perchè svegliarsi è cosi difficile

cavallo-mustang-shilloute.gifCiao Amici,

oggi vorrei parlarvi di una cosa che mi sta molto a cuore: il risveglio alla mattina. Ma prima vi racconto un po’ della mia storia, sai come quelli che scrivono i libri per smettere di fumare, e ti dicono che loro una volta fumavano tantissimo, tipo 4 pacchetti al giorno.

Anche io mi ero attaccato a tante menate, soprattutto al momento del risveglio. Quando ero piccolo una volta qualcuno mi ha detto che chi dorme molto cresce di più, e siccome mi sono sempre sentito basso (anche perchè non sono alto), inizialmente restavo a letto per crescere di più. Quindi così ho saltato molti giorni di scuola, fin che la scuola non finiva e poi iniziava l’estate, e potevo dormire tranquillamente, anche se era meno emozionante, perchè non avevo obblighi.

Poi è venuto il lavoro, e capivo che non si poteva saltare il lavoro, per quanto restare a letto fosse bello, e mi svegliavo col cuore pesante e la sensazione di perdermi qualcosa di bello. Poi la giornata iniziava, arrivava il lavoro, il pranzo… poi la sera uscivo con qualche amico, e tornato a casa stavo sveglio a lungo, fino al cuore della notte. Avevo paura di andare a dormire, anche se non era quella paura tipo quella dei ladri o quella del buio. Era una sensazione precisa che il giorno successivo avrei avuto problemi nel risveglio. E così succedeva.

poi, quando ho avuto abbastanza soldi, ho mollato il lavoro, per un anno e alcuni mesi. mi svegliavo solo quando sentivo di non avere difficoltà, a volte dormivo per giorni interi, anche 2 giorni di fila, alzandomi solo per mangiare velocemente (c’era mia nonna che mi faceva da mangiare). Poi stavo sveglio per giorni interi, insomma, mi sono fatto il mio ritmo che dopo circa un anno è ritornato simile a quello del pianeta terra, svegli di giorno, dormiti di notte.

Poi avrei continuato così anche un altro anno, solo che avevo finito i soldi, ed è capitato un lavoro come dipendente, e mi sono fatto assumere, sono andato lontano da casa. lavoravo nella cucina di un albergo, e mi svegliavo verso le 8 del mattino. poi andavo a pelare patate, spostare sacchi, preparavo creme, guardavo i cuochi bravi come facevano e cercavo di imitarli. mi sentivo sempre diverso, e sempre un po’ alieno, facevo le cose, ma era come se non mi fossi mai svegliato, anche durante il giorno. Pero il lavoro fisico stancava il fisico, e la sera potevo dormire anche prima di mezzanotte. Ed è cominciata una vita lontana dai pensieri. Poi siccome ero incapace, mi hanno cambiato di posto e mi hanno messo alla reception, dove potevo fare meglio ed essere più utile per l’azienda.

e lì è cominciato il vero anno di dolore. Ogni mattina mi svegliavo alle 6, mi mettevo camicia, cravatta, giacca, la manutenzione dell’abito mi impegnava per alcune ore alla settimana tra lavanderia e ferro da stiro. Per essere presentabile, e poi la giornata passava tra un cliente felice e un cliente triste, ognuno coi suoi modi per essere capito, e di corsa per tappare buchi nell’organizzazione che per stare in economia doveva lavorare con poche persone.

Ogni mattina mi svegliavo senza il tempo di pensare se fosse stato bello dormire oppure no, c’erano cose da fare alla svelta, e la grossa responsabilità per farne filare dritte il più possibile. Facendo i passi dalla mia camera dell’albergo alla reception mi sentivo un condannato che va al patibolo (mi scuso per il paragone coi condannati veri, però non so come altro esprimerlo). Tutti i miei sogni, che mi portavo dietro anche durante i giorni, pieni di idee e modi di pensare, anche alternativi, morivano. Potevo applicare solo una regola: la disciplina. La dolorosa accettazione. Che comunque era inutile nel rapporto con le persone, che volevano dialogare con un essere vivo, e non con un morto vivente. Così ho raffinato le mie tecniche di recitazione. Da dietro il mio scudo trasparente vedevo i comportamenti dei miei colleghi, e li riconducevo a dinamiche precise, a volte gli chiedevo come si erano svegliati quella mattina. Per alcuni di loro era difficile, e anche più difficile di quanto lo era per me.

