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Si nascondono fra noi fingendosi nostri pari, ci salutano educatamente, a volte ci prestano dello zucchero se l’abbiamo finito, a volte discutiamo del tempo o di altri fatti non meno importanti. Ma non sono come noi. Come avrete capito, cari lettori, parliamo dei nostri vicini di casa. La crisi economica terrificante che si abbatte sulle nostre schiene come una pioggia incessante di fiamme, fuoco e dardi avvelenati, ci ha ormai ridotto alla fame. Eppure questa crisi non ha fatto altro che aumentare le differenze, da sempre presenti, tra noi e quelli che hanno più soldi di noi.

Anche il vostro vicino potrebbe essere un finto povero, uno che si finge vostro amico e vostro pari, ma in realtà è più ricco di voi, ha più cibo e di qualità migliore del vostro, ha sempre l’acqua calda e il serbatoio dell’automobile pieno di benzina. Come capirlo? Come riconoscere se il nostro vicino di casa è in realtà una persona ricca?

L’abbiamo chiesto a un esperto, il dottor Egidio Vanzari, tecnico di computer nonchè esperto del C.I.S.A. (Centro Internazionale di Studi Alternativi) di Vimodrone, già presidente del noto Circolo Ufologico San Lorenzo, di recente autore di uno studio sulle diseguaglianze economiche provocate dall’euro e dal consumo di latticini. “Un primo segnale è il consumo di latticini” spiega il dottor Vanzari. “I ricchi consumano ancora alimenti a base di latte, mentre noi comuni mortali abbiamo ormai smesso da anni. Inoltre di solito sono grassi, perché mangiamo più di noi”.

Altri segnali evidenti sono: la presenza di pappagalli tropicali, l’ascolto di radio forestiere, utilizzo di scarpe nuove mai rattopate o rammendate (acquistano scarpe e indumenti nuovi al minimo segnale di usura), acquisto di pesce fresco, assenza nella cassetta delle lettere di comunicazioni dell’INPS e INPDAP (ciò indicherebbe appartenenza alla massoneria o peggio ai due enti stessi)

Inoltre chiediamo all’esperto se è vero, come si sente dire ormai da un pezzo, che tra i ricchi esiste una sorta di saluto segreto. “Assolutamente sì. Tra loro si riconoscono in quel modo, è un saluto che hanno ereditato dalla tradizione massonica. In alcune banche è sufficiente fare quel saluto per avere accesso alle riserve segrete. A noi cittadini di serie B non ci concedono neanche un piccolo prestito, ma i ricchi nel frattempo fanno la spesa nei sotterranei delle banche riempendo i carrelli di euro come al supermercato”.

“Una volta” continua il dottor Vanzari, “ho visto un cliente in banca tirare fuori per sbaglio una banconota da 1000 euro. L’impiegato gli ha fatto cenno di nasconderla subito, io ho fatto finta di non aver visto… Poi si sono spostati da un’altra parte, al riparo da occhi indiscreti”.

Per chi è interessato allo studio completo sulle diseguaglianze economiche provocate dall’euro e dal consumo di latte può recarsi presso la sezione più vicina del C.I.S.A. portando con sè 3 fogli di formato a4, in modo da poter fare le fotocopie.

   22 settembre 2014