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MENTANA (ROMA) – E’ la più grande strage che un esponente della mala razza dei rumeni abbia mai prodotto in Italia. Se solo questi rumeni non esistessero, il nostro sarebbe un paese splendido e libero da ogni pulsione criminale.

Invece per le nostre strade si aggira feccia come Niculau Tinculescu, rumeno di 32 anni che di professione guida ubriaco al solo fine di seminare il panico.

Di quale oscura forza sia agente Tinculescu non è ancora noto. I motivi dei suoi folli gesti sono così inimmaginabili da rendere l’uomo il simbolo stesso del terrore e del disordine, come il “Jolly” nel celebre sceneggiato dedicato all‘”Uomo Pipistrello”.

L’ultima bravata del suino rumeno è stata di portare il proprio organismo sull’orlo del coma etilico per poi scagliarsi con la sua BMW di terza mano contro un raduno interregionale di boy scout.

Se l’azione criminale, o forse sarebbe meglio dire terroristica, si fosse limitata solo alla strage dei 112 bambini, sarebbe rientrata nei canoni di perversa normalità a cui la cronaca dei vari sabati sera italiani ci ha ormai tristemente abituati.

E invece no. Per colmo di orrore e per aggiungere una buona dose di beffa al montarozzo di danno, tra le vittime di Niculau Tinculescu c’era un donatore di sangue AB positivo, il gruppo più raro e ricercato di tutto il circuito della donazione di sangue.

“AB positivo”. Queste parole andrebbero marchiate a fuoco sulle carni del suino di Bucarest, il cui gruppo sanguigno è un banale 0RH negativo, pessimo anche per farne sanguinaccio.

“Ab positivo”. Queste le parole scandite dal Cardinal Pezzotti durante l’omelia funebre collettiva, nella chiesa di San Mariano in Laterano, e poi incise sulla lapide che sovrasta la fossa comune dei 112 boyscout.

“Ab positivo”. Queste le parole che che la Romania , con in testa il suo presidente, Traian Băsescu, non dovrebbe dimenticare mai più.

    4 novembre 2008