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Ci hanno convinto per anni, lorsignori, che quella fosse arte, anzi Arte con la A maiuscola, e che se non eravamo d’accordo allora potevamo anche accomodarci all’uscita, noi zoticoni ignoranti. Ma ora, cari lettori, una nuova clamorosa autopsia dà ragione a quanti in quelle oscenità e in quegli scarabocchi insensati non ha mai rilevato nulla di artistico.

La voce gira già da un po’ tra gli studiosi e i mercanti d’arte, ma per motivi economici – le opere di Picasso sono quotate miliardi di lire – la verità non verrà mai resa ufficiale. Ed è qua che interveniamo noi, a rimediare. Infatti non vi sono più dubbi che l’artista spagnolo Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santisima Trinidàd Ruiz y Annibali Picasso, noto a tutti come Picasso, era completamente cieco.

“Ovviamente non è sempre stato così” ci spiega una nostra fonte ben inserita in certi ambienti. “Ha iniziato ad ammalarsi nel 1909, quando le sue opere iniziano a farsi sempre più astratte. Circa due anni dopo era già completamente cieco. Lui è andato avanti a dipingere basandosi su una buona memoria visiva. I risultati facevano intuire che era successo qualcosa, ma nessuno ebbe mai il coraggio di farglielo notare”.

Come capita in questi casi, col passare del tempo la bugia è diventata sempre più grossa ed era ormai impossibile confessare a tutti la verità. “I prezzi delle sue opere salivano sempre di più e col passare degli anni diventò la leggenda che oggi conosciamo” ci spiega ancora la nostra fonte. “Oltretutto Picasso era peniafobico, cioè aveva la fobia della povertà. Avrebbe fatto di tutto pur di non rilevare la verità. Che infatti non è mai venuta fuori, fino a questa recente autopsia.” Anche se qualche volte era proprio lui a lasciar intendere, come nel celebre aforismo in cui definisce la pittura “una professione da cieco”. Ora sappiamo cosa voleva dire.

   23 settembre 2014