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PER ORA MANCA UNA SPIEGAZIONE UFFICIALE: MA NOI TUTTI SAPPIAMO COS’E’ SUCCESSO. UNA BRUTTA NOTIZIA PER I FANATICI DELL’ABORTO.

BELLUNO – Senza dubbio ricorderete – e come dimenticarla? – l’atroce storia di Vladimiro Palazzi, l’ermafrodita invertito che, dopo essersi unito carnalmente con se stesso, aveva abortito in una fetida fogna tra tombini, liquami e ratti giganti. Una storia raccapricciante che colpì particolarmente i lettori del nostro giornale, benché avvezzi a ogni tipo di crudeltà che la cronaca quotidiana ci riserva.

Ebbene, cari lettori, siamo qui per darvi una buona notizia: la creatura nata da quell’atto demoniaco non è morta. Non solo è miracolosamente sopravvissuta, ma è anche tornata per vendicarsi di quell’anima nera che l’aveva generata. Come si suol dire: giustizia è stata fatta.

“Abbiamo trovato il corpo del Palazzi nei pressi di un tombino aperto” spiega un carabiniere che preferisce restare anonimo. “Gli sono stati asportati occhi e lingua, probabilmente a morsi, motivo per cui abbiamo ritenuto ragionevole ipotizzare l’omicidio volontario come causa del decesso. Ma oltre a questo ci ha colpito la presenza di segni di strani morsi sul viso e sul collo. Sono segni di piccoli denti. Abbiamo pensato che forse, dopo essere stato ucciso, i ratti abbiano rosicchiato la carne. Ma alcuni hanno anche un’altra ipotesi…”

L’ipotesi di cui l’anonimo carabiniere non parla è proprio questa: il Palazzi è stato ucciso dalla creatura che lui stesso aveva tentato di uccidere. Alcuni testimoni dicono di aver sentito strani versi simili a risate e grugniti provenire dai tombini.

Probabilmente sopravvissuto tra i liquami e gli scarti alimentari, il feto è miracolosamente sopravvissuto e in questi anni è cresciuto, alimentato dal naturale istinto di sopravvivenza e dall’altrettanto naturale odio per il suo immondo genitore. Una creatura elementare, più animale che umana, composta in ogni centimetro di carne di odio e vendetta. Non c‘è altra spiegazione.

Pur augurandoci che la creatura venga presto catturata dalle forze dell’ordine, non possiamo che rallegrarci della morte di quella spaventosa aberrazione che corrispondeva al nome di Vladimiro Palazzi, nella speranza che questa storia spaventi i fanatici dell’aborto, coloro che concepiscono la vita come la carta di una gomma americana, da scartare e buttare per terra. Sappiate che non è così. Sappiate che la vendetta della Vita può colpirvi duramente.

Anche se vi nascondete in una fogna.

   23 gennaio 2012