Trascendentale - Notizie dal mondo
 ARCHIVIO | CRONACA | STORIA | SCIENZA | ATTUALITA' | ALIENI | PADRE PIO | NANI | LITTLE TONY | INCHIESTE



SAN GIOVANNI ROTONDO (FG) – Le apparizioni di San Padre Pio, il burbero e santissimo monaco che tutti noi veneriamo, sono sempre occasione di sovrabbondanza di felicità ed entusiasmo, anche se talvolta rischiano di trasformarsi in tragedia. E’ successo qualche giorno fa, nei cieli sopra San Giovanni Rotondo.

Igor Vizievin, 38enne svizzero trapiantato nel Regno d’Italia, dove ha intrapreso la professione di agente di commercio, approfittando di una bella giornata di sole ha deciso di sperimentare per la prima volta nella sua vita il paracadutismo, pratica degenerata che consiste nel tuffarsi da un aeromobile in alta quota, utilizzando un lenzuolo come deceleratore aerodinamico, così come si è sempre usato in ambito militare.

A differenza però dei nostri onorevoli soldati il paracadutismo divenuto sport non ha alcuno scopo concreto e anzi ci domandiamo perché le Autorità consentano questi comportamenti insani e pericolosi sul suolo e nei cieli della nostra amata Patria. Il paracadutismo sportivo oltre a mettere in pericolo la persona che lo pratica, è una potenziale minaccia per tutti noi che ce ne stiamo comodi sulle poltrone nelle nostre case a goderci il meritato riposo dopo una dura giornata di lavoro. Cari lettori, sappiate che in ogni momento un paracadutista avventato potrebbe sfondare il tetto della vostra casa e cadere sopra la vostra testa!

E’ quello che sarebbe potuto succedere anche a San Giovanni Rotondo. Se non fosse per San Pio da Pietrelcina, infatti, anche l’ingenuo signor Vizievin avrebbe potuto trasformarsi in un autentico missile umano.

Trovatosi tra le nuvole, a migliaia di metri dalla così rassicurante superficie terrestre, il 38enne svizzero è stato colto da effeminatezza o, come viene definito dalla medicina moderna, un “attacco di panico”. Ha così iniziato ad agitare le braccia e a strillare in modo femmineo quando ha capito che ormai era troppo tardi per tornare indietro. Infatti, complice la forza di gravità, il signor Vivizen non poteva che continuare a cadere verso il basso, verso una inesorabile morte. Ma ecco che in quel momento, all’apice del terrore, l’agente di commercio svizzero ha capito che strillare e piagnucolare come una donnicciola non aveva alcun senso e ha finalmente recuperato il senno, decidendo invece di fare l’unica cosa giusta da fare in quel momento: pregare Padre Pio.

“La cosa incredibile è che non sono mai stato un devoto del Santo” ha spiegato lo svizzero, ex senza-Dio ora convertito. “Mia madre però mi ha sempre obbligato a tenere un suo santino nel portafoglio, e per fortuna ce l’avevo anche quel giorno. Ero disperato, temevo di morire e quindi ho chiesto a Padre Pio di aiutarmi”.

Le madri italiane, queste sante! E’ infatti in quel momento che tra le nuvole, a 2700 metri di quota, il Santo ha fatto la sua incredibile apparizione.

“Improvvisamente era di fronte a me” spiega lo svizzero. “Mi ha guardato negli occhi. Uno sguardo penetrante, sicuro di sé, ma allo stesso tempo rassicurante. Ha stretto le mie mani tra le sue e fissandomi negli occhi mi ha detto di stare calmo.”

Ed ecco che il signor Vivizin, un attimo prima perduto nei meandri del terrore e dell’effeminatezza, ora si sente rinvigorito: recupera il coraggio che forse in vita sua non aveva mai posseduto e porta a termine il volo esibendosi in un atterraggio perfetto, suscitando perfino un applauso tra i presenti.

Le autorità hanno però invitato i fedeli a una maggiore attenzione nell’evocare il santissimo Padre. “Questa volta è andata bene” ha spiegato il maresciallo Frabonzani. “A pochi metri da terra San Pio è volato via senza problemi. Infatti questa non è la prima volta che vola: già durante la Seconda Guerra Mondiale il Santo era apparso nel cielo di San Giovanni Rotondo per fermare gli aerei statunitensi incaricati di bombardare un deposito nei pressi del paese. I piloti avevano parlato di un uomo barbuto che, con le mani alzate, aveva fermato i loro velivoli.” Ma non si può evocare il Santo ovunque, senza pensare alle possibili conseguenze: “Ad esempio non conosciamo le sua capacità come nuotatore” spiega ancora il maresciallo Frabonzani, “per cui sconsigliamo i fedeli di fare appello al Santo in caso di annegamento”.

   11 luglio 2010