Autostop non richiesto

Stamattina sulla salso-fidenza c’era un signore a piedi con una valigetta. Essendo una strada senza marciapiede e piena di macchine ho accostato e chiesto se voleva un passaggio. Ovviamente mi ha detto di no, però mi ha detto che andava all’ospedale. Gli ho detto “dai, salga che ci passo davanti!“. Di fatto la salso-fidenza collega salso e fidenza e a parte Vaio non si va da molte altre parti. E’ salito e l’ho accompagnato. Quando è sceso mi ha ringraziato e mi sono sentito felice.

a SEO Parma nuovi ospiti e mattinata passata tra INPS e Camera di Commercio. Una giornata dedicata alle sfide e alle soddisfazioni insomma. Domani mattina (tra 4 ore in realtà) partiamo per Edimburgo, se muoio in aereo voglio ricordare che lascio la mia collezione di CD a “non posso nominarlo” e ad Alle.

micro ego

burattino treno

E’ passata anche questa festività, e al devils abbiamo incontrato Antonio. L’ho trovato bene ed è una di quelle persone che mi mancano quando non ci sono. Persone rare insomma.

Non succede molto, non lo sto facendo succedere. Oltre non trovare casa e studiare meno di quanto dovrei, cambio il punto di vista sulle cose e prima di dormire la sera ho una sensazione di benessere totale tipo vertigini. Dura il tempo di un respiro, guardo gli abissi dall’alto e quando mi sveglio al mattino non c’è più niente.

Ogni tanto penso a mia sorella, la vedo crescere bisognosa di attenzioni e capace di attirarle senza bisogno di farsi male. Guardo sulla scansia tra i trofei che mi sono costruito e vedo un burattino magro e leggero. Guardo tra tutti i sogni che avevo, e mentre sento mio padre parlare alla Serena immagino di aver sentito parole simili quando ero piccolo come lei. Capisco di essere cresciuto slegato: impegno scarso, troppo bisogno di risposte e risultati pratici eterei.

Sono sgusciato tra una difficoltà e l’altra mirando a un obiettivo che negli anni è cambiato e non so più dov’è. La macchina è l’unico posto dove canto, ancora senza metodo, ascolto i tenores e faccio finta di essere con loro. E’ troppo tempo che non vedo Gabri e mi sembra di vedere tutto dal finestrino del treno, tutto che scorre lì dietro.