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Il Ministero della Difesa Americano ha oggi divulgato una sorprendente notizia: le divisioni di fanteria dell’esercito impegnate in Iraq adotteranno, dall’anno 2007 in poi, corpi scelti di ballerine di danza classica per le operazioni di sminamento delle aree attorno a Baghdad.

Avete capito bene, cari lettori, stiamo assistendo ad una rivoluzione nel campo delle scienze strategiche, e il Nuovo Mondo ha riconfermato il suo posto di aprifila nella trafila di innovazioni propria di ogni anno nascituro.

“Le ballerine si sono rivelate le più adatte a rilevare le mine” afferma Jake Strumpt, colonnello della quarta divisione di fanteria dell’esercito Americano. “E’ come se avessero dei sensori che le guidano. E dopotutto è anche una cosa molto divertente da vedere. Ai miei uomini piace molto. Tra loro le chiamano le ballemine.”

Un altro aspetto molto interessante di questa nuova tattica è la corrispondenza, tanto esatta quanto inquietante, di determinati tipi di musica con le vere posizioni degli ordigni antiuomo.

In un’esercitazione effettuata nell’area di Kirkuk, le ballerine classiche sono state invitate a eseguire il “Lago dei Cigni” su un terreno dove erano stati posizionate casualmente mine a bassa carica, mine che sono state fatte tutte saltare dalle danzatrici.

La prova che ha avuto luogo nei pressi della città di Ramadi ha invece visto le ballerine condotte sui terreni pericolosi a tempo dello “Schiaccianoci”, e il campo è stato ripulito con la sola eccezione di un esplosivo, fatto saltare subito dopo da uno sfortunato cane di passaggio.

Lo scenziato Berdant Weddolls ha però accennato a strani incidenti verificatisi duranti le esercitazioni condotte in precedenza a quelle succitate.

“Una volta vicino a Nassirya abbiamo messo su un foxtrot e detto alle ballerine di ballare in coppie: non ci crederà ma dalle montagne sono scesi interi greggi di pecore che hanno tentato di azzannare le ballerine. Poi a Basra, mentre provavamo a sminare un terreno a ritmo di bolero, un nano che si era defecato nei pantaloni è riuscito, non si è ancora capito come, a rubarci un carrarmato e a scappare. Adesso però abbiamo capito che un margine accettabile di successo nelle operazioni può essere garantito solo con i balletti di Tchaikovsky, e non verranno commessi ulteriori errori.”

   23 dicembre 2006