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MIA MADRE E’ STATA MESSA IN VENDITA A SOLI TRE EURO” DENUNCIA IL FIGLIO. UNA STORIA CHE FA PIANGERE DALLA RABBIA.

GUIDONIA MONTECELIO – Com‘è possibile che un essere umano, una donna – addirittura una Madre – sia considerata alla stregua di una merce? E’ una triste storia, quella che vi raccontiamo, accaduta a Guidonia Montecelio, ridente cittadina e nord-est di Roma. Il signor Giorgio Tiraboschi, di anni 45, era entrato nel “Little China City”, il negozio di vendita al dettaglio gestito da Wen-Xiang Chen, cinese di età indefinita. Lui dice 41, ma dubitiamo che sia vero, anche perché, come è noto, gli appartenenti alla razza dei Manciù possono vivere anche oltre i 120 anni conservando un aspetto giovanile.

Assieme al signor Tiraboschi c’era la madre disabile, la signora Ignazia, di anni 86, da qualche anno costretta sulla carrozzina. “Quella mattina l’avevo accompagnata dal dottore e tornando a casa mi sono voluto fermare a dare un’occhiata al negozio cinese” spiega ora il Tiraboschi. Un’occhiata, ovvero uno sguardo veloce alle cianfrusaglie in vendita, e poi via, rapido, verso l’uscita. Dimenticando la madre nel negozio.

Ora, per quanto sia molto difficile, tralasciamo per un momento l’imperdonabile negligenza di un figlio che dimentica la proprio madre (“Mi aspettavano al tennis”, dirà poi) e concentriamoci invece sull’operato del “signor” Wen-Xiang Chen, sempre se questo è il suo vero nome.

Vedendo il signor Tiraboschi uscire dal negozio, il commerciante cinese alza un sopracciglio il tanto giusto da notare, in un angolo, una presenza inaspettata. Si trattava ovviamente della povera signora Ignazia. Il cinese attende qualche momento, ma non vedendo arrivare nessuno che la reclami, decide di mettere in vendita la signora. “Perché sprecarla?” si sarà detto.

Qualche ora dopo Wen-Xiang Chen si scuserà dicendo che la sua intenzione era quella di mettere in vendita la sedia a rotelle, ma non voleva far scendere la signora, che dunque sarebbe diventata, suo malgrado, una modella che andava ad abbellire la vetrina del negozio. Ma permetteteci, cari lettori, di avere forti, fortissimi dubbi sulla sincerità delle parole del signor Wen-Xiang Chen, anche perché come sappiamo tra i cinesi è norma dire una parola me intenderne un’altra.

Tre ore dopo, finita la partita di tennis, il giovane Tiraboschi si ricorda della madre e corre nell’unico luogo dove erano stati insieme, cioè il “Little China City”. Ma ancor prima di entrare, viene quasi preso da un colpo vedendo l’anziana genitrice in vetrina. “Era stata messa in vendita a soli tre euro” ci dice. “Questo l’ho trovato scandaloso.”

E se fin qui ci siamo attenuti alla fredda cronaca, evitando – come è nostra abitudine – commenti, condanne e anatemi, ora dobbiamo cambiare tono e chiederci: com‘è possibile valutare la vita di una povera e anziana disabile Madre per soli tre euro? E’ questo il valore che dà alla vita un figlio della stirpe di Manciù? Tre euro, magari trattabili?

Parlate pure di razzismo, se volete. Ma dopo aver permesso che insediassero ovunque i loro avamposti del Grande Oriente, che distruggessero l’economia italiana con le arti magiche e la concorrenza sleale, non possiamo permettere che le iene cinesi addentino l’ultimo baluardo di questa nostra malandata e purulenta società: la Madre.

Armiamoci e gridiamo in coro: noi non siamo in vendita, Wen-Xiang Chen!

   23 gennaio 2012