Famiglia Buckner, a rapporto!

Se chiudo gli occhi ricordo la sala d’aspetto del dentista e quella grossa cartina dell’italia medievale, senza le regioni e i profili delle montagne disegnati a pastello. Poi punto il dito al centro della sardegna e dico “i’m going here” a Melody che mi guarda un po’ perplessa. Siamo andati tutti e 3 a portare Tanner dal dentista perchè una carie andava tappata, il dentista trovato aperto per caso, chiede di aspettare un attimo accettando  l’urgenza senza chiedere prenotazione, mentre Melody e io parliamo di photoshop, dreamweaver e progetti per i prossimi anni. L’infermiera mi chiede se voglio entrare e dico “ok, perchè no”. Così con Tanner sotto i ferri e Neil che lo guarda spaventato, la dottoressa inizia ad aspirare, per poi trapanare. Sento solo il classico odore di disinfettante nell’aria bianca dell’infermeria, e il ronzio del trapano sui denti di Tanner, che fa un’espressione drammaticamente fiera. Quando usciamo Melody e Bryce ci guardano accanto all’eroe che con una specie di cerotto in bocca sorride. Neil paga l’infermiera, e usciamo sorridenti.

Qualche giorno più tardi li ho accompagnati a Pordenone a prendere un amico, americano anche lui, che stava in un hotel vicino alla stazione. Mi faceva piacere stare con loro, ho visto come due genitori gagliardi trattano i figli all’estero, in territorio di frontiera tipo Aviano. In macchina verso pordenone, Melody parla ai ragazzi come se fossero adulti, con rispetto, stima, voglia di scoprire cosa sarebbero diventati. Ho il tempo di guardare lo specchietto quando la macchina che ho di fronte urta un camion in retromarcia, uscito da una strada laterale. Tutti e 4 in macchina sbianchiamo e teniamo il fiato, io mollo d’istinto l’acceleratore e curvo verso sinistra per evitare l’impatto, senza frenare, come sempre. Schivata l’auto il tanto che basta per accendere un cero alla prossima chiesa, riguardo nello specchietto e vedo il casino evitato. I ragazzi e Melody si voltano, senza parole. Poi Tanner dice “the toilet is broken”. gli chiedo “you mean you have to go to the toilet?” mi risponde: “no, that toilet is broken”. Guardo dietro, e vedo cocci di water ovunque, il camion trasportava cessi di porcellana, ora spaccati sulla Sacile-Pordenone. Ci facciamo tutti una grassa risata tirando il fiato, e arriviamo a Pn dal loro amico, un po’ matto, che mi saluta col consueto vigore americans.

Oggi Melody mi ha chiesto se vado a trovarli in america, devo solo comprare il biglietto. Milano-Phonenix costa poco, Milano-Orlando meno.

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