so che non c’è niente di più noioso del solito 27enne pelato, solo e triste che scrive sul suo blog l’ennesima recensione dell’ultimo film visto al cinema con gli amici.

Però il film di stasera ve lo racconto perchè parla di me. E’ la storia degli ultimi anni della mia vita, dopo un’intensa carriera da attore nel wrestling di provincia. Mia moglie non si vede mai, ma a metà film si scopre che ho una figlia, e una spogliarellista MILF mi fa presente che sarebbe meglio riallacciare i rapporti con quello che resta della mia famiglia. Poi mi viene un infarto durante una sfida con un ferramenta, poi faccio pace con mia figlia, ma una sera arrivo in ritardo perchè mi sono ubriacato e mi sono fatto una quindicenne con la passione per i pompieri, e il ritardo mia figlia non lo perdona. Allora, anche se mi stava andando bene il vero lavoro per cui solo a 55 anni ho scoperto di aver mai avuto una reale passione (il commesso del supermercato, banco salumi), mando tutto a cagare perchè sono tristissimo per aver perso mia figlia e un tizio al supermercato mi riconosce nel ruolo dell’attore wrestler. Allora decido di rischiare la vita facendo l’ultimo combattimento e prendo il mio furgone e lascio quella catapecchia dove abito da solo per andare incontro alla morte. Appena prima dell’incontro la spogliarellista mi rincorre e mi fa capire che se mando affanculo la mia passione secondaria (il wrestling) potrei vivere una vita felice con lei e la mia passione primaria (il commesso). Ma io sento il pubblico la fuori e mi sento come… sazio, invasato e sono cieco e coglione. Allora strizzo l’occhio alla solitudine e vuoto d’orgoglio faccio l’incontro, la spogliarellista mi abbondona, la figlia scompare e probabilmente morirò, siccome sono vecchio queste cazzate non me le posso più permettere.
eh, vedo che t’è piaciuto…
si, però c’è un’imprecisione nella mia biografia! io non ho figli!
vabbè dai, è un film, non puoi pretendere che sia così fedele alla realtà. ad esempio anche i lunghi capelli biondi io mica me li ricordavo.
si, devo ricordarmi di scrivere ad Aronofsky
Non capisco perchè hai interpretato il lavoro di commesso come essere la passione primaria del protagonista…
ciao Camola, grazie per la domanda. In "the wrestler" hanno voluto rappresentare il protagonista come uno spendaccione della vita, uno che compra e agisce anche nei contesti fuori dalle sue possibilità insomma. Il tuo fisico sta cedendo e fai l'ennesimo sforzo, sei povero in canna e spendi tutto in serate di baldoria e anabolizzanti. Credo che la rincorsa dell' "oltre" sia un punto importante della comunicazione nel film. E proprio quando l'oltre ha un limite preciso, durante il lavoro da commesso, la vita normale, la famiglia "normale"… ecco in quel momento viene trovata la minuscola gioia della quiete, le soddisfazioni nel riuscire in mestieri comuni.
Ora, dato che per tutta la vita il lottatore tende all'estremo, alla rappresentazione dell'esibizionismo e dell'espressionismo, credo che l'apice delle sue aspirazioni sia rappresentato dal ritrovamento, momentaneo e brevissimo della quiete e il brivido di essere accettato a tutti gli effetti in quella società che lo aveva sempre respinto. il lavoro da commesso appunto.