Il dialogo del silenzio è uno dei libri di Tsuda che ricordo volentieri, ed è anche quello che mi è successo al ritorno da Edimburgo, controllando i feed rss di 2 giorni di assenza (circa 100), e gli inutili e innumerevoli aggiornamenti di facebook (che ho perso) e gli articoli che mi sono promesso di leggere, e ricordando un disegno che mi aveva spedito JuanC., e dispiacendomi di un’incomprensione con Luigi (incomprensione che darà sicuramente il via a una collaborazione massiva credo) chiedendomi se andare a un concerto punk in sardegna solo perchè ho visto una bella locandina, e sperando di far tornare il mio ciclo intestinale quello di una volta, nonostante il momento più bello della mia giornata oggi sia stato mangiare un cubetto di torta di starbucks, e non per il logo famoso o l’atmosfera sapientemente calibrata: c’era una cassiera sottile silente e carina e con l’ego piccolo piccolo, che mi ha guardato negli occhi dicendo “goodbye” e mi ha fatto sentire così importante che mi spiace di non poterla avere in lista sull’inutile facebook o tra i lettori che finiscono qua sopra per sbaglio. Poteva essere un altro due di picche, invece ho scelto di tornare in italia.
(thanks to abstrusegoose for the original comic used for this post)
