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PARMA – Se c‘è qualcosa in grado di portare sempre più in basso il proverbiale fondo della botte, quel qualcosa è un nano. La malefica organizzazione sotterranea della piccola gente – da tempo immemore impegnata nel riciclo di pietre preziose, nel terrorismo, nel dirottamento di elettrodomestici, ma soprattutto nel camuffamento (agevole grazie all’infima statura) a fini illegali e/o moralmente deprecabili – non smette di offendere l’onestà e il pubblico pudore.

Ennesimo nel nero abisso della ripugnanza tanto caro ai nani è il caso verificatosi a Parma.

Sembra che una cellula nana di non meno di dieci elementi abbia provveduto a uccidere e scuoiare diversi esemplari di cani guida riservati ai non vedenti, per appropriarsi delle pellicce delle povere bestiole e travisarsi. In tal modo, divenuti sanguinosi simulacri di animali benefici, ne hanno approfittato per commettere le loro tipiche nefandezze, tanto scioccanti quanto prive di senso.

I migliori amici dell’uomo (i cani, di certo non i nani), che nell’eroico atto di accompagnare gli sfortunati ciechi sancivano questa secolare amicizia, sono stati tramutati in trappole mortali da alcuni tra i peggiori nemici della società. I nani camuffati, infatti, guadagnata in pochi minuti di comportamento corretto la fiducia dei loro accompagnati, hanno cominciato a dirigerli verso macchine in corsa, burroni, cantieri edili in cui venivano fatti detonare esplosivi, persino sale bingo. Quindi si levavano il guinzaglio e correvano, azzannando i polpacci dei passanti allibiti. Sette non vedenti hanno rischiato la vita, di cui quattro sono ricoverati all’ospedale in condizioni fortunatamente non troppo gravi.

I parenti delle vittime hanno inizialmente tentato di applicare la giustizia istantanea del popolo attraverso l’antica usanza del linciaggio, ma un intervento della polizia ha salvato i piccoli ma diabolici criminali dalla furia delle genti. Ma come non unirsi, cari lettori, al desiderio dei parenti delle vittime di insegnare a suon di legnate la convivenza civile ai nani?

Ma tale legittimo desiderio di giustizia è da accantonare per far spazio ad uno sguardo sulla possibile pars costruens della società civile riguardo alla questione nanesca. A tal proposito, la Redazione di Trascendentale ha intervistato il doctor Cartwright Wolfe Hussein Philippson, Ph.D., ordinario di Filosofia del Diritto Pubblico all’Università di Honolulu.

Dottor Philippson, quale la sua reazione ai fatti di Parma?

“Sinceramente? C’era da aspettarselo. Casi come questo non sono così inusuali come si crede. Mi permetta di citarle ciò che successe a Lima nel 1987: una banda di nani cominciò a commettere effrazioni e a orinare di nascosto nelle ciotole dei cani delle case di determinati quartieri. La polizia non se ne accorse finché un nano non venne finalmente colto sul fatto nel 1994. Doveroso citare Suzhou, Cina: nel 2001, un nano non identificato rapì quattro gatti di un alto funzionario in visita da Pechino. Procedette poi a legarsene uno per ogni mano e per ogni piede. Andò in giro per il distretto Pingjiang urlando e facendosi trasportare dai poveri gatti, finendo per cadere in una zona acquosa e affogando un gattino. Lodevole è stato il trattamento di quel nano da parte della polizia cinese. Cancellato a livello molecolare.”

Giustizia fu fatta, allora. Ma perché i nani si accaniscono tanto contro gli animali? Esiste, crudeltà congenita a parte, qualche altro motivo?

“Sì e no. L’altro motivo è figlio della crudeltà congenita. Il nano, con tutto il suo inestinguibile e malsano desiderio di rivalsa, guarda all’animale domestico, giustamente accudito e coccolato dalle persone normali, come a un rivale indegno. Quando poi la possibilità di far fuori l’animale si sposa con quella di eliminare fisicamente anche un’essere umano, avrete tutto l’ardore perverso, tutta l’ignobile dedizione nana che avete visto a Parma.”

Quali i provvedimenti possibili?

“Ascoltate, e ascoltate bene, sono vent’anni che propongo questo disegno di legge a politici, giudici e rappresentanti delle forze dell’ordine di vari Paesi: se volete sradicare i disagi e le tragedie causati dai nani, non date loro la possibilità di agire! La società, l’urbanistica, tutto quanto è a misura di nano. Il politicamente corretto apre le porte a potenziali disastri come quello di Parma: non abbiate paura di rendere il mondo inaccessibile al nano, e il nano non vi accederà. Sostituiamo cani guida con giraffe guida, orsi guida. I cani – insieme ai varani di Komodo – dovranno venire usati per dare la caccia ai nani. Scalini più alti! Metal detector che arrivano fino al pavimento e fino a sotto il pavimento, se necessario! Queste, e non altre, sono le soluzioni.”

    6 settembre 2010