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POTENZA – Si svegliava ogni mattina alle cinque e mezza, e fino alle sette correva libero nei boschi, sorprendendosi ogni giorno di più della grandezza del Padre Eterno. Tornato a casa, dopo una corroborante doccia fredda e due uova fresche per colazione, raggiungeva la parrocchia di quartiere per servire la colazione ai bisognosi. Quindi tornava a casa, ad aiutare la madre e la sorella nelle faccende domestiche. Un pranzo frugale e poi interi pomeriggi dedicati allo studio. Gli amici lo adoravano. La comunità lo additava come esempio da seguire. Conduceva un’esistenza così ammirevole, così pulita, così beata e allo stesso tempo industriosa, da sembrare quasi anacronistica nel corrotto e malato contesto d’oggidì.

Questo era il giovane Nazareno Restivo, classe 1990, nato e vissuto a Potenza. Pieno di una vitalità che è stata brutalmente spezzata da quello che forse è il più subdolo e perverso dei mali che affliggono la nostra permanenza su questo pianeta. Stiamo parlando delle scie chimiche.

Nazareno Restivo è stato ritrovato due giorni fa nella sua camera. I familiari, allarmati dal fatto che alle ore otto e mezza non si fosse ancora destato, hanno aperto la porta per trovarsi davanti ad una terrificante immagine: Nazareno morto nel suo letto, sangue e vomito rappresi intorno alla bocca, colorito bluastro.

Sebbene il caso sia stato archiviato come suicidio, molti sono gli elementi che contraddicono questa versione, che pare quasi una montatura di regime.

Prima di tutto, perché Nazareno avrebbe voluto togliersi la vita?

Il giovane, come è stato detto, era attivo in chiesa, aveva successo all’università, amava la sua famiglia. E anche ammettendo la volontà di compiere l’insano gesto, perché in camera? Le statistiche parlano chiaro: il 90% dei suicidi da inalazione di monossido di carbonio avviene all’interno di un’automobile, il 5% in ascensore, il 3% in camere d’albergo e il restante 2% ha luogo in studi radiofonici abbandonati.

E ancora, come mai il corpo di Nazareno presentava, pur combinati ai sintomi di un’intossicazione fatale, quelli di un soffocamento fisico? Dove sarebbero finiti, poi, gli strumenti concreti tramite i quali Nazareno avrebbe potuto immettere nella sua stanza la supposta quantità letale di monossido di carbonio?

L’inquietante risposta che può evadere tutti questi interrogativi è una e una sola, cari lettori: dietro alla morte di Nazareno Restivo c‘è stata l’azione premeditata di una scia chimica.

La diabolica creatura, orrido connubio tra organico e inorganico, sarebbe entrata dalla finestra aperta, avvolgendosi attorno al collo del giovane in una morsa degna di un pitone costrittore, e contemporaneamente penetrandogli bocca e froge coi suoi propri vapori tossici ed elementi venefici.

Il caso, visto quindi alla luce della Verità, demistificato dalle fole di regime e dalle “versioni ufficiali”, apre squarci tenebrosi nel futuro di tutti noi.

Ancora una volta dobbiamo chiederci, chi c‘è dietro a tutto questo?

Gli alieni? La magistratura? L’INPS? Il progresso? L’Ordine di Malta? La lobby dei nani? Tutte ipotesi molto plausibili, cari lettori, ma l’una meno verificabile dell’altra: abbiamo sempre a che fare, quando si parla di scie chimiche, con organizzazioni, entità, figure, tanto deprecabili quanto sfuggenti, quasi sempre appoggiate dal Governo (non ci riferiamo per forza a quello Italiano: chi ha orecchie per intendere…).

Abbiamo visto come anche un’abitudine antica e salubre, quale è il tenere una finestra aperta durante le ore di sonno, possa tramutarsi nel fatale espediente tramite cui una scia chimica può introdursi in casa vostra e strangolarvi. Ma allora come difendersi?

Noi consigliamo di dormire o con tutte le finestre chiuse, oppure, ancora meglio, come suggerisce il dott. Mark Dickens della AMA, che più volte ha collaborato con la Redazione di Trascendentale in qualità di tecnico scientifico, “con un ventilatore industriale puntato fuori dalla finestra. Il flusso d’aria rivolto verso l’esterno infatti renderà difficile alla scia chimica assassina l’ingresso nella vostra abitazione”.

Inoltre il dott. Dickens consiglia “di bollire mezzo arancio e dieci foglie di menta in un pentolino, e quindi di tenere l’infuso vicino al vostro letto: i vapori benefici agiscono da repellente contro i veleni delle scie chimiche.”

   11 luglio 2010