pur non essendo figo come il sardo (che è una lingua nobile, con parti ancora in latino, spagnolo e arabo) anche il dialetto delle mie zone* ha qualche carta da giocare:
il verbo “scantare”. spesso usato nella forma riflessiva (scantarsi) o imperativa (scantati!). credo derivi da cantone, cioè angolo. qualcosa come “esci dall’angolo” scantati!. Spesso usato in sostituzione di “cresci!” o “impara!” o “svegliati” i pnlisti direbbero forse “esci dalla tua zona comfort!“
l’altra parola è nàdor, che mi hanno spiegato mio zio e mia cugina che significa anatra. viene usato spesso come sinonimo di “ocone” o persona poco sveglia. io ho sempre pensato fosse sinonimo di “sfigato” e mi sono sempre offeso molto. per niente.
Le due parole in questione, vengono spesso usate in un’unica frase, che suona circa “mo scàntôt, nador” che tradotto letteralmente dice qualcosa come “dai esci dall’angolo, anatra!” e invece significa circa “ma svegliati, cretino“. A riguardo infatti sempre in provincia di parma c’è un’altra bella espressione, cioè “rimasto dentro”. Rimasto dentro, si usa spesso quando una persona si appassiona così tanto di una certa cosa, da non fare altro nella vita, o comunque tanto da dare minore peso a tutte le altre attività. I giovani di milano di qualche anno fa avrebbero detto che è “andato in fissa“. Notiamo quindi come l’assenza di movimento (rimanere dentro, non uscire dall’angolo) sia visto in modo profondamente negativo, già nella coscienza stessa della lingua che parliamo.
Tornato a casa da scuola, quando facevo le elementari, andavo a mangiare (di solito da solo dato che gli adulti avevano già mangiato) poi andavo in camera a guardare la tv, spesso addormentandomi. Nel pomeriggio spesso uscivo con Filippo o Stefano (coi quali poi ho fatto una serie di cazzate che li ha allontanati quasi definitivamente) o Alberto: andavamo in bicicletta o giocavamo coi transformers, o guardavamo film della videoteca dello zio di Filippo (spesso e volentieri gli zero zero sette) e giocavamo coi videogiochi. Alle medie, avendo cambiato città per volontà di mio padre, non uscivo più con gli amici del paese e neppure riuscivo ad uscire con gli amici di scuola perchè avevo sempre bisogno che qualcuno mi portasse in macchina. Mitologiche erano le uscite con mio nonno, mia nonna o spesso anche mia madre, che mi portavano “a giocare con gli amici”. Questo viaggio apposito che doveva poi comprendere anche un momento di “ritorno” portava spesso ad avere rapporti freddi con tutti gli altri amici, che chissà forse mi vedevano come un UFO che arrivava ogni tanto e poi scompariva. Cosa c’entra tutto questo col dialetto? poco niente, ma avevo voglia di scriverlo e non avrei ancora finito ma è arrivato il treno.
*le mie zone: sarebbe bello definire intanto quali siano le mie zone, dato che mio padre essendo nato a modena ed essendoci vissuto, quando parla in dialetto usa le inflessioni modenesi (che lo ammetto, mi fanno lollare). Mia madre è nata a Felegara, ma non parla mai in dialetto ed essendo cresciuta in albergo tende verso una specie di italiano universale, con tutte le sporcature tipiche della provincia di parma.
i popoli che hanno portato avanti i due diversi dialetti a cui penso (sardo e parmigiano-modenese, che non c’entrano nulla col pamigiano reggiano) sono diversi, anche geograficamente. Poi essendo cresciuto più tra internet e alberghi che in mezzo al dialetto, la mia lingua personale è una specie di parmigiano con tendenze all’italiano e inflessioni nerd.
mia madre dice che non ho voglia di scantarla, quando non non mi scanto.
scantare cosa, non si è capito.
le anatre, invece, solo e sempre: zàcole.
se si riferisse alla voglia, si tratterebbe di scantare la voglia.
ma l'accento dove va in nador? come si pronuncia? e sai come si dice cavallo in sardo?
nàdor, accento sulla a. possibilmente pronunciare con violenza. Avendo tu pronunciato il sinonimo comune di equino saresti passibile di scherzo tipico.. anche via web!
Sono curioso di sapere perchè fai un articolo mettendo insieme la lingua sarda e il dialetto parmigiano….
Anche io come tua madre sono di Felegara…
Sai cosa è “al dolègh”?
E sai cosa vuol dire “Liccaldadorazzu”?
Ciao
ciao Paolo… li metto in comune perchè nelle provincia di parma ci sono nato, mentre in sardegna ci sono “arrivato” per così dire. Ammetto di non conoscere nessuno dei due termini, nel primo google mi è stato utile, traducendo come “strutto” nel secondo proprio non saprei! ciao!