Curare la Stitichezza di Bambini e Neonati: con la calma

bimbo stiticoNon sono un dottore, ma sono un ex bambino stitico: la mia storia è semplice.

Se sei genitore di un neonato stitico e lo vuoi aiutare potrebbe esserti utile leggere i miei ricordi di bambino

Verso i 7-8 anni sono iniziati quelli che i miei genitori chiamavano capricci alimentari. Anche a seguito del lavoro dei miei genitori, ognuno mangiava in un momento diverso, mia madre alle 11, io alle 13 tornato da scuola e mio padre alle 14. Il momento del pranzo e della cena erano per me un momento di solitudine oppure un momento di lotta, accesi da una crescente attenzione nei miei confronti che arrivava ogni tanto, quando non mangiavo. Mangiare “normalmente” era per me quasi impossibile. Le costanti incitazioni a mangiare più carne, mangiare anche cose che non mi interessavano ecc… mi portavano a dire “no” sempre più spesso. La mia alimentazione fatta di “capricci” da una parte e il disinteresse da parte di mio padre (ero seguito quasi esclusivamente da mia madre) mi hanno portato a fare continui ricatti, usando il cibo come unico modo per comunicare il mio disagio in famiglia (a quell’età non si hanno parole per descrivere il dolore). Ricordo con rammarico l’apice estremo di questa situazione, durante un pranzo di natale in cui tutti erano a tavola, ridendo e scherzando, ed io ero in bagno alle prese con una stitichezza dolorosissima. Dalla sala da pranzo sentivo mio padre e mio zio ridere della mia situazione, e più piangevo più venivo deriso, in quella che era diventata una situazione buffa (per loro) e totalmente sottovalutata nei suoi effetti sui miei sentimenti.

Nel mio caso, credo che la cattiva alimentazione sia stata solo la conseguenza di una scarsa comunicazione. La stitichezza era a sua volta una somma di abitudini alimentari sregolate. L’assunzione di purga (una specie di barretta bianca da spezzettare) era quasi quotidiana, e ovviamente non ricordo nessun effetto positivo. Mia madre come sempre si era informata moltissimo ed era arrivata persino a consigliarmi la postura da tenere, mentre facevo la cacca. “Tieni la schiena dritta”, “spingi” ecc… una serie di consigli perfettamente inutili… la cacca era dura, non usciva!

La strada verso la normalità è stata percorsa lentamente, da me con mia madre al fianco. Non dico che tutti i bambini siano uguali, e non dico assolutamente che tutte le stitichezze siano derivate da situazioni familiari tese. Però, quando il vostro bimbo è stitico, ricordatevi anche della mia storia, pensate che c’è qualcosa che lui (o lei) non riesce a dirvi, pensate che dietro al suo rifiuto delle verdure non c’è quasi mai una questione di “sapore” o di “capriccio”, e che c’è sempre qualcosa che voi (come genitori) potreste capire meglio di qualsiasi dottore.

Non importa quanti mesi o anni ha il tuo neonato / bimbo!

Davvero, non importa se hanno 1 anno, 2 anni, 8 mesi, 4 mesi… L’importante è che tu, come genitore ti metta nelle condizioni di non ostacolare il regolare svolgimento delle sue funzioni istintive. Ho scritto alcune regole, come diretto risultato della mia esperienza prima di tutto come bimbo stitico, ma anche come genitore di una bimba non stitica 🙂

