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PEICHING, REPUBBLICA POPOLARE DI CINACome un popolo senza Dio è riuscito in men di quarant’anni a diventare la seconda potenza economica mondiale ed il più vivace dei mercati sulla faccia della Terra? E’ questa una delle domande che noi abitanti del Bel Vecchio Mondo sempre più frequentemente ci poniamo.

Ebbene, uno sconvolgente fatto venuto alla luce negli ultimi giorni potrebbe aiutarci a venire a capo della misteriosa reticenza di un miliardo e mezzo di cinesi verso la Parola del Signore.

Sebbene la Santa Romana Chiesa non sia riconosciuta né tollerata dai plumbei atei che governano la Cina, al popolo è tuttavia concesso di seguire le funzioni officiate da una pallida Chiesa di Stato e di leggere i testi sacri. Ciònonostante, pochi sono i cinesi che dimostrano interesse verso il cattolicesimo nè verso la figura di Gesù Il Salvatore. Impossibile, direte voi, cari lettori. Ma una tragica risposta c‘è.

A precludere l’accesso alla Verità che farà Liberi sarebbe stato un grossolano errore di traduzione.

L’edizione più diffusa in Cina della Sacra Bibbia risale agli anni Ottanta, decade famosa in tutto il mondo per la perdita d’ogni morale, i soprabiti inqualificabili e le capigliature imbecilli, i televisori e la nascita dei calcolatori personali.

E’ in questo malsano contesto che tali Pi Dandou e La Huoguo, due mentecatti traduttori della Eastern Cnotemproary Spirital Publishings (una dubbia casa editrice sorta negli anni della corsa al capitalismo della Cina di Teng Hsiao-P’ing), armati di un rudimentale calcolatore a schermo, commisero un tremendo refuso.

Parrebbe infatti che la traduzione cinese dell’espressione ‘Passione di Cristo’, Jidu Shounan (TCITU SCIOUUNAN) sia stata storpiata da un grossolano errore di battitura, degno di una simmia drogata di pasticche di droga eccitante, in Jidu Zuonan (TCITU ZZUONAN): l’Imbarazzo di Cristo. Avete letto bene, cari lettori: l’imbarazzo di Cristo.

Stando a questa traduzione blasfema, il Messia non venne condannato alla crocifissione, bensì ad assistere ad una scena imbarazzante sotto il dileggio dei soldati romani. Così, davanti alla crocifissione dei due ladroni, Gesù rimase interdetto e un po’ seccato, parlottò coi discepoli, si scusò con tutti i presenti e tornò sulla via di casa. Di lì in poi, senza morte né resurrezione, avrebbe fatto perdere le sue tracce per dedicarsi prima alla vendita di frutta essiccata, e quindi ad una non precisata ‘ascensione’, che gli inqualificabili traduttori, confusi, avrebbero goffamente interpretato con un blando eremitaggio su qualche montagna.

Come sorprendersi, dunque, di fronte all’indifferenza nei confronti di una religione cattolica così vituperata, spogliata della sua anima viva e del suo più profondo momento? Un ufficiale del Partito dei Comunisti Cinesi, che ha chiesto di rimanere per ovvie ragioni anonimo, ha dichiarato alla Redazione di Trascendentale che “francamente, non capivamo cosa ci trovaste in questo Gesù. Adesso che sappiamo come sarebbero andate le cose, dovremo rivedere completamente la nostra posizione nei confronti della Chiesa di Roma. Formidabile questa storia della resurrezione però, eh?”

Formidabile sì, cari i nostri burocrati rossi! E sperando che le Sacre Scritture riescano finalmente a toccare i vostri animi, ci premuriamo di chiedervi quando arriveranno le giuste punizioni (la PENA DI MORTE, è ad essa che ci riferiamo!) per i due immondi ‘traduttori’ rei d’aver abbassato un Mistero della Fede al livello di un’impacciata scenetta da ascensore condominiale.

E già che ci siete, profittando della proverbiale autorevolezza del vostro governo, non sarebbe ora di dar fuoco a un po’ di calcolatori personali? Ne trarrebbero senz’altro gran profitto la nascitura professione della vera fede cattolica cristiana e la salute dei vostri giovani cittadini!

   24 settembre 2014