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Torna a far parlare di sé il più dissennato dei monarchi assoluti, il più ebbro tra i regnanti ebbri di petrolio pecunia e potere, colui che ha più e più volte frantumato il pudore umano e sfidato i limiti della razionalità con la forza del soldo. Tuttavia, questa sua ultima folle impresa potrebbe significare la fine del mondo come lo conosciamo.

Avete indovinato, cari lettori, stiamo parlando ancora una volta di Mohammed Al-Kahsar, lo sceicco pazzo che dalla sua roccaforte di Abu al-Jazyhr già attirò gli sguardi della cronaca per le sue spregiudicate stravaganze, per i suoi mostruosi capricci. Istinti infimi, ostentazione del potere, disprezzo dei limiti della natura e talvolta puro e semplice sfizio: queste le “ragioni” che hanno animato episodi quali la clonazione di Madre Teresa di Calcutta a scopo libidinoso, la costruzione di una casa fatta di bambini africani, l’acquisto del braccio della morte di una prigione americana e il progetto di un grattacielo dentro l’Etna, per citare solo i più celebri.

Eppure, Mohammed Al-Kahsar riesce a superare se stesso con la sua più recente prova di pazzia, annunciata appena tre giorni fa da Khaled Al-Khasar, portavoce dell’emirato di Abu al-Jazyhr: fermare il tempo.

Da alcune indiscrezioni provenienti da fonti interne all’emirato, sembra che la tremenda impresa abbia avuto origine da una mera “brutta giornata”, dal concatenarsi di tre o quattro fastidi che hanno seccato lo sceicco nel giro delle sei ore che egli è solito strappare al sonno e ai bagordi.

Alle ore quattordici del diciannove agosto scorso, Mohammed Al-Kahsar viene svegliato, come ogni mattina, dall’Orchestra Sinfonica di Vienna. Di lì a poco, però, il suo eunuco mercuriale gli riferisce la notizia che il progetto della nuova ambasciata dell’emirato negli Stati Uniti (collocata al di sopra della sede delle Nazioni Unite a Nuova York, sospesa cioè a mezzo di un sistema di dieci aerei cargo) non sarebbe stato varato prima della fine dell’anno. Alle sedici e trenta, mentre lo sceicco si apprestava a scendere dal letto, gli sovviene che il giorno prima ha dimenticato di ordinare alla servitù di registrare la semifinale del torneo indonesiano di cricket (tra gli sport prediletti da Al-Kahsar). A questo punto, ormai invaso dall’ira, decide di rilassarsi con l’usuale decapitazione arbitraria e pubblica di cinque fotomodelle nere e cinque fotomodelle albine, ma durante l’eccidio, la testa di una delle fanciulle non si decide a cadere, rimanendo sospesa per dieci minuti e sporcando di sangue una delle mattonelle platinate della piazza centrale di Abu al-Jazyhr. Sarebbe stata, questa, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso per Mohammed Al-Kahsar, che ordinò seduta stante di fermare il tempo.

I funzionari dell’emirato hanno immediatamente contattato i maggiori centri di ricerca internazionali per incaricarli — dietro lauto pagamento — di realizzare la volontà dello sceicco. Di fronte alla risposta incredula di molti scenziati, quindi, hanno deciso di ingaggiare singolarmente i ricercatori più promettenti, assemblando una squadra composta da membri dell’Istituto di Tecnologia del Massachussetts e del CERN dell’Isvizzera Francese. Questi ricercatori avrebbero accettato tutti quanti la proposta con ingenuo entusiasmo, pensando che i loro studi avrebbero avuto fini puramente teoretici, ed una volta compreso che lo sceicco aveva intenzione di fermare realmente il tempo, avrebbero tentato di fuggire in massa da Abu al-Jazyhr. Agli incentivi economici quindi si è subito sostituito l’incentivo della scimitarra, e gli scienziati sono stati costretti a formulare un piano d’azione in meno di due settimane.

La cosmologia atea ritiene che spazio e tempo abbiano avuto origine dall’enorme sprigionamento d’energia chiamato “grande scoppio”, lo stesso che avrebbe creato l’universo intero. Da qui, per annullare la dimensione temporale, i ricercatori sequestrati da Mohammed Al-Kahsar propongono di generare un “anti-grande scoppio”, inferiore per intensità inversa al primo, in grado di invertirne gli effetti. All’allibente naturale follia dello sceicco si è ora aggiunta la conosciuta follia arrogante della scienza di regime, che per denaro o per timore s‘è piegata ancora una volta al volere dei tiranni: non dobbiamo chiederci se la proposta dei ricercatori può o meno fermare il tempo, poiché nessuno di noi, nessuno dei pianeti, nessuna delle galassie e nemmeno lo sceicco Mohammed Al-Kahsar potranno sopravvivere all’“anti-grande scoppio”. E dopo questo fallimento morale della scienza, anche il Potere ha rivelato tutta la sua pochezza spirituale: sono scarse e tiepide le voci che si oppongono alla minaccia avanzata da Abu al-Jazyhr.

Tace il Nuovo Mondo, la “Unione” Europea minimizza, no comment dai remoti paesi dell’Asia Maggiore e dalla Russia, nemmeno gli stati africani e i confinanti arabi sembrano preoccuparsi troppo — sedotti come sono dal nero luccichio del petrolio di Abu al-Jazyhr che rende i potenti ciechi alla nera oscurità della follia dello sceicco Al-Kahsar. Ed è questa l’ennesima prova che in tali funeste occasioni, dove la nudità dei re è finalmente patente, l’unica speranza possibile per noi innocenti è la speranza nella Divina Provvidenza.

    4 ottobre 2014