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Come predetto dai Maya, in quella magica data il Grande Orologio che regola l’Universo sarà riavviato: “L’evoluzione si fermerà e inizierà il cammino inverso”, spiegano gli scienziati.

BELGRADO – Da oggi inizieremo a contare i mesi, i giorni e le ore che mancano alla fine del mondo come l’abbiamo conosciuto. Diversi esperti, come sappiamo, sono ormai concordi su questo punto: il 21 dicembre 2012 non sarà una giornata qualunque. Ma una teoria emerge fra tutte le altre e si impone con veemenza e autorevolezza nel pensiero scientifico contemporaneo.

In quella magica data, come predetto dal popolo Maya, il grande Orologio che regola l’Universo improvvisamente si fermerà e le sue lancette inizieranno a tornare indietro. Proprio come il nastro di una videocassetta che arrivato alla fine si blocca e si riavvolge, così l’evoluzione umana si arresterà e comincerà il cammino inverso: l’involuzione.

Laddove non sono arrivati i sedicenti scienziati della nostra era, da Carlo Darwin in poi, erano arrivati gli abili e sapienti Maya, che avevano previsto il fenomeno con una precisione che ancora oggi lascia allibiti e frastornati gli invidiosi moderni fanatici scientisti, sempre pronti ad aprire gli occhi su libri e alambicchi e a tenerli chiusi di fronte alla forza della verità. E la verità è questa: la “casualità” come la chiamano Loro, non esiste e non è mai esistita, e in questi anni è servita solo a nascondere disegni ben precisi.

Eppure, per nostra fortuna, c’è chi fa eccezione, ed ecco che, mentre buona parte della scienza “ufficiale” deride e rinnega simili ipotesi, dall’Università di Belgrado quella gran mente del professor Thomas Nigel Richardson – biologo, astrofisico e studioso di storia antica – mette in guardia il monto intero.

“Allo scoccare del 13° b’ak’tun (il 20 dicembre 2012 nel calendario Maya, ndr) l’intera umanità si fermerà per mezzo secondo” ci spiega il professore. “Noi non ci accorgeremmo di nulla, ma il processo sarà avviato, e sarà inarrestabile. Dal 21 dicembre 2012 inizieremo a tornare indietro. E l’involuzione sarà molto più veloce dell’evoluzione. Entro 200 anni torneremo all’Homo erectus, dopo altri 100 all’Homo habilis e poi all’Australopiteco. In meno di 500 anni l’umanità sarà composta di nuovo da scimmie.”

“Come potete vedere,” continua il professore mostrandoci un videoregistratore, “quando guardiamo una videocassetta il film può durare anche due ore, ma poi il nastro si riavvolge in pochi minuti”. E, telecomando alla mano, il professore ci dà una veloce e convincente dimostrazione che lascia senza il minimo dubbio anche il più scettico fra noi.

“Al momento ci troviamo proprio all’apice del cammino evolutivo che coincide con la linea temporale dell’Universo” ci spiega indicando una lavagna sulla quale sono disegnate formule molto complesse. “I Maya avevano capito che una particolare congiunzione astronomica influisce sul comportamento di quello che noi chiamiamo il nostro codice genetico.” Secondo la teoria del professore, questo “codice genetico” sarebbe una sorta di mappa delle nostre caratteristiche fisiche che si trasmettono di generazione in generazione.

Teorie ardite, cari lettori, di quelle che fanno girare la testa a noi comuni mortali, ma nient’altro che pane quotidiano per il professor Richardson: “In questo punto, che coincide esattamente con la fine del 20 dicembre 2012, l’evoluzione avrà raggiunto il culmine e da quel momento inizierà l’involuzione. Non è da escludere” conclude il professore, “che una volta terminato il processo involutivo tutto ricominci come già successo. Per quanto ne sappiamo, e cioè poco, potremmo essere già al tredicesimo riavvolgimento. Ma questo non possiamo dirlo con certezza, dipende tutto dai disegni di Dio”.

E anche su questo, noi non abbiamo dubbi.

   30 gennaio 2012