Trascendentale - Notizie dal mondo
 ARCHIVIO | CRONACA | STORIA | SCIENZA | ATTUALITA' | ALIENI | PADRE PIO | NANI | LITTLE TONY | INCHIESTE



SAVONA – Non è uno dei classici episodi di allucinazione oniroide o sonnambulismo quello che ci ha riferito il ragionier Aurelio Scorza, pensionato cinquantaquattrenne di Savona. Si tratta di una sorprendente storia notturna tenuta nascosta per dieci lunghi anni dal suo protagonista, esitante di fronte ad un’opinione comune che avrebbe fatto presto ad imprimergli il triste marchio di nevrotico, squilibrato, manicomiando — ma il ragionier Scorza ha deciso di uscire allo scoperto e raccontare del particolare gentiluomo che lo visitò per la prima volta in una nottata autunnale del 2003: Camillo Benso, conte di Cavour.

“Me la ricordo come se fosse ieri: sentii bussare alla porta della camera da letto, ero paralizzato dalla paura, pensavo fossero i ladri. Andai ad aprire che tremavo tutto, tenendo l’abat-jour in mano a mo’ di mazza, e mi mancò il respiro quando capii finalmente chi avevo di fronte. Voi! Amico!, mi apostrofò, _che fate con quel lume?_”

Fu l’inizio di una lunga amicizia, non sempre idilliaca, bensì tumultuosa, che ha appaiato quel nobile ingegno politico piemontese ad un altrettanto nobile pragmatismo ponentino. Il ragionier Scorza ci confessa che sulle prime, alcune strambe richieste del Conte di Cavour lo avevano lasciato interdetto:

“Appariva sempre verso le due e mezza – tre, spesso sembrava trafelato, come se si trovasse nel mezzo di un’interminabile serie di commissioni. La seconda volta che lo vidi mi chiese un salvacondotto di colore amaranto e due fialette di chinino, quando gli risposti che non avevo né l’uno ne le altre ebbe un moto di stizza e scomparì. Poi si ripresentò verso le quattro e mi chiese di accendere la televisione e di non disturbarlo — dal mio letto sentivo che stava guardando le lezioni universitarie telematiche che passano a quegli orari lì sui canali del digitale terrestre. Alle cinque e mezza mi alzai per dirgli di spegnere la tv perché cominciavo a temere per la bolletta, ma lui era svanito.

“Un’altra volta arrivammo quasi alle mani. Era estate e faceva un caldo insopportabile, Camillo — sì, ormai ci chiamiamo per nome e ci diamo del tu, anche se spesso lui si sbaglia e mi chiama Aureliano o Emiliano o Elio — era entrato senza salutarmi e si era chiuso in bagno. E’ uscito dopo un’ora e ho trovato tutti i rubinetti aperti e l’asciugamano per le mani scomparso: se l’era nascosto sotto la giacca. Quando gli ho chiesto spiegazioni ha imprecato e si è messo a correre per tutta la casa — alla fine siamo riusciti a far pace, ma sono stati brutti momenti.”

Chiediamo ad Aurelio Scorza se abbia mai avuto occasione di parlare di attualità con Cavour, se abbia mai potuto fargli le domande che ognuno di noi vorrebbe fargli — e a cui, ahinoi, nessun uomo di stato attuale sa rispondere.

“All’inizio sembrava molto curioso, molto disponibile: gli ho parlato un po’ dell’Unione Europea, della nuova moneta unica, della crisi economica, dei problemi della gente comune come me. Sembrava contento dell’euro, mi ha chiesto di fargli vedere monete e banconote… voleva anche tenersene un po’! Quando gli ho detto chiaro e tondo che le cose non stavano andando bene, mi ha dato un solo consiglio: una sola Marina Mercantile per tutta l’Unione Europea. Potenziare la Marina Mercantile, assolutamente! Io ho cercato di spiegargli dell’informatica, della Cina e dell’America, ma lui insisteva, mettete quindi i calcolatori sulle navi della Marina Mercantile, così saranno al sicuro! E potrete andare in America e in Cina, a prendere il cotone e la seta, tutto quello che volete, sempre sulle navi! Dopo ha smesso di parlare, e scompare ogni volta che cerco di conversare di politica o di attualità. In questi ultimi giorni stiamo studiando un nuovo sistema per il Superenalotto e alcune misure riguardanti dei conti in sospeso con l’Austria.”

   22 settembre 2014