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Sono sempre di più i nani immessi clandestinamente sul suolo italico: un’emergenza che le autorità, tranne poche eccezioni, continuano a ignorare

AVELLINO – E’ una vicenda al contempo orrida e surreale, quella che è venuta a galla nei giorni scorsi nel Sud del nostro Paese. Nella giornata di ieri un’operazione coordinata dell’Interpol e della Polaria (Polizia di Frontiera Aerea) ha portato all’arresto di dieci malviventi. L’accusa: contrabbando internazionale di esseri umani e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Umani? Non del tutto: contrabbandavano nani.

I criminali, appartenenti ad una banda localizzata in Avellino, sono stati gli artefici di un piano tanto inusuale quanto ignobile: permettevano a nani provenienti dall’Africa Settentrionale e dall’Europa sudorientale di entrare nel nostro Paese nelle stive delle aeromobili addette al trasporto civile. Il trucco con cui aggiravano la sorveglianza aeroportuale aveva una genialità luciferina: gli infimi subumani venivano occultati nelle custodie di strumenti musicali.

Con questo espediente, il personale di controllo non sospettava alcunché, e per mesi quelli che venivano creduti involucri di contrabbassi, viole barocche, chitarre, mandolini, uculeli, trombe, tromboni, sassofoni o pianole, erano in realtà veicoli di contagio per la peste nanesca.

“Nella custodia di un contrabbasso”, spiega Augusto Fendinembo, Colonnello della Polaria, “riuscivano a far stare dai sei ai dieci nani. Dove starebbe un violoncello, abbiamo trovato fino a quattro nani. E la cosa più sconvolgente è che tutti i nani riuscivano a sopravvivere ai viaggi. Sono molto resistenti.”

Gli orridi passeggeri provvedevano poi a smistarsi su tutto l’italico suolo, con mezzi sotterranei, grazie alla proverbiale organizzazione diabolica della Lobby dei Nani.

“I suonatori (così nel gergo della banda venivano chiamati gli umani addetti al trasporto delle custodie ingannevoli, ndr) erano insospettabili, puliti e gentili, e spesso viaggiavano in gruppo per dare l’impressione di formare un vero e proprio complesso musicale. Diverse volte hanno anche usufruito di sconti comitiva”, continua il Col. Fendinembo, “Il primo ad accorgersi che qualcosa non andava è stato un addetto allo smistamento bagagli dell’aeroporto di Capodichino. Avvertì noi della Polaria che da una custodia di pianola si levava un forte odore di orina ‘che non sembrava affatto pisciata da un uomo’ e si sentivano sommessi mormorii in straniero. Immediatamente scattava l’allarme generale.”

Mentre le autorità competenti sono impegnate a celebrare quella che a loro sembra una vittoria, noi di Trascendentale, cari lettori, alziamo il nostro vigile sopracciglio: riteniamo ci sia molto poco da festeggiare.

Sì, il basso piano è stato sventato, ma l’Interpol nelle ultime ore ha reso pubblica la stima totale dei nani introdotti in territorio italiano tramite il sistema della banda di Avellino: sarebbero più di 500. Dunque abbiamo cinquecento nuovi nani in Italia, da aggiungere ad una base di partenza che ci è sempre stata ignota grazie ai metodi di camuffamento e di mimetizzazione degli ostili e ripugnanti subumani. A voi questa sembra una buona notizia? A noi, francamente, no.

    6 febbraio 2012