Regole per genitori che vogliono aiutare i bimbi stitici

vasino

  • Mettiti l’animo in pace. Se stai in ansia i bimbi lo sentono e si irrigidiscono.
  • Non è colpa loro, ricordalo sempre. Se mai è una tua responsabilità non averli messi in una situazione rilassante e senza paure
  • Crea una situazione rilassante e ascolta sempre le loro richieste se sono esplicite (es. se ti chiedono di uscire… esci)
  • Se vuoi usare un’alimentazione specifica, NON dire mai che deve mangiare per fare meglio la cacca, non fa altro che trasmettere ansia anche in un momento in cui la cacca non c’entra niente
  • Se possibile e se ce la fai, ridi. Molto meglio un’atmosfera simpatica che una tesa
  • NON misurare mai le feci, non guardarle in loro presenza. Quello che è uscito è uscito, non possono fare più di così al momento
  • Fuori dal bagno e fuori dal contesto del bagno, fai con loro giochi ed esercizi di respirazione. Se gli arriva lo stimolo… meglio! Se non arriva amen. Anche in questo caso non dire mai “devi fare questo esercizio perchè ti serve per il tuo problema/stitichezza” non farà altro che fortificare il problema
  • La stitichezza nei bimbi è un equilibrio perso, e come tale si recupera con pazienza e calma… prima di pensare alla stitichezza pensa a insegnare la calma ed a gestire il fallimento come una cosa di nessuna importanza, una cosa che capita e per la quale abbiamo una risposta sempre pronta e sempre possibile: riprovare.
  • Ricordati sempre la regola aurea: anche se oggi non esce, è OK! Va bene! nessun problema… sarà per la prossima volta! La tua rabbia, la tua ansia, la tua preoccupazione non migliorerà le cose. Meglio se le togli di mezzo.
  • Non chiedere concentrazione, non chiedere postura corretta, in questa situazione non dare regole! Deve diventare la situazione più naturale del mondo, quasi un gioco. Se vuoi potete provare assieme la posizione accovacciata, coi piedi sul water o con posizioni strane.
  • State in bagno poco tempo: massimo 10-15 minuti, più tempo passato ad aspettare è inutile e stressante per tutti! Anche se siete andati di corsa perchè era arrivato lo stimolo e adesso vi trovate con un pugno di mosche… fa lo stesso! Uscite dal bagno e tornate quando torna lo stimolo… non aspettate sul water, tanto lo stimolo non arriva stando fermi.
  • Non insistere, stai solo peggiorando la tua e la sua situazione
  • Ci sono casi rari in cui il problema della stitichezza è accentuato da cause fisiologiche, in questi casi è fondamentale rivolgersi al medico e stabilire assieme una strategia.

Stitichezza nei neonati

Fino a quando i bimbi non riescono a scegliere da soli cosa mangiare, noi dobbiamo essere la loro guida e soprattutto i loro occhi. Se vedete che il vostro neonato non fa la pupù da oltre un giorno, provate a dargli più frutta con la buccia (si… a 6 mesi alla nostra bimba davamo già la frutta con la buccia… e come le piaceva!) a volte basta semplicemente anche una prugna frullata (o se siete in emergenza il vasetto di omogeneizzato alla prugna), ovviamente non esagerate, basta uno al giorno. Tenete presente che non devono mancare coccole e attenzioni e allo stesso tempo non dovete essere invadenti. L’equilibrio del bambino è delicato, ma si ripristina anche molto velocemente se si fanno i passi giusti tutti assieme. Fate ogni giorno qualche piccolo esperimento, cambiate (di poco) le dosi di latte, cercate di ascoltarlo molto nelle sue necessità (non piange mai senza motivo, soprattutto fino ai 8-9 mesi i pianti sono tutti istintivi e quasi mai “a comando”… amenochè ovviamente non siate stati voi ad insegnargli, inconsapevolmente, che l’unico modo che ha di ottenere attenzione sia piangere). Se dovessi dare un solo consiglio direi: state tranquilli. Qualsiasi cosa succeda, prendetela con calma (sia interiore che esteriore). Parlate molto ai vostri bimbi, vi guideranno loro se saprete anche ascoltare.

Saltare un giorno ogni tanto, soprattutto dopo un giorno con 2 cacche è normale, ma se il neonato non fa la cacca per oltre 2 giorni, mi raccomando, sentite il vostro pediatra per una visita veloce. Cercate di dare da mangiare al neonato dopo che ha fatto la cacca (e non prima). In questo modo inizierà a capire gli stimoli della fame. Se vedete che non è interessato al cibo cercate di non essere insistenti… forse sta ancora digerendo la pappa precedente? Ogni mese di vita del neonato è un cambiamento (a volte radicale) di abitudini e tempi, cercate di diventare flessibili voi stessi al cambiamento. Se vedete che la digestione è particolarmente lenta provate un bel massaggino leggero, stando in un ambiente caldo e rilassante. Potete provare anche un piccolo massaggino sulla schiena e sulla pancina anche durante il bagnetto caldo. Una ginnastica che aiuta i neonati a fare la cacca è molto semplice: col neonato di schiena gli si fa fare “la bicicletta” con le gambine. Sempre molto delicatamente e senza mai insistere se il bimbo non vuole collaborare (avrà le sue buone ragioni!).

