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Una vita intera dedicata alla tutela degli Italiani che lavorano. Una carriera costellata da sacrifici che poco spazio lasciavano alla vita privata. E la ricompensa? Discriminazione, cari lettori.

PESARO – Il dottor Vladimiro Durvokmic Sanuin Drago, di anni 57, da appena due settimane dirigente della sede INAIL di Pesaro Urbino, è stato vittima di vile caso di ‘mobbling’ (leggasi persecuzione sul posto di lavoro) da parte di tutti i suoi dipendenti e dei superiori. Fosse il dottor Drago un membro della schiera degli invertiti, fosse un fanatico di telefonia mobile, o un nano, o uno di quei tipi che fumano tabacchi esteri e si trastullano con gli stereofonici giocherellando con le manopole dei bassi e degli alti, questa discriminazione non ci sarebbe sembrata in alcun modo esecrabile.

Ma il crudele pretesto per isolare e vessare psicologicamente il dirigente è stato quello della diversità fisica. Drago infatti soffre fin dalla nascita di vampirismo.

Perennemente emaciato, pallido in volto e afflitto da due occhiaie degne d’un tecnico di sistemi informatici celibe, il dottor Drago – a differenza di altri individui affetti dallo stesso male – non si è mai però dimostrato aggressivo nei confronti del prossimo. Tanto che, grazie anche al suo carattere austero ma a tratti benevolo, era amato e rispettato dai suoi colleghi di lavoro. Fino a che qualcuno all’interno della sede INAIL di Pesaro Urbino ha cominciato a spargere la notizia del vampirismo del dottor Drago.

Di lì in poi, dall’entrata in ufficio alla fine della giornata, Drago ha dovuto sopportare un vero e proprio calvario fatto di telefonate anonime, insulti e beffe. “Una volta”, ricorda Drago, “mi hanno riempito i cassetti della scrivania d’aglio e di fiori di biancospino”. In seguito alla vigliacca opera di vessazione, il rendimento del dirigente è prevedibilmente calato. E proprio questo calo è stato addotto dall’INAIL quale motivo per il licenziamento del perseguitato.

Quest’ultimo affronto, però, non è andato giù al dottor Drago, che ha prontamente notificato all’INAIL un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche. Ma dal comitato regionale di coordinamento dell’INAIL arriva una versione diversa. Secondo loro, Drago non era in grado di coprire la carica di dirigente: troppe sarebbero state le responsabilità e troppo intensa la pressione per un uomo della sua età. Nessun collegamento col vampirismo, quindi.

Ma secondo noi della Redazione di Trascendentale – che purtroppo conosciamo bene le subdole menzogne dell’INAIL e perciò diffidiamo – e soprattutto del diretto interessato, il povero dottor Drago, la scusa ufficiale dell’INAIL ha uno strano odore.

Un odore d’aglio.

   30 gennaio 2012