa cosa nuova, che io potevo portare sfiga e che ero, appunto, un nano di merda.

Alcuni anni a seguire, in un negozio di giocattoli di Salsomaggiore ho trovato una piccola slot machine di plastica (che oggi alcuni traduttori chiamano “macchina di scanalatura“) con la quale potevo vincere l’esatto importo che introducevo nella parte superiore, ogni volta che usciva 777 o BAR BAR BAR.

Quello è stato il mio primo incontro con la superstizione, pensavo ok, vado a fare i compiti se esce 777. tiravo la leva, e non usciva, allora andavo a giocare coi videogiochi. Poi, quando mi stancavo dei videogiochi dicevo ok, se esce 777 vado a giocare coi videogiochi, non usciva, e stavo a tirare la leva fino a quando usciva. Poi andavo a giocare coi videogiochi (sempre per battere i grandi).

Poi è arrivata l’epoca delle ragazze, e fin da subito mi riusciva facile essere super-trasparente nei sentimenti miei verso di loro. Sentimenti spesso controversi e burrascosi. A quel punto, dopo aver piantato un bel casino emotivo pensavo ok, se mi ama, mi ritelefona, con un procedimento mentale simile a quello della slot machine.

a seguire anni di storia che tutti conosciamo, e che non sto qui a ri-raccontare.

slot machine statistica vincite

l’incubo delle slot machines e credere di vincere

Per tutti i curiosi delle probabilità di vincita con le slot machines, sarebbe meglio parlare di probabilità di sconfitta, dato che più si gioca più si va verso la certezza di perdere ogni soldo “scommesso”.

Statistiche: ma si chiava con Badoo?

ma si tromba con internet?

la risposta, per quanto mi riguarda è: SI.

così, a scopo biografico, mi è capitato con la chat e con i blog. E Badoo? Ad oggi, sempre a scopo scientifico, sono circa 6 mesi che uso anche Badoo. e la domanda è la stessa:

ma è possibile chiavare con Badoo?

la risposta, per quanto mi riguarda è NO, (ma conosco alcuni che ci chiavano, quindi SI )
Ora, vista la discrepanza di risultati tra me e il resto del mondo, vediamo di ipotizzare anche qualche motivazione.

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