Quando cambiate il pannolino e vedete le cacche cercate di non essere mai schifati, non fate facce strane (anche la vostra cacca puzza, mica solo la loro!). Il neonato vive di sensazioni ed emozioni (la sua respirazione è quasi interamente addominale, al contrario degli adulti il neonato è perfettamente in contatto con le proprie emozioni, dato che il pensiero come siamo abituati a concepirlo non si è ancora sviluppato, ovviamente anche loro pensano, ma non come immaginiamo noi). Cercate di essere sorridenti e positivi, dite al neonatoche bravo che sei, che bella cacca hai fatto” e così via, fate si che colleghi la sensazione di aver fatto la cacca a qualcosa di positivo, che è sempre benvenuta quando arriva. Il bimbo deve sentirsi premiato per aver fatto la cacca. In questo modo state sicuri che mangerà di gusto e tutto il suo ciclo sarà equilibrato. Non sgridatelo mai per aver fatto la cacca, e non sgridatelo quando non la fa. Insomma lasciate le sgridate fuori dall’equazione perchè in questo contesto proprio non servono a nulla.

In alcuni casi di stitichezza nei neonati è utile aggiungere i fermenti lattici al latte per neonati comune (o utilizzare un latte formulato che comprenda già i fermenti lattici), è comunque utile scegliere il latte assieme al pediatra (noi ne abbiamo provati almeno 3 prima di trovare quello che dava meno problemi alla nostra bimba).

Bagnetto caldo e relax: una cura naturale

Se il neonato sta bene (a parte la stitichezza) potrebbe essere una bella idea fargli un bel bagno caldo, iniziate con l’acqua sui 35/36 gradi e poi alzate la temperatura gradualmente fino a quando vedete che si rilassa e si distende. Il bagnetto con l’acqua calda permette al bimbo di rilassarsi e lasciare così andare eventuali “blocchi”, di solito nelle 2/3 ore successive al bagnetto; non spaventatevi se vedete che il neonato non dice mai “basta” all’acqua calda, può essere che abbia proprio voglia di molto calore. L’acqua calda lo aiuta a distendersi ed è tra l’altro un bellissimo momento di condivisione e di gioco.

Quando i bambini non hanno lo stimolo per fare la cacca

Non è possibile aiutare lo stimolo della cacca nei bambini, piuttosto possiamo aiutarli a capire quando arriva e a non ignorarlo. Anche per i bambini infatti se lo stimolo viene ignorato, per giocare magari o per rimandare un momento che col tempo può diventare antipatico, più si rimanda e più dienta difficile farla. Cerchiamo di fare diventare il momento della cacca addirittura divertente se possibile, magari scherzando (solo se il bambino ha voglia di giocare). Cercherei di evitare purghe o altro, in ogni caso qualsiasi genere di medicinale o integratore va sempre preso sotto il consiglio del pediatra.

Niente paura di fare la cacca! Facciamo un riassunto

Bene, ora finalmente riassumiamo: primo, non ignorare mai lo stimolo, ascoltalo e un terzo del lavoro sarà già fatto. Secondo: cerca di respirare in modo completo e pieno, durante tutto l’arco della giornata, renditi conto di quando ti si blocca il respiro e mentre fai la cacca non tenere mai il fiato, possibilmente cerca di non spingere, respira e aspetta. Serve anche un po’ di esercizio, se senti la cacca bloccata, muoviti, fai il serpente, il gabbiano, saltella o fai la danza del ventre, a volte si tratta di semplici questioni… idrauliche! Terzo, cerca di tenere sotto controllo l’alimentazione… quarto pensa un pochino alla postura.

