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COSENZA – Sembrano non finire mai le sorprese, belle o brutte – ma quasi sempre brutte – che questo pazzo mondo regala ai nostri lettori. Pensate che faccia devono aver fatto i dottori e le infermiere dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza quando hanno visto il piccolo Gionatan venire alla luce ricoperto di tatuaggi.

“Inizialmente abbiamo pensato a una malattia della pelle” ci spiega uno dei medici presenti al momento della nascita. “Ma consultando i nostri manuali abbiamo capito che nessuna malattia dermatologica può assumere figure dai contorni così precisi e perfino parole e frasi compiute”.

E allora cos‘è successo? ci chiediamo noi, certi di leggere nelle menti dei nostri curiosi lettori.

L’ipotesi che gira negli ambienti medici cosentini è che il piccolo Gionatan abbia ereditato i tatuaggi dei genitori.

E a dire al verità ormai è ben più di un ipotesi, dato che le figure disegnate sulla sua pelle sono esattamente le stesse che possiamo vedere sul corpo di suo padre William Spadafora, 27enne istruttore ginnico nella palestra “Millennium Iper Fitness” di Corigliano Calabro, e della madre, la signora Teresanna Sharon Cannistrà, 22enne casalinga diplomata (col massimo dei voti) in scienza dell’estetismo presso la “Vivian Total Fashion Accademy” di Cosenza.

Entrambi i giovani sono grandi appassionati di tatuaggi, una delle deplorevoli mode che – come purtroppo sappiamo – sono partite dalle terre selvagge dell’emisfero sud e si sono diffuse anche tra le ragazzaglie delle regioni teoricamente più civilizzate.

Ma questa è la prima volta che i tatuaggi vengono trasmessi di padre in figlio come una qualunque altra caratteristica fisica. La genetica, come ammettono gli stessi uomini di “scienza”, è un campo ancora del tutto misterioso.

E che dire, cari lettori, se non che rimpiangiamo quei bei tempi in cui i nostri cari genitori ci lasciavano in eredità un bell’orologio a cipolla, un tono di voce autorevole e dei folti baffi, e non delle orrende pitture sul corpo.

   25 luglio 2012