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Una morte improvvisa, la solitudine della vedovanza. Ma una notte la signora Eliana inizia a sentire degli strani rumori…

FOGGIA – Già da qualche tempo la signora Eliana aveva iniziato a sentire degli strani rumori provenire dalla sua dimora. “Soprattutto la notte” ci dice, “mi sembrava che qualcuno andasse in cucina e aprisse il frigo, come faceva mio marito quando era vivo. Allora mi alzavo per andare a vedere ma non c’era nessuno”.

Nessuno o quasi, aggiungiamo noi, che conosciamo lo sviluppo degli eventi. Infatti la signora Eliana – rimasta vedova circa un anno fa quando suo marito Arnaldo, ex impiegato postale, era morto a causa di un male incurabile – in quella casa non era sola come pensava. C’era anche qualcun altro, con lei. Un viso a lei conosciuto, anche se leggermente smagrito, anemico e trasparente.

“Era il fantasma di mio marito” ci racconta. “Mi sentivo spiata. All’inizio pensavo fosse il figlio dei miei vicini di casa, quel ragazzo è un po’ strano, e qualche volta ho anche chiamato i carabinieri. Poi, un giorno, mentre facevo le pulizie, l’ho visto”.

Ed era proprio lui: suo marito Arnaldo, che la guardava mentre la povera vedova sbrigava le sue faccende, così come aveva sempre fatto. “Una moquette pulita è una famiglia felice è il mio motto. Dopo la morte di Arnaldo non mi sono lasciata andare, ci tengo alla pulizia e alla dignità”.

Ma vedendo apparire quella strana cosa dietro il divano la signora Eliana ha reagito d’istinto, come se si trovasse di fronte a una bestiaccia entrata dalla finestra, e ha cercato di acchiapparlo con l’aspirapolvere. “L’ho sentito urlare, ma ormai era troppo tardi: l’aspirapolvere ha risucchiato mio marito all’interno del bidone, assieme alla polvere della moquette”.

Per il momento la signora Eliana ha deciso di tenerlo così, come un pesce in una boccia d’acqua. “La sera mi siedo sul divano per guardare la televisione” ci dice commossa la signora, “e metto il bidone dell’aspirapolvere al mio fianco. E’ bellissimo, tutto è tornato come prima”.

   31 luglio 2012