Trascendentale - Notizie dal mondo
 ARCHIVIO | CRONACA | STORIA | SCIENZA | ATTUALITA' | ALIENI | PADRE PIO | NANI | LITTLE TONY | INCHIESTE



Dopo averlo stroncato con ‘nduja e grappa, l’anziana massaia ha pensato bene di aggiungerlo alla sua collezione di conserve.

REGGIO CALABRIA – “Nostra madre ha sempre avuto una passione per le conserve” dicono ora i figli. Ma è senza dubbio qualcosa di più di una semplice “passione” quella della signora Nannella Zavaglia di anni 84, residente a Antonimina, in provincia di Reggio Calabria. L’anziana massaia negli ultimi anni ha portato avanti una maestosa collezione di sottaceti e sottolio: sgombri, melanzane, pomodori, capperi, cardi, carciofini, funghi rositi, cipolle selvatiche e peperoncini, solo per citarne alcuni.

Ma negli ultimi tempi la mania – ecco, forse questa è la parola più adatta – era del tutto degenerata e la signora Nannella aveva iniziato a mettere in conserva qualsiasi cosa le capitasse a portata di mano.

“Capitava di lasciare l’accendino e le sigarette sul tavolo della cucina” racconta uno dei dodici figli, “e un attimo dopo erano spariti. Andavo a guardare nella dispensa delle conserve ed eccoli lì: sottolio”. Quando poi il marito è deceduto, lei ha proposito di invasarlo in salamoia. Pretendeva che i figli facessero costruire un vaso di vetro da un metro e settanta, cosa che grazie a Dio si sono rifiutati di fare.

La degenerazione è andata avanti a suon di carciofini e peperoni, fino ad arrivare a quello che possiamo definire il pezzo più raro della collezione della signora: una creatura aliena.

Per questo motivo i figli della signora Nannella hanno pensato bene di rivolgersi al più vicino centro ufologico, in questo caso quello di Sant’Ilario dello Ionio, gestito dal dottor. Amedeo Nagaria, che ha immediatamente aperto un fascicolo.

Ma ecco com’è andata quel giorno, secondo quanto riportato dai figli della signora Nannella, che sono stati così gentili da tradurre in italiano le parole dell’anziana genitrice: “Era mattina e stava preparando la mustica, quando ha sentito uno strano rumore provenire dal giardino. E’ uscita fuori e tra l’erba ha trovato un animaletto – così l’ha chiamato lei – che sembrava ferito. Allora ha deciso di dargli da mangiare un po’ di nduja e un sorso di acquavite, che secondo lei ha proprietà rinvigorenti”.

Ma evidentemente non è così per la creatura aliena e per il suo complesso metabolismo: “Dopo pochi secondi l’animaletto è caduto a terra morto” continua il figlio. “A quel punto mia madre ha pensato bene di ripulirlo e metterlo sottolio, tra le altre conserve, dov’è rimasto per due mesi, finché non è stato scoperto da noi.”

Ancora una volta restiamo stupefatti di fronte alle tante e varie stranezze che la realtà non manca mai di concedere ai nostri occhi e alle nostre orecchie. Non vi sono dubbi, cari lettori, che il Bardo inglese non si sbagliasse affatto quando a uno dei suoi personaggi faceva dire che vi sono più cose in cielo e in terra di quante ne sogni la filosofia. E ancora non sapeva, il Bardo, delle conserve della signora Nannella Zavaglia di Antonimina.

    6 febbraio 2012