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ROMA – Era una storia che andava avanti ormai da mesi. Rodolfo Massari, disoccupato 42enne affetto da problemi mentali invalidanti al 94%, si era perdutamente innamorato di una persona conosciuta in una delle tante “chats” che infestano quel mondo anarchico, fuori da ogni controllo, che risponde al nome di Rete Internet . L’amore, si sa, è una delle più grandi illusioni della Storia. Ma quando capita che esso sbarchi nella rete come un pesce disattento diviene doppiamente illudente e colmo di false speranze. L’esperienza del Massari è qui a dimostrarlo.

“Stava sempre là a guardare il calcolatore elettronico” spiega Costantino Massari, 72enne padre di Rodolfo, ex macchinista ferroviere. “Era ossessionato, ma allo stesso tempo stranamente felice, tanto che aveva deciso di smettere di prendere le medicine.”

L’ingenuo Rodolfo si era innamorato di Viger66, che aveva conosciuto in una “chats” dedicata alla meteorologia, una sua vecchia passione. Pensava fosse la sua anima gemella. Sembrava l’unica persona in grado di capirlo. Medesimi gusti, stesse posizioni politiche, identico approccio alla Questione Romana. Tra i due era tutto un “idem sentire”, e lei sembrava conoscerlo da sempre.

Un brutto giorno Massari decise finalmente di incontrare Viger66 a Villa Borghese, celebre parco della Capitale. A questo emozionante incontro però Viger66 non si presentò. Tornato mestamente a casa, il Rodolfo disperato ha subito tentato il suicidio per soffocamento tramite una parrucca della madre infilata nella gola.

“Stava malissimo”, spiega la madre Angelina, 67 anni, ex attrice di varietà. “Non l’avevo mai visto così. Era profondamente deluso. Con l’aiuto di un nostro vicino di casa abbiamo maneggiato il suo calcolatore elettronico per capire cosa l’avesse ridotto così…”

E a questo punto ecco arrivare l’amara sorpresa. L’autore delle romantiche lettere che sconvolgevano il cuore di Rodolfo era Rodolfo stesso. Le lunghe conversazioni in “chats”, che la notte gli portavano via tante ore di sonno, le faceva da solo, nel buio della sua cameretta. Viger66 non esisteva realmente. La sua anima gemella, in parole povere, non era altro che egli stesso.

La vicenda, come potete immaginare, ha minato profondamente la salute mentale già debole del povero Massari, che infatti è stato ricoverato in una casa di cura. Da parte nostra speriamo che questa triste, tristissima storia serva di lezione ai giovani che ancora oggi credono nell’amore, soprattutto in quello “in linea”.

    4 novembre 2008