Quinto: dato che il tuo nemico principale è la loro paura di fare la cacca, cerca di ricostruire prima di tutto un dialogo fra genitore-figlio nel quale si possano affrontare assieme le paure e nel quale se ne possa parlare. Questo dialogo come insegna la mitica Tracy, può ovviamente anche essere fatto di silenzi.

e per ultimo, dimentica tutto e lascia che sia naturale… farla 🙂

Commenti

  1. Mio figlio ha quasi 6 anni, senza maxi clistieri va di corpo una volta al mese e guai se si propone il water o il vasino!!! Ti premetto che già da neonato aveva enormi difficoltà, prezzemolino, termometro bagnato nell’olio, poi i primi clistierini… pensa che la sua prima cacca l’ha fatta 48 h dopo essere nato!!!! Ora viviamo di paxabel 9 una bustina e mezza al dì senza grandi risultati, perche purtoppo quando arriva lo stimolo si fa prendere dal panico… e puntualmente lo ha di notte, quando si rilassa… indipendentemente da cio che mangia perchè comunque sò che “non la vorrebbe fare mai” e sono parole sue… e puntualmente la rimanda su… spesso facciamo grandi corse all’ospedale x i maxi clistieroni perche lo psichiatra ci ha sconsigliato di farglieli noi visto che nn si faceva più accarezzare… nei vari ps ci hanno ripetutamente parlato di fecaloma, di ripetergli di ascoltare i suoi stimoli…. come può ascoltarli se è terrorizzato dalla cacca!!!! AIUTO AIUTO AIUTO

    X quasi un anno ho anche provato a portarlo da chiunque avesse virus intestinali senza successo….

    • ciao Emmanuela. Parto col dire che la cacca, così come tutti gli altri stimoli del corpo sono un’esclusiva di ogni essere umano. Non puoi fare tu la cacca per tuo figlio, è lui che deve imparare a farla. Questa è una banalità, ma deve essere il tuo obiettivo, trovare il modo per rendere tuo figlio indipendente da te e soprattutto dai metodi invasivi che gli fanno sentire male e gli fanno associare l’idea di dolore (intrusione anale) all’idea della cacca.

      Io credo che la vostra situazione sia troppo estrema perchè tu la possa risolvere con un semplice commento su un sito internet, ti dico comunque le mie sensazioni quando ho letto il tuo commento: la situazione l’hai creata tu e le persone che ti hanno aiutato a crescere tuo figlio. Cerca di escludere, dentro di te, il tema “è un problema che ha dalla nascita”, e prova a chiederti “come posso evitare di fargli altro male”.

      Non vi voglio giudicare come genitori, sono sicuro che abbiate fatto il possibile, fin dalla nascita però qualcuno vi ha terrorizzato all’idea che vostro figlio non facesse la cacca, il termometro usato come sonda anale è decisamente un eccesso che non mi sentirei mai di fare a mia figlia e neppure mi sentirei di consigliarlo, perchè va a stimolare una cacca che non è pronta per uscire (nel nostro caso, mi sono imposto perchè anche la febbre non venisse mai misurata col termometro nel sedere, proprio per evitare che associasse un disturbo esterno all’importantissimo stimolo interno della cacca).

      Potrebbe esserci un problema forte legato alla fisiologia dell’intestino di tuo figlio, anche in questo caso visite specialistiche sono consigliabili (al limite potrebbero proporti un’operazione se scoprono che proprio c’è un limite invalicabile).

      Portarlo dai bimbi col virus intestinale mi sembra un altro tentativo disperato che ha portato solo altra paura. Io credo che qui il nemico numero uno da combattere, per quanto difficile in questa vostra situazione estrema, sia la paura stessa. La tua paura… devi trovare il modo di farla passare a te stessa, prima che a tuo figlio. Lui ti seguirà (tu sei la sua guida, il suo esempio). Cerca di cancellare questi anni di corse all’ospedale, anni di drammi e dolore. Mangiate in modo normale, il tuo obiettivo deve essere dimenticare il problema di tuo figlio, dimenticare la paura che questo problema genera e andare verso una vita normale, in cui tuo figlio se ha bisogno possa venire da te a chiedere aiuto, e tu possa rispondere a queste chiamate di aiuto, senza anticipare quella che piano piano deve tornare ad essere una necessità normale.

