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San Nicandro Garganico (FG) – Immerso in una vasca ricolma di dollari americani. In piscina con donne ignude e lussureggianti, con un’espressione di dionisiaca soddisfazione. Oppure col corpo chino intento a inalare sostanze droghifere. Ecco il vero volto del principe dei bolscevichi, quel Vladimiro Il’ič Ul’janov detto Lenin il cui culto è ancora perpetuato da qualche spostato che consapevolmente ne ignora il lato oscuro, grondante sangue e nera bile, ma anche dissennata dissolutezza. Ma eccolo! Eccolo il vero volto di quel – ci tremano le mani mentre ci apprestiamo a scriverlo – COMUNISMO che dovrebbe essere morto e sepolto ma che, ahinoi, sembra sempre sul punto di riprendere vita, come un cancro che sembra guarito e purtroppo ritorna, nonostante le numerose preghiere.

Ecco le foto rimaste nascoste per un secolo:

La scoperta si deve al giovane Gaspare Taddei, di anni 38, disoccupato di San Nicandro Garganico, ridente cittadina in provincia di Foggia. Il giovane Taddei, perito elettrotecnico, si apprestava al lancio di una impresa d’avviamento tecnologica, quando ha fatto l’eccezionale scoperta. “Stavo cercando cose da vendere su Ebay nella soffitta di mio zio morto mercoledì scorso” ci spiega il giovane tecnico. “La mia idea è di mettere in vendita tutte le cose dei miei parenti morti. Sono tutti anziani, quindi ne muore in media uno al mese”. Il giovane disoccupato e futuro imprenditore ci mostra un grafico con le previsioni di vendita dei prossimi mesi. “In febbraio dovrebbe lasciarci zia Annina, quindi prevedo un più 20% nelle vendite. Ha anche collanine in oro” spiega.

Mentre scandagliava col suo occhio esperto gli oggetti appartenuti al defunto zio, l’intraprendente Taddei rinviene una strana scatola con un’effige russa stampata sopra. “So che zio aveva lavorato in Russia per anni” ci spiega. All’interno della scatola trova alcuni oggetti di poco valore – immediatamente messi in vendita – ma soprattutto un mazzo di vecchie riproduzioni fotografiche. “All’inizio ho pensato che si trattava di un suo parente” racconta, “poi le ho fatte vedere al mio amico edicolante, il dottor Giancarlo Rizzo, e lui mi ha spiegato che quello era Lenin. All’inizio non ci siamo capiti bene perché io avevo un amico che chiamavo Leni, ma si chiamava Leonardo”.

A questo punto prende la parola il dottor Rizzo – titolare dell’edicola della vicina stazione dei treni – che, con la passione e la diligenza dello storico, racconta come la vita di Lenin fosse tutt’altro che spartana e votata al benessere del popolo: “Era dipendente da almeno otto droghe diverse, era sessuomane, erotomane, alcolista, ma soprattutto amava accumulare oggetti, di ogni genere. Era ossessionato dalla proprietà, dall’accumulo. Amava i soldi, tutte le valute, ma in particolare i dollari americani, nei quali era solito fare il bagno. Le sue colazioni erano a base di caviale, vodka e carne di cuccioli di foca”.

Quella che viene fuori è un’immagine totalmente diversa da quella che gli storici hanno consegnato all’umanità. Un’immagine che a noi però non sorprende affatto. Il dottor Rizzo per la sua ricerca si è servito delle biblioteca dell’associazione “Panzerfaust 1944” di Casamassima (BA), contenenti molti preziosi documenti sui bolscevichi, molti dei quali ignorati o rifiutati dalla cosiddetta “storia ufficiale”. Eppure, cari lettori, mai come in questo caso le immagini parlano più delle parole, e ciò che dicono è molto chiaro. Con buona pace dei “comunisti”. Il giovane imprenditore Gaspare Taddei, alla faccia loro, pensa di poter vendere le fotografie a qualche collezionista privato. “Potrei ricavarci anche 100 o 200 euro” dice con soddisfazione.

    5 gennaio 2015