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“Il progresso scientifico è controllato e limitato da un gruppo di persone che decidono come e quando si possa superare certi limiti”, queste le pesanti parole del prof. Irving nell’approfondimento scientifico di Trascendentale: attenzione, si tratta di argomenti molto complessi, la cui lettura non è adatta a tutti.

Come ormai sanno anche le nostre serve, in quel di Ginevra da qualche tempo l’uomo sfida l’Onnipotente con esperimenti che potrebbero mettere in pericolo l’intero Pianeta.

Finora nessuno si è fatto male, ma più volte si è sfiorata la disgrazia. Incidenti come quello del dicembre scorso, quando – come ricorderete – un neutrino impazzito aveva sfondato le mura di cinta del laboratorio di Ginevra andando a finire in una strada dove talvolta passano degli scolari. A quell’ora grazie a Dio erano tutti a scuola e nessuno si era fatto male, ma poteva essere una tragedia.

Se finora abbiamo taciuto su questi pericoli non è perché ritenessimo la cosa di poca importanza. Tutt’altro. Semplicemente aspettavamo che una voce autorevole, nel maremagnum della scienza, si levasse sulle altre. Ebbene, cari lettori, questo è finalmente successo.

Qualche settimana fa ci è giunto via cavo atlantico un invito a partecipare a un convegno del professor Willem W. Irving, fisico e astrofisico dissidente ormai noto ai nostri lettori, tanto che riteniamo del tutte superflue le presentazioni.

Il tema del convegno, come da comunicazione, era “L’inganno di Ginevra: chi e perché vi sta nascondendo la verità”, la sede deputata era quella gloriosa del C.I.S.A. di Vimodrone. Inutile dire che Trascendentale era in prima fila.

Una volta giunti nel glorioso comune milanese abbiamo dovuto constatare che l’argomento era davvero di quelli che fanno tremare le vene e i polsi, tanto che i presenti si potevano contare sulle dita di una mano, oratore incluso. Ma il professor Irving, da grand’uomo quale è, ha saputo scaldare ed emozionare la platea, e se dovessimo calcolare il numero dei presenti per entusiasmo e passione profuse, allora dovremmo dire che eravamo una folla oceanica!

Come certamente ricorderete, gli “scienziati” di regime prima ci avevano raccontato che la velocità della luce non era un limite, poi che lo era, poi di nuovo che non lo era, questo tanto per farvi capire quale confusione regni in quel mondo di chimere che chiamano “scienza ufficiale”.

Ma cos‘è successo veramente?

La tesi del professor Irving è la seguente: la verità era scappata al controllo, come il neutrino di cui sopra, quando – grazie a uno studioso italiano – era venuto fuori che la velocità della luce non è questo gran limite e che i neutrini potevano superarla come niente.

Ma subito gli artigli che controllano il mondo si erano chiusi tenendo in pugno la verità e mettendo in ombra – ancora una volta – quel che il genio italico aveva portato alla luce.

“Il progresso scientifico è controllato e limitato da un gruppo di persone che decidono come e quando si possa superare certi limiti” ha spiegato il professore. “Io stesso, nel mio laboratorio di Pittsburgh, ho superato più volte la velocità della luce servendomi di macchinari che chiunque potrebbe realizzare con materiali acquistati da un buon ferramenta. Quella di Ginevra è una pagliacciata che costa tanti soldi ai contribuenti”.

Il tutto, ovviamente, va letto in una chiave simbolica.

La velocità della luce sarebbe il simbolo del potere del gruppo chiamato degli “Illuminati”, il cui scopo è influire su ogni aspetto scientifico, politico, sociale ed economico del Pianeta (non ultimo, gli aumenti della bolletta Enel, loro succursale) per tenere sotto controllo l’umanità. E proprio quello della fisica è uno dei campi in cui si giocano le battaglie più sporche, come dimostrano le vicende di Ginevra e dei cosiddetti “fotoni”.

“La duplice natura di queste pericolose particelle” ha continuato il professore, “è rappresentata dalla loro natura ermafrodita: sono onde e allo stesso tempo particelle, in base ai loro porci comodi, il che ci rimanda direttamente alla doppia faccia tipica dei giudei”.

Il professore ha infatti ricordato che uno dei padri di questo complotto è proprio l’ebreo Alberto Einstein, responsabile della cosiddetta “teoria del relativismo” che, come sappiamo, tanti danni ha causato al pensiero contemporaneo.

Secondo il professor Irving l’umanità, per essere più facilmente soggiogata, viene tenuta indietro di almeno due secoli dal punto di vista tecnologico. Da parte nostra non pensiamo che questo sia per forza un male – anzi, abbiamo più volte individuato nell’eccesso di progresso l’origine di tutti i mali – ma a nessuno, tanto meno a noi, piace essere presi per il naso.

“Possono controllare le banche, possono controllare i governi, ma non possono controllare le leggi della natura!” ha concluso il professore, scatenando un applauso incontrollato di tutti i presenti.

Nel finale il professore avrebbe voluto raccontare come questo misterioso e potentissimo gruppo abbia rovinato la sua carriera e abbia influito sul suo doloroso divorzio, ma il convegno è stato interrotto dall’intervento della signora addetta alle pulizie che, avendo finito il turno ed essendo del tutto insensibile all’importanza degli argomenti del professore, doveva chiudere a chiave la sala del C.I.S.A. di Vimodrone.

   31 luglio 2012