      Noi come genitori per gli stimoli dei figli possiamo fare ben poco se non ascoltarli a nostra volta (senza mai imporli… spingendo troppo per il vasino o con altri metodi ci creiamo solo ostacoli, che nella mente dei bimbi sono visti come imposizioni, nemici). Se tuo figlio è arrivato ad essere a sua volta terrorizzato, anche lui piano piano dovrà affrontare la paura, prima ancora che il limite fisiologico che gli tocca (per il momento) sopportare.

      Credo che possa essere molto utile per entrabi anche cambiare contesto. Una vacanza magari in un hotel con menù concordato con voi, e soprattutto potrebbe essere un inizio per tuo figlio per staccarsi un pochino anche da te, trovare i suoi primi passi, rilassarsi con un bagno caldo in piscina tutti assieme e poi scoprire il piacere di fare le sue prime cacche da solo. Credo che tuo figlio non sia terrorizzato dalla cacca, credo che sia terrorizzato da quello che gli è stato fatto, che in seguito ha ricollegato all’idea di cacca. Questo collegamento va rotto, deve iniziare a capire che la cacca può essere un momento piacevole, è una strada in salita perchè non esistono pastiglie per capire il processo di crescita interiore ed esteriore dei nostri figli.

      Se ti chiede di andare da solo, lascialo andare mi raccomando… da solo. Sii sempre pronta ad accorrere quando lui ti chiama, se possibile mai prima che ti chiami.

      Ovviamente lascia che questa risposta sia solo quello che è un parere di una persona che non sa niente della tua vita. Se ritieni, forse un consulto con uno psicologo potrebbe esserti di sostegno per affrontare assieme a lui/lei questi dolori e queste paure che vanno risolti, prima di tutto, dentro di te.

      Ogni bimbo è un mondo nuovo, diventando genitori la paura (ed in particolare la paura della morte) è il primo stimolo naturale che viene a bussare alla nostra porta. Una piccola “deviazione” dal percorso, come le 48 ore prima del meconio, possono servire da cibo per questa paura che subito, nell’inconscio urla “oddio è passato troppo tempo, mio figlio morirà perchè ha un problema grave“. E se ascoltiamo troppo questa paura, saremo noi la causa della morte di nostro figlio. Estremizzo ovviamente, ma il punto è: ogni bimbo va accettato nelle sue diversità dalla norma. Che siano fisiche, psicologiche, funzionali, non mi importa. Devi pensare che niente è grave, buttare acqua sul fuoco della paura… e pensare che il primo vero nemico di tuo figlio è la tua paura che ti fa sragionare e ti fa prendere scelte avventate. Va accettato che ogni bimbo è diverso dagli altri e convivere con lui/lei significa una sola cosa: che noi cresceremo assieme a lui/lei. E riusciremo a far parlare la nostra paura sottovoce, potremo considerare ciò che ci dice con una riflessione e discutere delle decisioni da prendere con le persone che ci accompagnano nel percorso di crescita dei nostri figli, il pediatra, gli psicologi, il nostro (o la nostra) partner.

  2. Sono una mamma preoccupata.
    Mi figlia ha 4 anni, venerdì scorso ha avuto un blocco intestinale con dolori lancinanti alla pancia e alla schiena. La visitata la pediatra e mi ha fatto dare un cliestere (133 ml) e da venerdì devo farle assumere 2 bustine di plaxabel al giorno. Da venerdì non l’ha ancora fatta e questa mattina lamentava di nuovo male alla pancia ma si è rifiutata di farla “perché mi fa male”. Io la sto prendendo malissimo e credo che anche questo la stia bloccando… mi sento fortemente responsabile di questo blocco ma non riesco uscirne perché la preoccupazione è tantissima.
    Dallo svezzamento ha sempre avuto l’intestino un po’ pigro, con problema di feci dure e secche. E l’ha sempre fatta ogni 2 giorni circa senza nessuna “forzatura” da parte nostra, facendole rispettare i suoi tempi. E’ una bambina molto dinamica e vivace ma anche molto testarda e cocciuta, quindi se “va in fissa” e noi insistiamo, lei si impunta e non otteniamo nulla. Mangia poco da quando è nata ma non è mai stato un problema per me, in quanto la sua crescita è sempre stata costante e lei è sempre molto molto attiva! Inoltre non ho mai voluto crearmi (e crearle) un problema proprio perché io da bambina non mangiavo e tutti (dalla famiglia alla scuola) mi costringevano a mangiare con risultati pessimi, difatti io vomitavo dopo ogni pasto forzato, problema risolta nel momento stesso in cui hanno mollato tutti la presa lasciandomi tranquilla.
    Ecco perché sono sempre stata molto serena con mia figlia e non ho mai voluto forzarla a fare cose fuori dalla sua volontà. Ma ora sono spaventata e stò avendo reazioni esagerate a causa di questo blocco intestinale.
    Credo che prima di risolvere il suo problema devo risolvere il mio. Ma non so come fare.
    Dammi un consiglio da figlio. Cosa avresti voluto che facesse tua mamma?
    Io oggi proverò la danza della cacca. Lei adora ballare e forse un bel balletto potrebbe allentare la tensione di entrambe.
    Grazie.

