Come scegliere (Bene) il medico di base

Se vi è capitato di trasferirvi in un nuovo comune di residenza, vi sarà anche capitato il più classico degli enigmi, ovvero chiedervi “e ora, che dottore scelgo?”.
Di solito ci sono 2 alternative:

  1. parlare con la gente e scegliere quello di cui tutti parlano bene
  2. andare a caso

medici di famiglia

Esatto, avete capito bene. Il passo più importante del nostro percorso sanitario, la scelta del medico di base, ancora oggi viene fatta in modo medievale, tirando un dado o chiedendo in giro.

Me ne sono reso conto perchè avendo cambiato residenza più volte nella vita, ogni volta si ripeteva il solito teatrino, andavo al CUP (o alla USL, o alla ASL… a seconda di come, ogni 10 anni, rinominano lo stesso servizio di prenotazione delle visite e di gestione della cartella clinica) e chiedevo di poter fare un colloquio con i medici per poter scegliere meglio, sempre la solita risposta: non si può.

Non si può far perdere tempo ad un medico fino a quando non si è suoi pazienti, e io non voglio diventare paziente senza prima aver scelto consapevolmente il medico. Di solito finivo in un limbo, dal quale non uscivo. Rimanevo (anche anni) senza medico di base, quando avevo un problema andavo da uno specialista (a pagamento). In alcuni casi ho semplicemente accettato passivamente il “medico di famiglia” cioè quello che seguiva anche i miei parenti.

Chiedere in giro chi è il medico migliore

Questa pratica antica non ha alcun fondamento nella reale utilità o nelle scelte ben fatte. Chiedere in giro ci farà sentire parte di una comunità, ma non ci farà mai scegliere il medico migliore, questo per due semplici ragioni: 1) non esiste il medico “migliore” dato che siamo tutti diversi l’uno dall’altro. 2) anche se esistesse non saremmo in grado di giudicarlo. 3) spesso le persone giudicano un “buon” medico in base a quanto vengono “considerate” le loro necessità, es. “mi ha fatto subito la ricetta senza chiedere nulla” (in casi come questo, io sono particolarmente contrario alle ricette facili, mi sembrano la classica scorciatoia che porterà a più problemi sul lungo periodo).

Andare a caso

Se siete il tipo di persona che magari oltre che credere nella fortuna gioca al super enalotto, vi basti sapere che è molto più probabile essere colpiti da un fulmine in pieno giorno che vincere al super enalotto giocando ogni giorno per tutta la vita.

Così ho sviluppato il mio metodo per scegliere il medico di famiglia:

Fiducia

La parola più importante nel lavoro sul nostro corpo che facciamo in compagnia del medico è sicuramente la fiducia. Ho sentito tante volte amici e conoscenti parlare delle loro storie mediche, che si concludevano con “si, alla fine sono andato dal dottore ma non ha capito niente, è un pirla”. Eppure queste persone non cambiavano MAI medico, mi sono chiesto come fosse possibile, e la risposta è come sempre un misto di inerzia e paura dello sconosciuto. E se il nuovo medico fosse “PEGGIO”? E se fosse uno di quelli dei servizi di Striscia La Notizia senza neppure la terza media?

Il primo passo quindi è rendersi conto se ci si fida del nostro attuale dottore. La mancanza di fiducia per quanto mi riguarda è l’unico vero motivo che mi può spingere a cambiare dottore. Posso imparare a parlare col medico in modo ottimale, posso anche decidere di non rispettare i suoi consigli, ma quando dentro di me si rompe quel legame di fiducia c’è solo una cosa da fare: cambiare dottore. Questo perchè senza fiducia non possiamo andare da nessuna parte, ogni cura che ci darà non la considereremo utile, ogni sua parola sarà gettata al vento.

Come scegliere il nuovo medico di base

Personalmente, chiedo ogni volta nelle cliniche di poter fare un colloquio con i vari medici, per quanto mi riguarda è un vero e proprio colloquio di lavoro, mascherato da “Sa, volevo fare quattro chiacchiere, capire come la pensa o sapere se ha qualche specialità”. Di solito online si trovano le biografie dei vari medici, dargli una letta può fare molto bene perchè ci fa capire da subito se è una persona attiva o passiva, pubblica o privata, e così via.

  • colloquio
  • curriculum
  • legame di fiducia

se questi tre punti ci sono, di solito scelgo il medico e me lo tengo fino a quando uno dei tre non si rompe, o fino a quando non cambio residerenza. Se vi state chiedendo, ma come “non ti chiedi mai se è bravo?” avete indovinato. Non me lo chiedo mai e questo per un motivo molto semplice: non ho gli strumenti per giudicare se un medico è bravo o scarso nel suo mestiere.
Questo perchè ho un rapporto particolare col mio dolore, lo interpello perchè mi aiuta a capire cosa ho fatto di sbagliato. Non fuggo dal dolore, anzi, cerco di tenerlo quanto mi basta per capire come fare in modo che non ricapiti. Quindi per esempio un dottore secondo me non è bravo quando mi fa sparire il dolore in poco tempo, un dottore è bravo quando mi aiuta a capire qualcosa di importante su come funziona il mio corpo e su come farlo funzionare meglio.

I pareri di amici e parenti

Non mi fido mai, per principio, dei consigli di amici e parenti per quanto riguarda la salute o la scelta del medico. Tipicamente infatti per quanto i nostri cari ci vogliano bene non sono quasi mai capaci di fare una cosa essenziale: dimenticarsi di loro stessi. I loro consigli hanno sempre la nota comune legata alle loro esperienze passate, ai mali che hanno avuto e alle soluzione che hanno trovato. Insomma nessuno si preoccupa di pensare 5 minuti a chi siamo, cosa vogliamo e quale potrebbe essere tra i tanti medici che conoscono quello giusto per noi… questo per un semplice motivo: conoscono pochissimi medici di base.

Il medico non si cambia mai… eppure

Ci sono famiglie che per 20 o 30nt anni sono state curate dallo stesso medico, che viente tramandato come un tesoretto. L’idea di cambiare medico di solito desta paura o alla meglio una curiosità che tende al giudizio del tipo “haha, che tipo strano sei, vuoi cambiare dottore… e perchè mai?”.

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