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Ecco l’ennesima prova che dimostra la reale e costante presenza aliena nel corso della storia. “Le meretrici aliene erano le più pagate” dicono gli esperti

POMPEI – E’ rimasto nascosto per secoli finché un crollo accidentale dovuto alle forti piogge l’ha riportato alla luce. Ma subito dopo, laddove la cenere e la pietra avevano fatto la loro parte, è giunta la censura del Potere a coprire tutto come un sarcofago. “Ma io ho fatto in tempo a vederlo” ci dice il signor Pierfrancesco Guidoni, ex ferroviere di anni 71, appassionato di storia romana. “E’ rimasto allo scoperto per un’ora circa, poi sono arrivati degli uomini vestiti di nero che hanno isolato l’area, impedendo ai turisti di fotografarlo. Ma io l’ho visto”.

Il perché di tante preoccupazioni da parte delle autorità è presto detto: il mosaico rappresentava un antico romano in intimità con una prostituta aliena. Si tratta di una prova che confermerebbe le tesi di chi ha sempre considerato come reale e costante la presenza aliena nel corso della storia. Soprattutto in quella dell’Impero Romano.

Noi di Trascendentale – i soli e unici, nel silenzio assordante della stampa di regime – avevamo pubblicato mesi orsono prove schiaccianti che dimostravano come la colonizzazione romana andò ben oltre i limiti della terra e del cielo. Il mosaico pompeiano potrebbe finalmente fornire maggiori dettagli sull’argomento.

“I romani erano molto furbi” ci spiega il signor Guidoni. “Assimilavano gli altri popoli, la Roma di quel tempo era un guazzabuglio di culture e religioni: non si facevano problemi di razza e colore. Le prostitute aliene, anche se tenute nascoste, erano presenti in molti lupanari, soprattutto a Pompei. Ed erano le più pagate.”

Contattati dalla nostra redazione, i responsabili che gestiscono il sito archeologico di Pompei non solo hanno smentito la notizia, ma hanno anche diffidato il signor Guidoni dall’avvicinarsi all’area del mosaico, ufficialmente per presunti “motivi di sicurezza”.

Da parte nostra, appoggiamo senza indugio il signor Guidoni. Se il motivo di questa censura fosse il contenuto osceno del mosaico, non avremmo nulla da dire, anzi: saremmo i primi della fila, a testa alta e con una torcia fiammeggiante in mano. Ma in questo caso non è l’oscenità delle carni che si vuole nascondere, ma quella pura e assoluta della Verità.

   20 febbraio 2012