    • ciao Elisa grazie del commento durante i momenti “estremi” o critici di un disturbo latente come la stitichezza un genitore (anche il papà, non solo la mamma) possono stare vicini ai figli e condividere un po’ di quel dolore che stanno provando, con empatia e rispetto. Rispettare una scelta che sappiamo essere sbagliata (es. la tua bimba che dice “non la faccio perchè fa male”) è il primo passo per costruire la fiducia con un figlio. Rispettare la scelta però non significa stare immobili, significa far capire che non giudichiamo male e che tuttavia li informiamo di quale potrebbe essere il comportamento adeguato. Purtroppo discorsi come “vedrai che DOPO starai bene” non hanno molta presa, è naturale che non cel’abbiano dato che si rivolgono direttamente alla “motivazione” che proprio in questi anni le si sta formando. La tua di provare un gioco nuovo assieme è una cosa ottima, solo attenzione a non renderlo troppo spudorato e a non dire esplicitamente che “serve per fare la cacca” molto meglio se lo si traveste da gioco misterioso, da condividere “senza uno scopo” particolare. Stessa cosa a tavola, avrai già capito che dire frasi come “mangia queste prugne così fai la cacca bene” non funzionano. Preferisco di gran lunga l’esempio e la condivisione, per esempio “oggi mangiamo le prugne” e tutti a tavola le mangiano, non solo i bimbi.

      Da quello che mi racconti hai ben presente l’esempio da evitare, quindi semplicemente inspira, espira e cancella ogni pensiero legato al tuo passato. Cerca il tuo presente e con naturalezza accompagna la tua bimba verso quella che per lei sarà una nuova scoperta, e per te sarà un nuovo ruolo da “spettatore attivo”.

      Per quanto mi riguarda, da figlio anche io avrei voluto (entrambi) i genitori presenti ma non oppressivi, non avrei voluto qualcuno con me tutte le volte che andavo in bagno, non avrei voluto mille consigli sulla postura, ma soprattutto non avrei voluto risate. Eppure, tutti quei segnali negativi mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi, capace di distinguere, capace di alimentarsi da solo, capace di essere padre.

      Quindi, per quanto male “collaterale” tu possa fare come genitore, sappi che non l’hai fatto di proposito e che questo ogni figlio nel profondo lo sente, e forse lo capirà più avanti nel tempo. Riesci a perdonare i tuoi genitori per gli sbagli che hanno fatto? Secondo me si.

      Ora, credo sia ora di porre alla tua signorina la stessa domanda che hai fatto a me: “cosa vorresti che facesse la mamma”?

      ciao buona giornata!

