Incidente paperino

incidente-paperino.jpgero in macchina la sera, partito per un lungo viaggio, macchina piccola, la y10, o una specie di panda con gli ammortizzatori spompi. Mentre procedo nella notte scura, il camion che ho davanti fa una piccola curva brusca, poi forse controsterza e sbanda, poi sembra una specie di onda, e cominciano a volare pezzi di carrozzeria, capisco che devo rallentare, ma per qualche ragione, non freno. Come se non credessi a quello che mi sta succedendo. mentre rallento vedo il camion distruggersi in una contorsione di lamiere sulle gomme che non reggono il peso enorme. qualcosa colpisce la mia macchina e il turbine degli eventi mi porta nel fosso, coi consueti rumori spaventosi, e consapevolezza altrettanto distrutta. scendo, corro verso il camion e vedo che dalla carcassa distesa su un fianco si apre uno sportello, in verticale, ed esce un uomo. Gli chiedo se sta bene, è vivo. Siamo in aperta campagna, è una notte buia e non ci sono luci, i paesi vicini sono lontani. inizio a camminare, nella direzione della strada. Arrivo al primo paese che è mattina, e dall’aspetto devo fare schifo. ci sono bambini che giocano per la strada, mi salutano, gli chiedo se c’è un meccanico, mi indicano una porta. Dentro la luce è scarsa e sembra una piccola bottega, di un calzolaio. Vuota. esco e riprendo a camminare. Ritorno verso la campagna… ritrovo la macchina, è uno schifo. Però mette ancora in moto, la spingo fuori dal fosso, e riparto. La mattina è ancora fredda e umida, c’è odore d’erba e la faccia si gela per l’aria dal parabrezza rotto. La sensazione è quella di guidare un go-cart sbilenco, devo andare piano, mi sembra di perdere le ruote da un momento all’altro. Poi arrivo in qualche modo alla mia meta, un parco dei divertimenti. devo mettere una maschera per entrare, nell’area riservata ai bambini. Arrivo in una stanza tutta colorata, che finisce in un lungo corridoio giallo e rosso, strettissimo. in questo corridoio, dove c’è anche poco spazio per respirare, sento una voce. E’ quella di Paperino. a quel punto, tiro fuori la mia disperazione e lo invoco, Paperino aiutami. Paperino smette di parlare con la voce di Paperino, e prende il suo tono normale, mi dice che lui è solo il doppiatore di paperino, e che da sempre la sua vita è stata uno schifo prima di trovare quel lavoro. Tutti l’hanno sempre preso per il culo per come parlava, fin che la sua natura non l’ha portato all’occupazione attuale. Voce di Paperino in un parco giochi per bambini. C’è solo una cosa da fare: prendiamo un giorno di ferie e andiamo a fare un gita in un grande centro commerciale, dove c’è un bar interamente costruito in legno grezzo. Solo che hanno appena dato la cera per il legno e il bar puzza tantissimo.

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