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DULUTH, STATI UNITI D’AMERICA – Diciamo la verità, cari lettori, noi lo sapevamo già. Non avevamo bisogno di una verità per così dire “scientifica”, ma ci bastava quella che alcuni testi definiscono la “verità dentro di noi”, quella superiore, quella certa che ogni brav’uomo custodisce dentro di sé. Ma questi, si sa, sono tempi cinici, di scetticismo e diffidenza, e quindi accontentiamo gli scettici e i diffidenti, soprattutto i più giovani, con una bella “verità scientifica”, con tanto di tabelle e numeretti, proprio come piace a lorsignori.

E la verità scientifica è la seguente: prima, il passato, era meglio di oggi, il presente.

La dimostrazione definitiva, certa, matematica, incontestabile, è arrivata da una ricerca, che non possiamo che definire “storica”, dell’equipe del professor George Bernard Williamson dell’Università di Duluth, capoluogo della Contea di St. Louis, stato del Minnesota, Stati Uniti d’America.

“La nostra ricerca ha tenuto conto di ogni aspetto della vita umana sul pianeta” spiega il professore indicando una lavagna. “Abbiamo analizzato migliaia di dati, numeri, statistiche, tessuti organici, immagini satellitari, campioni geologici, lastre radiografiche, cartelle cliniche e articoli di giornale, oltre a migliaia di interviste al nostro campione: un gruppo di 200 persone nate tra il 1927 e il 1949 che seguiamo praticamente da sempre. E la verità, col tempo, è apparsa in tutto il suo tremendo splendore: prima era meglio. E’ così. E nessuno può dire il contrario.”

L’equipe del professore Williamson sostiene che questa verità è valida per ogni campo dell’esperienza umana. Salute fisica e mentale, politica, clima, musica, arte, tutto. Ma le cause?

“Sono tanti i fattori che contribuiscono al declino dell’essere umano. Uno degli aspetti più dannosi è di sicuro l’eccessiva diffusione della tecnologia” ci spiega il professore. “Ad esempio abbiamo dimostrato con precisione come le immagini a colori, che hanno ormai soppiantato quelle in bianco e nero, abbiano creato confusione nel cervello umano ormai non più capace di distinguere la finzione dalla realtà. Un fenomeno che ha portato, come sappiamo, a un aumento delle malattie mentali nei paesi occidentali, a omicidi, violenze e perfino a stupri di massa negli altri.”

Ma non è finita.

E’ il nostro stesso corpo, oggi, ad essere peggio di ieri: “Vi sono diversi usi e costumi del presente che possono apparire innocui e perfino sensati alle persone più semplici, ma sono in realtà molto dannosi. Ad esempio prima si usava tenere le finestre aperte, e si sa che l’aria fresca fa bene all’organismo e allunga la vita. Ora, un po’ per paura dei pericoli esterni, un po’ per cattiva abitudine, si tende a tenere le finestre sempre chiuse! Ma pensiamo anche alla progressiva scomparsa dei baffi”, continua il professore.

“E’ dimostrato scientificamente che la concentrazione di peli sotto il naso, tra la narice e il labbro superiore, favoriva l’accumulazione di batteri che contribuivano a rinforzare il nostro sistema immunitario, già messo a dura prova da farmaci inutili e sostanze velenose diffuse nell’aria dagli aerei.

Insomma, cari lettori, il passato glorioso che tutti noi rimpiangiamo, quando tutto era meglio e tutti noi eravamo più felici, era oggettivamente superiore di questo triste presente nel quale ci ritroviamo a vivere. Amara consapevolezza, ahi noi. Ma non possiamo fare altro che resistere, pregare e aspettare “giorni migliori”, in questo o nell’altro mondo.

Più probabilmente nell’altro.

   25 maggio 2011