  3. Ciao sono Daniela e ho un bambino di due anni e mezzo e da un anno ha iniziato ad avere paura di fare la cacca. Prima di allora era puntualissimo nel farla ogni giorno e anche alla stessa ora. ad un certo punto ha iniziato a battere i piedi se aveva lo stimolo e a piangere.inizialmente Non capivamo nemmeno il perché battesse i piedi piangendo e poi ci siamo accorti che lo faceva ogni volta che doveva fare la cacca.pensavamo fosse una paura momentanea perché forse poteva essersi fatto male una volta e nei bambini poi resta x un po’ la paura ma non è stato così perché è passato un anno ed è peggio di prima.nel frattempo secondo indicazione del pediatra gli abbiamo dato l’oligon un lassativo naturale che rendendogliela più morbida lo avrebbe abituato a farla ogni giorno senza dolori.così è stato ma non appena gli toglievi il lassativo e la cacca ritornava ad essere normale ricominciava a piangere ea trattenersi ora al punto tale di non farla anche per x cinque giorni e senza difficoltà da parte sua e cioè continuando a mangiare e dormire tranquillamente.ora gli abbiamo tolto il pannetto e non ha problemi a fare la pipì nel vasino solo che la vuole fare in piedi perché se lo sediamo pane per paura che deve fare la cacca.lo dice proprio che ha paura della cacca.le ho provate tutte dalla dolcezza, ai discorsi,ai premi e alla fine urlando e arrabbiandomi ma nulla di nulla.ora dice pure mamma è arrabbiata perché non faccio la cacca e quindi è subentrato il senso di colpa.ma Non so più che fare.grazie

    • Ciao Daniela, come hai capito la tua battaglia è contro la paura, non contro la stitichezza. All’interno di questo percorso puoi creare attività per 1) avere un’alimentazione coerente, 2) affrontare assieme a te la paura (che tende a spezzare a metà la respirazione), 3) ascoltare lo stimolo come qualcosa di positivo.

      Vari genitori pensano di poter evitare i problemi ai propri figli, e li crescono in un ambiente protetto e quasi censurato da ogni pericolo. Questo (oltre ad altre dinamiche) fa si che a volte i bimbi crescano per un periodo pensando di poter evitare persino le funzioni corporali.

      Purtroppo non ci è possibile evitare il trauma, che è avvenuto ed ha scatenato la dinamica negativa, ci è però possibile ricostruire assieme a loro una strada di scoperta del nostro rapporto di fiducia.

      Spero che la frase precedente non ti risulti troppo vuota, ti faccio un esempio: la mia bimba che oggi ha 5 anni, ha iniziato quest’anno a non fare più il pisolino al pomeriggio, arriva quindi ad alcune serate stanca e molto irascibile. Soprattutto i sabati o le domeniche volevo farle scoprire quanto può essere bello ritrovare quel pisolino dopo il pasto, ma si creavano lotte incredibili, perchè assolutamente non voleva più dormire. Con pazienza e molto dialogo (cosa che purtroppo nel tuo caso vista l’età non sarà banale) sono arrivato a capire quale fosse la sua paura, mi ha infatti detto “non voglio chiudere gli occhi, perchè poi quando mi sveglio la giornata è finita”. Se ci pensi, ha anche ragione. Esattamente come il tuo bimbo forse pensa qualcosa tipo “perchè fare la cacca, se mi fa male? meglio evitare!” così abbiamo iniziato assieme a guardare l’orologio, a vedere quanto tempo c’è a disposizione in una giornata e le ho spiegato che se mettiamo la sveglia possiamo dormire anche solo un’oretta e poi avremo ancora tutto il pomeriggio a disposizione. Quindi con dialogo + stratagemma sono riuscito a farle riaffrontare la “paura di chiudere gli occhi”.

      Ora anche tu potresti trovare una tua strategia per affrontare il trauma di tuo figlio e fargli capire che lui può fare qualcosa per affrontare questi dolori che arrivano in coincidenza della cacca. Ovviamente come detto… mai parlare di alimentazione con lui (frasi come “mangia la verdura cosi poi fai la cacca morbida” sono vietate mi raccomando). Tutto il dialogo deve essere gestito in modo che lui trovi coraggio nelle sue possibilità, qualsiasi esse siano e non necessariamente legate alla stitichezza. Quando e se lui ti chiedesse “perchè” avviene quel dolore durante la cacca, allora tu pazientemente puoi spiegare le dinamiche, per punti. Scriverei un libro su questa cosa, scusa la lunghezza!

