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STAFFORD, REGNO UNITO — L’Internet, una delle più grandi trappole della modernità, ha stretto tra le sue viscide e lussuriose braccia l’ennesima vittima. Darla Hweetseart, una bambina di dieci anni residente a Stafford, Regno Unito, aveva ricevuto un calcolatore adibito ad uso personale (PC) il giorno del suo decimo compleanno.

Il dono aveva messo la piccola in sollucchero, e la aveva allo stesso tempo iniziata alla subdola insidia della conferenza elettronica, o chat. Infatti Darla aveva incontrato, navigando per i siti di Internet un suo sedicente coetaneo, che si presentava sotto l’ingannevole pseudonimo di FreshVaginasTasteGood1970xxx, e aveva iniziato a scambiare con lui delle missive elettroniche, ignara del pericolo che la attendeva.

FreshVaginasTasteGood1970xxx in realtà non era un bambino che condivideva con Darla Hweetseart la passione per i calcolatori elettronici, ma un trentaseienne disoccupato di Stafford di nome Maurice Arrizzi, rilasciato poco tempo prima dal carcere dove era stato recluso per molestie sessuali su minore.

Arrizzi, dopo un vile e sudicio mese di traviate menzogne e vili trucchi telematici, aveva convinto Darla ad incontrarlo in una stanza di motel da lui affittata. I genitori della bambina, data la sua angelica condotta e la vicinanza del motel in questione, che Darla aveva descritto come casa di un suo compagno di scuola, le avevano permesso di uscire.

Non si ebbero notizie della piccola per tutta la settimana seguente, finché un netturbino non trovò in un cassonetto dell’immondizie un sacco contenente delle ossa, che, grazie all’analisi del DNA, si scoprirono appartenere a Darla Hweetseart.

Sui poveri resti incollati allo scheletro della bimba sono stati individuati brandelli di carne che recavano segni di un’ ustione diffusa provocata dal contatto prolungato con una soluzione di acqua e sale: in parole povere, Darla era stata bollita e poi divorata da Maurice Arrizzi, il cui cadavere scempiato da un giusto colpo di fucile alla fronte è stato ritrovato nel suo domicilio.

Noi della redazione di Trascendentale non restiamo muti come ovini o bovini di fronte a questo orribile avvenimento, ma lanciamo una fiera e valente accusa ai mantenitori di Internet, strumento demoniaco atto solo ed esclusivamente a sollazzare programmatori e giovinastri, a funger da terreno di caccia per pericolosi mentecatti come Maurice Arrizzi e a truffare gli impiegati e i pensionati. E a rimetterci sono solo gli innocenti. Mantenitori di Internet, spegnete questo mezzo di Satana e uscite a prendere un po’ d’aria!

    5 dicembre 2006