
VITERBO – La famiglia, si sa, è la cellula base della società e la più sacra istituzione del Mondo. Minacce esterne o interne, come l’aborto, l’immigrazione (si veda il caso delle donne-vampiro della Romania), la droga, l’impotenza, l’effeminatezza e i computers, mettono spesso a rischio la sacralità di questa nobilissima e fondamentale istituzione. Ma per fortuna, per ogni feto assassinato, per ogni giovane che vuole fare il ballerino o il musicante drogato, vi è anche una storia esemplare e piena di speranza come quella della signora Concetta Rossi di Viterbo.
L’adorabile vecchietta, che ha compiuto 104 anni lo scorso aprile, sostiene da anni di essere imparentata con chiunque. La signora viene da una famiglia che definire grande non è altro che un timido eufemismo, per cui sarebbe meglio usare la parola enorme.
I suoi nonni avevano 12 fratelli ciascuno, mentre i suoi genitori hanno sfornato la bellezza di 18 discendenti. Ognuno dei fratelli e delle sorelle della signora Concetta ha poi messo su famiglie con non meno di 10 bambini. Un vero tributo alla Vita. Da parte sua la signora Concetta, ex operaia in una fabbrica tessile, donna religiosissima e onesta lavoratrice, ha messo al mondo ben 14 figli, 10 maschi e 4 femmine. “Si è fermata solo quando mio padre è morto” spiega uno dei figli, il signor Gerardo di anni 68, padre di 8 meravigliosi giovani. “Altrimenti sarebbe sicuramente andata avanti.”
I calcoli li lasciamo agli sfaccendati senza calli nelle mani che hanno tempo di trastullarsi con il pallottoliere, ma è comunque evidente che in cima a questa incredibile montagna di figli, fratelli, sorelle, zie, cugini, nonni e cognati c‘è proprio la nostra adorabile vecchietta, data la sua ragguardevole età.
“Molti dei parenti di mia madre sono emigrati altrove, al nord e al sud, e ovunque hanno messo al mondo numerosi bambini che a loro volta, dopo essersi sposati, hanno messo su famiglie numerose” spiega ancora il signor Gerardo. “E’ come una ragnatela. A volte mi capita di portare mia madre al mercato e tutti quelli che incontriamo sono in qualche modo imparentati con lei. Anche voi che state leggendo avete sicuramente qualche parentela in comune con mia madre!”
Cari lettori, non possiamo che tirare un sospiro di sollievo nel sentire belle storie come quella della signora Concetta, la Nonna di tutti gli italiani, colei che rappresenta le nostre comuni radici in carne e ossa. Concedeteci un momento di entusiasmo: l’Italia forse non è ancora del tutto perduta!
11 luglio 2010