Alcuni di quei giorni, anche se è strano, ho pregato. Poi si è rifatta viva quella sensazione precisa di essere odiato dalle persone in funzione del mio ruolo. E ho pensato di lasciare quel ruolo. Ho iniziato a mandare curriculum. ho trovato la sardegna. ho fatto colloqui, ho trovato vari lavori, ne ho scelto uno, lontano dalla gente. ho studiato. ho avuto qualche risultato. mi sono rimesso a cantare.

e per la prima volta nella vita, una mattina mi sono svegliato felice. con un senso di realizzazione e partecipazione della mia giornata, con la voglia di fare i miei compiti del giorno, come se fossero un buon cibo da mangiare. un periodo durato pochi mesi, che mi hanno lasciato un ricordo intenso e soprattutto la sensazione che è possibile raggiungere vette della soddisfazione, intense.

poi come delle onde, ogni tanto tornano i momenti di bassa marea, e qualche mattina è difficile, ma ripenso alla vita di sacrificio che facevo in albergo, e mi sembra di andare in discesa. Così una mattina ho fermato il tempo, è successo da solo, senza che io volessi. Ero sveglio mentre dormivo, il corpo respirava dormendo, ma la mia mente lucida. Ho potuto seguire tutta la sequenza di avvio del mio corpo, come se fosse un computer. Ho capito che avevo bisogno di una cosa facile, qualcosa facile come un pensiero, per poter iniziare la giornata. Fin da piccolo, sono sempre stato viziato, le cose facili venivano prima di quelle difficili, e così ho sempre rimandato le cose difficili, per avere il premio prima ancora di compierle. Così ho sempre avuto grandi soddisfazioni e felicità gratuite, e sospiri di sollievo e piaceri tipo “ho saldato il debito” quando avevo finito di fare anche le cose difficili.

Così in quel momento di buio e pensiero, ho capito la cosa concreta più facile che potevo fare senza sentirmi appesantito. Questa cosa era aprire gli occhi. Ho capito che gli occhi sono una parte del cervello, e che tutto quello che fanno loro, mi è facile come fare un pensiero. E la spesa fisiologica in termini di energie del corpo che serve per aprire gli occhi, è trascurabile. Cosi li ho aperti, e ho visto che guardare questo mondo che avevo attorno, era la cosa di cui avevo più paura. Vedere cosa ho costruito attorno a me, sapere che tutto quello che vedo è una mia responsabilità, e una mia conquista, è un pensiero che mi è stato difficile affrontare come se dovessi portare un mobile di legno su per le scale a chiocciola. Era un pensiero più difficile, e una azione, aprire gli occhi facile.

Ora lavoro col computer, dove tutti i movimenti fisici sono al minimo, e dove gli sforzi mentali al massimo. Posso concentrarmi e vedere di spostare mobili di legno immaginari, e posso portarli in cima a grattacieli senza l’uso dell’ascensore.

per tutto questo periodo, per scoprire queste cose, ho dovuto lasciare fuori tutti, lasciare lontani famiglia e amici, e ora stare con le persone è il mio prossimo obiettivo. E cosi stamattina ho telefonato a franco, stando ancora nel letto, sono uscito dal letto parlando con lui dei tempi passati e parlando del futuro e delle persone che abbiamo perso per strada. Ora guardo fuori dalla finestra e mi aspetta un amico, grazie al quale ho potuto vivere tutto questo. M.

e ora alcune tecniche che possono essere utili per svegliarsi:

  • avere una sveglia che fa musica e non rumore (magari scegliere la musica con cura, un bell heavy metal, o qualcosa di tranquillo vedete voi)
  • leggere un libro appena svegli, mentre si è ancora a letto (serve una giornata un po particolare però)
  • avere il cane del vicino particolarmente in forma
  • avere dei lavori belli da fare
  • avere dei lavori brutti da fare
  • prima aprire gli occhi, stare un po fermi a respirare, poi mettere un piede fuori dal letto, poi un altro…
  • andare in vacanza, esaminare il risveglio di quando si è in vacanza e riprodurlo a casa durante l’anno

per ora basta, se avete una tecnica vostra, scrivetela qua sotto, ciao grazie a tutti!

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2 Comments

  1. Posted 6 May, 2008 at 3:12 pm | Permalink

    1) sveglia del telefonino con vibrazione, disperso per il letto

    2) lasciare la finestra in modo tale che le prime luci del giorno ti battano in faccia

    3) regolare gli orologi 10 min avanti

  2. righini
    Posted 7 May, 2008 at 11:15 am | Permalink

    ottimi, grazie! :)

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