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ALPI SVIZZERE – Sconcerto è la parola giusta. Senza dubbio per la comunità scientifica internazionale, costretta a rivedere completamente la storia del nostro pianeta e in particolare del nostro continente, ma anche e soprattutto per la comunità degli alpini, questi eroici soldati delle grandi altezze che noi della redazione di Trascendentale adoriamo e veneriamo.

Ebbene sì, siamo tra quelli che bagnano il bavero di lacrime calde vedendo la nappina con la penna di un alpino! E non ne abbiamo vergogna! Piuttosto ci chiediamo: sarà mai abbastanza il tributo dedicato a questi impavidi eroi delle montagne italiche? Non è bello svegliarsi la mattina e pensare che lassù, da qualche parte, fra pascoli e pinete, sulla nuda roccia, sui ghiacciai perenni delle grande cerchia delle Alpi che la bontà divina ci ha dato per culla e creste e baluardo sicuro delle nostre contrade, c‘è un alpino che veglia su di noi?

Ma veniamo alla notizia causa di tanto sconcerto.

Si tratta della scoperta di un tipico nuraghe sardo sulle Alpi, più precisamente sulla cima di Santa Maria del Monte (1285 metri), non lontano dalla Punta Dufour, al confine tra Svizzera e Italia. La scoperta è senza dubbio senza precedenti. Ed ecco dunque il motivo dello sconcerto anche per gli alpini di base da quelle parti, quando una mattina, svegliandosi, dalle loro tende hanno visto all’orizzonte qualcosa che non avevano mai notato prima. Un intruso.

Secondo alcuni archeologi sarebbe la dimostrazione che il popolo sardo è stato sempre sottovalutato: probabilmente, così come il grande popolo romano che, come abbiamo visto, arrivò perfino sulla luna, anche gli antichi sardignoli erano grandi viaggiatori e conquistatori, tanto che arrivarono perfino sulle cime delle Alpi! Possibile?

L’abbiamo chiesto al professor Vanni Ciruzzo, esperto geologo, archeologo e omeopata del C.I.S.A. (Centro Internazionale di Studi Alternativi) di Vimodrone, che fornisce una spiegazione alternativa, molto più convincente.

“La spiegazione non può che essere una: la deriva dei continenti” ci dice il professore. “La terra non è ferma come può sembrare, ma anzi in continuo movimento. E contrariamente a quanto dice la scienza ufficiale, questi movimenti sono molto più veloci di quanto possiamo immaginare. Quindi è probabile che quella porzione di Alpi, in passato, cioè migliaia di anni fa, appartenesse a quella che noi oggi chiamiamo Sardegna. Dopotutto considerate che anche la posizione del Colosseo di Roma non è sempre stata quella che conosciamo.”

Infatti, secondo i complessi calcoli del professor Ciruzzo, in passato il Colosseo si trovava esattamente dove ora si trova il bar tabacchi “Altobello” di Catanzaro. Ma non solo: Atlantide, sempre secondo i calcoli del professore, si trovava in quella che ora è Bombonina, frazione di Cuneo sulla riva del fiume Stura.

Dunque tutto è possibile in questo strano mondo in continuo divenire. Tutto. E di certo questa notizia non placa lo sconcerto dei poveri alpini, ma anzi contribuisce ad aumentarlo.

   25 maggio 2011