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ROMANO DI LOMBARDIA (BG) – E’ una notizia sconvolgente per tutti gli appassionati di storia e mitologia. In questa tranquilla cittadina del bergamasco infatti sarebbero state ritrovate delle ali molto probabilmente appartenenti al celebre Icaro, il figlio di Dedalo, fino a qualche giorno fa considerato semplicemente un personaggio mitologico.

Come ricorderete il povero Icaro sperava di fuggire da Creta con le ali costruite dal padre, ma l’errore di avvicinarsi troppo al sole gli costò caro: il calore sciolse la cera che teneva le ali e Icaro cadde in mare dove, secondo alcuni testi, morì affogato. Ma forse non andò esattamente così.

Infatti, a colpire gli studiosi che si sono occupati dell’incredibile ritrovamento, sono le condizioni delle ali, assolutamente intatte. Allora cosa accadde realmente al povero Icaro? E perché per tanto tempo la verità è rimasta nascosta?

E’ con immenso piacere che torniamo a parlare con l’autorevole dottor George Madlib, dell’Università di Boston, Nuovo Mondo (che sicuramente i nostri lettori più fedeli ricorderanno per la sua ricerca sui giganti), il quale ha l’onore di occuparsi di analizzare le ali di Icaro.

“Da una prima analisi emerge un unico fatto certo: queste ali sono originali. Ora bisogna capire cos‘è successo” spiega il dottor Madlib. “C‘è chi pensa a un semplice errore da parte di Icaro, dopotutto giovane e inesperto, ma io sono più propenso a pensare al sabotaggio.”

Dunque la domanda, cari lettori, è sempre questa: chi aveva interesse a sabotare le ali di Icaro? Ma soprattutto: chi aveva interesse a nascondere la verità per tanto tempo?

Ancora una volta preghiamo il Signore supplicandolo che questa domanda non resti senza risposta e che si giunga un giorno, finalmente, alla verità.

   16 dicembre 2006