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Aosta – La sua colpa? Quella di essersi affacciato alla finestra per prendere un po’ d’aria e osservare le automobili che passavano sulla strada di fronte a casa sua: tutto qua. Il signor Nuvolari, ex orologiaio di anni 78, certamente non si aspettava che la sua testa venisse decapitata da una scimitarra di fabbricazione orientale. L’incredibilmente tragico episodio è avvenuto una settimana fa, in pieno giorno, in uno dei quartieri più antichi della (un tempo tranquilla) cittadina di Aosta.

“Il pranzo era quasi pronto” spiega la signorina Mutovic, badante che si occupava del signor Nuvolari e di sua moglie, la signora Clotilde, ora vedova sola e disperata. “Il signore ha detto che andava a vedere alla finestra ma la signora non era d’accordo, perchè diceva che era pericoloso e poi aveva freddo. Da agosto a giugno infatti tenevano tutte le finestre ermeticamente chiuse.”

Ma quel giorno il signor Nuvolari ha deciso di aprire la finestra.

Un gesto che, come abbiamo visto, si è rivelato fatale. Non sappiamo perchè ha deciso di farlo: forse una voce oscura dentro di sè l’ha attratto verso il pericolo, o forse è stata solo una banale ingenuità, la prima della sua vita e sfortunatamente anche l’ultima, magari perché, desideroso d’avventura, si sentiva temerario dopo il film d’azione visto alla televisione la sera prima. Ma queste sono solo supposizioni. Quel che è certo è che nel momento in cui il suo collo ha varcato la temibile soglia il Pericolo si è avventato su di lui senza pietà. Zac, un taglio netto, e la testa è rotolata via sul marciapiede, mentre dell’assassina – una donna, probabilmente straniera, dicono i testimoni – non è rimasta alcuna traccia.

L’episodio è certamente sconvolgente, sebbene non rappresenti che un’ennesima conferma per chi, come noi, a queste cose ha ormai dovuto farci il callo.

A uscire di casa abbiamo ormai da tempo rinunciato: troppi i pericoli, gli scippi, gli attentati, i pazzi assassini, le bestie feroci in libertà e i gas tossici pronti ad avvelenarci lentamente i polmoni. Ma ormai nemmeno in quel simulacro di pace che dovrebbe essere la propria dimora un cittadino è libero di sentirsi sicuro, come abbiamo visto recentemente anche col caso della scia chimica strangolatrice. Basta infatti mettere il naso fuori, come ha fatto il povero signor Nuvolari, ed ecco che la prima pazza di passaggio ci stacca la testa. E dunque attendiamo la fine nelle nostre case, con le finestre chiuse al mondo, certi che la Morte ci attende là fuori.

   22 dicembre 2010