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AMAZZONIA – Una nuova tribù di selvaggi cannibali, alla quale è stato dato il nome di Marmiton, è stata scoperta di recente da una spedizione etnografica nel cuore della giungla amazzonica.

“E’ una scoperta senza precedenti – eccezionale” ci spiega l’esploratore ed etnografo inglese a capo della spedizione, l’eccentrico professor Thomas Moore. “Ci trovavamo nel bel mezzo della giungla ed era quasi ora di pranzo,” racconta il professore, “quando mi è sembrato di sentire profumo di fricassea di fegato e patate con zenzero e finocchio selvatico. Ma come poteva essere possibile? Là, nella giungla?”.

Il fine olfatto dell’eccentrico professor Moore non si sbagliava: il profumo era proprio quello, solo che si trattava di fegato umano. Ma questo non ha spaventato l’esperto viaggiatore, già noto nell’ambiente etnografico per aver scoperto altre misteriose tribù.

“E’ stato molto eccitante. Purtroppo non siamo venuti a contatto con loro ma ci siamo limitati ad osservarli da una distanza di sicurezza riuscendo a scattare solo qualche foto”, ci spiega Moore.

“C‘è stato anche un piccolo incidente. Un nostro collaboratore molto affamato, attirato dagli odori che arrivavano da una capanna, ha commesso l’errore di avvicinarsi troppo… Qualche ora dopo è stato servito arrosto con una salsa di intestini e asparagi amazzonici che sembrava molto appetitosa.”

Salsa molto appetitosa? L’eccentrico professor Moore è senza dubbio completamente bacato, come tutti quelli che hanno studiato troppo, ma probabilmente nella sua follia è contenuto un nocciolo di verità.

Infatti il capo della tribù dei Marmiton, il capo Bocuse, non è un selvaggio qualunque, ma un vero e proprio selvaggio “chef”. Barbaro e mangiauomini, questo sì: ma anche esperto cuoco e profondo conoscitore dei segreti della cosiddetta “alta” cucina francese. Ma com‘è possibile?

A spiegarcelo è ancora una volta il professor Moore: “Secondo quello che siamo riusciti a capire, qualche tempo fa il capo ha trovato nella giungla un libro di ricette forse appartenuto a qualche occidentale di passaggio che è stato catturato e mangiato. Osservando quello strano oggetto a lui sconosciuto è rimasto incuriosito e affascinato dalle immagini e ha finito per appassionarsi alla Nouvelle Cousine. Ha perfino cambiato il suo nome in Bocuse, come l’autore del libro, e si è fabbricato un cappello da chef”.

E’ capitato così che il capo Bocuse, novello cuoco, abbia iniziato a mescolare piatti tradizionali della sua cultura – che fino a quel momento consistevano perlopiù in carne umana arrosto o bollita – con elementi della moderna cucina francese, creando vere e proprio prelibatezze per selvaggi antropofagi.

“Prepara piatti deliziosi come soufflé al fegato umano con orecchie marinate” ci dice Moore, fin troppo entusiasta. “Polpaccio in crosta di sale con erbette della giungla o stufato di mani e piedi con crostini e salsa di asparagi e cervello. Non sono piatti per tutti i palati, questo è certo, ma è senza dubbio un passo in avanti straordinario per la gastronomia dei Marmiton”.

Noi non ci sentiamo di condividere l’entusiasmo dell’eccentrico professor Moore per la “moderna” cucina del capo Bocuse, ma che ci volete fare. Noi siamo all’antica, a quanto pare.

   25 maggio 2011