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Misterioso portento naturale o avanzatissima tecnologia aliena? Nel dubbio i ristoratori napoletani hanno deciso di usarlo come frigorifero

NAPOLI – Che in questo povero nostro Pianeta Terra qualcosa di terribile e inspiegabile stia accadendo è ormai chiaro a tutti i puri di mente. Terremoti, vulcani, scie chimiche, arcobaleni radioattivi e onde anomale: ovunque il nostro sguardo si porga ecco i segnali di un mistero oscuro e indefinibile, qualcosa che la cosiddetta “scienza ufficiale” non è in grado di comprendere ancor prima di spiegare.

E’ di questi giorni la notizia della scoperta di un portale spazio-temporale nel remoto e inospitale Antartide. Per i profani diciamo che si tratta di una sorta di scorciatoia che collega un punto dell’universo a un altro punto dell’universo. Come i nostri lettori più attenti ricorderanno, già in passato su Trascendentale abbiamo affrontato misteri del genere, come i misteriosi collegamenti – tuttora senza spiegazione – tra il triangolo delle Bermuda e il nord Italia.

Ma la cosa assolutamente stupefacente e del tutto imprevedibile, è che anche il portale scoperto in quell’inferno di ghiaccio chiamato Antartide conduce in Italia, più precisamente a Napoli, più precisamente ancora nel retro del ristorante-pizzeria “O Vesuvio” di Fuorigrotta.

“Abbiamo inserito all’interno del portale un pallone-sonda dotato di radio” spiega il professor Samuel Schiermeier, astrofisico dissidente ed esperto ufologo. “Abbiamo aspettato alcune ore ma non è più tornato indietro. Solo il giorno dopo è arrivata un’interurbana da Napoli: avevano loro il nostro pallone-sonda”.

“Pensavo di avere le allucinazioni, mi sembrava una mozzarella gigante” racconta divertito Ciro Casillo, aiuto cuoco di “O Vesuvio”. Una volta messi in contatto con napoletani, gli scienziati guidati da Schiermeier si sono recati nella capitale partenopea con l’obiettivo di ripetere l’esperimento nella direzione opposta. E l’esperimento è riuscito: il pallone-sonda è ritornato in Antartide senza un graffio.

“Si tratta di una scoperta eccezionale” ci dice il professor Schiermeier. “Ora dobbiamo capire se si tratta di un fenomeno naturale oppure di un fenomeno provocato da un apparecchio tecnologicamente avanzato, probabilmente di origine extra-terrestre, nascosto da millenni sotto i ghiacci artici”.

Nel frattempo i gestori di “O Vesuvio” hanno deciso di utilizzare il portale spazio-temporale come cella frigorifero del ristorante. “E’ comodissimo” ci dice il signor Gaspare Copernico, il proprietario. “E’ molto meglio del vecchio frigorifero. La temperatura non supera mai i 20 gradi sotto zero e quando ci serve qualcosa allunghiamo un braccio dalla cucina e la prendiamo”.

   20 febbraio 2012