  4. Ciao! Ho appena letto il tuo bellissimo articolo e mi ci ritrovo.
    Sono mamma di una bimba di 5 anni e non ho mai avuto problemi con la cacca benché ho notato che ogni qualvolta che la fa,l’ ha sempre fatta duretta ..e in alcuni episodi di punto in bianco aveva dei crampi alla pancia.
    Ma ha sempre defecato ogni due giorni.
    Ultimamente però,da quando ho ripreso a lavorare a tempo pieno le cose sono cambiate.
    Lo capisco e sono cosciente che lei stia soffrendo perché i suoi equilibri si sono scollocati , ma si trattiene la cacca di proposito.. e giovedì notte siamo dovuti andare al Pronto Soccorso perché era piegata dai crampi e le hanno fatto un cristere di 250 ml di fisiologica!!!!
    L ha fatta poi…. Ma ad oggi è cioè domenica ancora nulla.
    Lo so,non devo sforzarla lo so che non devo pressarla ma cosa devo fare ? Le devo fare un mini cristere!?non vorrei innescare il meccanismo che se non la fa devo ricorrere a ciò.
    Help me

    • Ciao Dania, allora succede così: ogni volta che il bimbo si trova di fronte al dolore vive un piccolo trauma, verso i 3-4 anni inizia a nasce il pensiero cosciente e soprattutto si forma l’idea di causa-effetto, questo fa si che il bimbo voglia giustamente evitare il dolore.

      Dato che la stitichezza sostanzialmente si compone sempre dei soliti 3 elementi per tutti (seguire lo stimolo, alimentazione e respirazione) avviene che evitando gli stimoli e trattenendo la respirazione, il bimbo tenda a rimandare il più possibile il momento della cacca, arrivando al tuo caso, ovvero il “mega trauma” (trovi vari commenti di altri genitori che hanno vissuto assieme ai loro bimbi proprio questa situazione di prontosoccorso e rimedi di emergenza.

      Ti consiglierei di attaccare il problema evitando gli attacchi frontali. Cerca di gestire l’alimentazione in modo che contenga molte fibre, acqua in vari momenti della giornata, niente bevande zuccherate (esatto, neanche succo di frutta, molto meglio una bella spremuta fresca). E’ normale che crescendo il vostro tempo insieme sia meno durante la giornata, devi però fare in modo che questo poco tempo che avete sia tempo di qualità: spegni il tuo telefono, dedicati 100% a lei quando sei con lei. Cerca di insegnarle giochi rilassanti, giochi percettivi del proprio corpo.

      Se e solo se ti chiedesse lei cosa è successo al prontosoccorso, allora puoi spiegarle tranquillamente cosa è successo, spiegando gentilmente che ogni qualvolta si ignora lo stimolo, ogni volta in cui mangiamo male e soprattutto ogni volta in cui abbiamo paura e quindi respiriamo “a metà” il nostro corpo fa fatica a scaricarsi. Falle vedere qualche cartone di Arale in cui gioca con la cacca, falle piano piano affrontare la paura che poverina le è arrivata nel cuore facendole capire che lei è in controllo, lei può farci qualcosa. e poi… bagnetto caldo e tanti abbracci.

      PS. coinvolgi anche il tuo compagno in questo lavoro, mai pensare che un genitore sia un’isola.

  5. Buongiorno Simone, è stata una fortuna leggere il tuo articolo sul web e tutti i consigli che hai dato ad altri genitori, sicuramente saranno motivo di spunto per risolvere il nostro problema.
    Mia figlia ha 3 anni e riesce ad evacuare purtroppo ogni 5/6 giorni a volte anche prima ma ogni volta è un’impresa.. premetto che ha iniziato ad avere problemi di stitichezza dallo svezzamento quindi quando aveva 6 mesi…
    Ora tutte le volte che sente lo stimolo chiede di rimettere il pannolone perché non ne vuole sapere di farla nel vasino o water, il problema è che impiega anche molte ore per riuscire a scaricarsi, la sua postura è sempre stata insolita, si irrigidisce completamente con gambe dritte e rigide, capisco che anche la posizione non la aiuti di certo…
    Non so come fare per poterla aiutare, è una bambina che mangia tutto, le propongo molto spesso le pere (effettivamente d’ora in avanti eviterò di dirle che servono x fare la cacca), le spiego di provare a mettersi accovacciata o di provare a sedersi sul vasino ma non ne vuole sapere…spero tu possa darmi altri consigli

    • Ciao Samanta, quando i problemi sono conclamati e noti da oltre un anno (come nel vostro caso) penso che il supporto del pediatra sia essenziale. Ciao un abbraccio!

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