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Pubblicità sulla strada virtuale

Quando ero piccolo volevo fare le pubblicità, pensavo che fare il creativo fosse un bel mestiere, pieno di libertà. Poi ho imparato che sei libero se capiscono quello che stai dicendo, e fai poca fatica per dirlo, e non ti sputano addosso quando hai finito.

Poi c’è chi vorrebbe obbligare o convincere con la pubblicità.

Oggi è arrivato google e internet e la pubblicità cambia, ma una cosa è sempre uguale: se l’accesso alle informazioni è filtrato dalla nostra ignoranza i metodi di produzione son sempre uguali. Cioè Adwords funziona bene: ma se non ti spiegano come usarlo forse prenderai giusto i 50 Euro in omaggio che offrono e poi lo chiuderai. Invece bisogna perseverare, e capire come funziona la testa di chi clicca, e di chi cerca parole chiave nuove (vedi www.roogler.net).

Fare pubblicità richiede comunque una buona dose di roba tecnica nella testa, e quindi non è per tutti, come invece vorremmo credere.

Il mio bisnonno Mario aveva un’osteria sulla via Emilia, e ogni tanto usciva sulla strada e salutava i camionisti. Qualcuno di loro si fermava, e dove si vede un camion parcheggiato se ne fermano anche altri.

Se chi apre un negozio online non sa neanche dov’è la strada virtuale perde tempo e impegno.

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