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Una scoperta accidentale ci costringe a riconsiderare totalmente la vicenda del Re e della sua presunta scomparsa. Viaggiatore del tempo? Spirito reincarnato? O forse c‘è dell’altro?

SIENA – Non ci sono dubbi: è proprio Lui. Non si tratta di un sosia, cari lettori. E’ proprio lui, il Re. Ovvero Little Tony, il leggendario cantante ufficialmente scomparso qualche anno fa ma da allora avvistato più volte in giro per il mondo.

La scoperta dal signor Philippe Costantini, 45enne venditore di enciclopedie porta a porta e nel tempo libero appassionato d’arte, prende la vicenda di Little Tony e la proietta in un vortice esplosivo di mistero. Ma procediamo con ordine.

Tutto inizia una giornata di lavoro come tante. Quella mattina il Costantini si trova nel salotto dei coniugi Vallanzani, due gentili pensionati che hanno accettato di incontrarlo per discutere dell’acquisto dell’enciclopedia. Costantini discorre amabilmente com‘è solito fare, mentre sorseggia il caffè d’orzo preparato dalla signora Vallanzani, quando nota qualcosa di strano.

“Non so dire cosa, il mio è un po’ un sesto senso” ci spiega. “Fissavo la credenza di fronte a me e ho capito che c’era qualcosa che non quadrava. Ho semplicemente agito d’impulso, come avevo già fatto altre volte in occasioni simili”.

Una tecnica che non sempre ha funzionato, aggiungiamo per onor di cronaca, ma che in questo caso si rivela assolutamente efficace: il Costantini salta in piedi e si lancia contro la credenza di famiglia dei Vallanzani per sfondarla a calci e pugni.

La signora Luisella, vedendo la sua collezione di porcellane andare in frantumi, cade a terra semi svenuta, mentre il coniuge tenta di fermare il Costantini, che però fa valere la sua baldanza dovuta alla giovine età. Si ferma solo per mostrare una tavola al signor Vallanzani. Che a quel punto, a bocca aperta, si appoggia alla più vicina poltrona per evitare un malore.

Si trattava di un’incisione di epoca tardo medievale usata nella costruzione della credenza da qualche falegname poco sensibile. “Avevano quel tesoro in casa da sempre e non lo sapevano” commenta il Costantini.

Ma questa sorpresa è solo temporanea e viene presto sostituita da una sorpresa ben più grande, quando si accorgono che il soggetto di quell’incisione non è uno qualunque, ma anzi si tratta di un volto molto noto, anche se di un’epoca molto lontana dal medioevo, e cioè la nostra. Solo in quel momento i Vallanzani capiscono che debbono ringraziare l’azione folle del venditore di enciclopedie.

Sull’incisione, ora custodita in un luogo sicuro (lo precisiamo per mettere al sicuro i Vallanzani da eventuali malintenzionati), sta indagando l’esperto studioso di storia Carlo Vanzari del C.I.S.A. – Centro Internazionale di Studi Alternativi – di Vimodrone. La domanda è soprattutto una: com‘è possibile? Che ci faceva Little Tony nel 1500?

Per il momento dalle solide mura del C.I.S.A. non trapela nulla, ma non si esclude che l’incisione possa appartenere a Leonardo da Vinci. Se così fosse, la sua fama di profeta sarebbe confermata dal fatto di aver previsto, fra le altre cose, perfino l’esistenza di Little Tony.

   13 aprile 2012