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MILANO – Per generazioni di milanesi, lo Scalo Idrovolanti di Milano (noto ai più con il nome di IDROSCALO) sito a sud della metropoli è stato motivo di vanto ed orgoglio per diverse ragioni. Luogo ameno di sollazzo, refrigerio e divertimento; simbolo dell’umano progresso e della vittoria dell’uomo sulla natura; garofano urbanistico all’occhiello della città più prosperosa d’Italia; unica destinazione in cui ai frenetici meneghini è possibile praticar dello sport e godere dell’aria aperta — tutto ciò, cari lettori, è stato polverizzato ieri nel giro di qualche decina di minuti.

L’Idroscalo, infatti, è attualmente sigillato e pattugliato da squadre del Servizio Segreto e dell’Aeronautica Militare. Le acque cristalline violentate da un inquinamento mai visto sul pianeta, il ridente parco di divertimenti ridotto ad un cumulo di macerie, gli arbusti e i cespugli seccati d’ogni linfa come dopo un’esplosione nucleare. Quale, vi starete chiedendo, la causa di tanta devastazione e dell’intervento dei militari? Ebbene, non sorprenderà voi, cari lettori che frequentate Trascendentale e che ben conoscete il nostro impegno e la nostra preoccupazione riguardo all’imminente minaccia extraterrestre, sapere che a colpire l’Idroscalo di Milano è stata una piovra aliena.

Un’enorme piovra color verde acido, la cui altezza è stata stimata sui novanta metri e la cui estensione tentacolare misurerebbe circa mezzo chilometro, è scesa come in caduta libera atterrando nel bacino dell’Idroscalo verso le ore undici antimeridiane. Dopo un assordante impatto, la creatura si è sollevata fino in superficie e ha cominciato a roteare i suoi mortiferi tentacoli, devastando la vegetazione e gli edifici circostanti. I milanesi presenti sono rimasti paralizzati dall’orrore per qualche minuto, increduli e inorriditi, e quindi hanno cominciato a fuggire, disperdendosi in ogni direzione. Avvertito il movimento umano, la piovra ha emesso uno stridio assordante e si è librata a mezz’aria, secernendo fiotti di un liquame nero che, a detta di un testimone anonimo, “seccava l’erba e i cespugli al solo contatto”. Dei circa centoventi presenti, solo ottanta sono riusciti a scappare illesi; dodici i feriti lievi, diciotto gravi o mutilati e dieci i morti. Di fronte all’immane devastazione provocata, il monstro dello spazio, come soddisfatto della propria opera, si è di nuovo elevato verso il cielo ed è scomparso.

Scegliendo di non riportare quest’epocale notizia, la “stampa” di regime ha dato l’ennesima prova della sua mendacia, s‘è apposta un ulteriore marchio d’infamia, ci ha fornito l’ennesimo indizio di collusione con entità maligne. I vostri cronisti della Redazione di Trascendentale, invece, sono prontamente accorsi nei pressi dell’Idroscalo per intervistare testimoni e superstiti. Si è subito mostrato disponibile Liberato Crafazzone di anni 28, studente eterosessuale di progettazione del vestiario in un istituto superiore privato di Milano. “Una cosa assurda, pensavo di stare nell’apocalisse, che lo spazio era entrato nel pianeta terra e praticamente lo invadeva tutto cioè. Mi è caduta per terra la macchina fotografica e non ci ho potuto fare la foto al porpo [sic]”, racconta Crafazzone. “Quando l’ho visto arrivare non riuscivo a muovere, sono stato fermo due minuti a dire oddio oddio, sotto shock”. C’era anche il signor Donato Giubello, pensionato di Rozzano (MI), che si trovava con la fidanzata Miroslava Kunic nelle vergini selve dell’Idroscalo per un pic-nic al momento dell’accaduto. “Mica capito come fa una roba del genere a cadere qua a Milano senza che nessuno se ne accorge prima. Tutta la roba che paghiamo di tasse e le torri di controllo di Linate qua dietro, nessuno si è mica accorto eh, nessun avviso, detto niente alla tele”, osserva Giubello, nel cui animo il terrore comincia a far posto alla sacrosanta indignazione. E lascia trapelare un dettaglio importante e inquietante: “Quando stavam venendo qui in macchina stamattina alle nove e mezza, c’erano cinque furgoncini dell’INPS in fila che se ne andavano dall’Idroscalo verso Milano. Correvano come matti, eh.”

Per indagare sulla possibile origine del mostro, ci siamo diretti al CISA di Vimodrone, ultimo baluardo della vera e coraggiosa scienza, per intervistare uno dei massimi esperti mondiali di zoologia e biologia aliena, il Dottor Antimo Maria Eucaliptus. “Lungi dal sorprendere noi comunità scientifica del Centro di Vimodrone è stata la forma piovroidale e polipoidale di tale mostro alieno che come diverse precedenti volte della storia”, spiega Eucaliptus con la prosa concisa ed il periodare asciutto che contraddistingue ogni studioso degno di tale nome, “scende di propria mortiferissima volontà in questa amena aiuola che noi popoli pacifici e spesso dimentichi delle minacce di un universo infinito chiamiamo Terra. E’ cosa nota al biologo terrestre che il polipo e la piovra che mangiamo volentieri accompagnate da patate e legumi dimostra in acqua salata una intelligenza mai raggiunta da qualsiasi altra bestia del Signore, intelligenza che permette pure di svuotare barattoli e di utilizzare elettroniche. E’ intenzione del sottoscritto testare l’antica ipotesi secondo cui il polipo in terra altro non sia che un lascito di una non terrestre civiltà. Riguardo all’origine del mostro dell’Idroscalo, io dico per un fatto cromatico Mercurio o financo Giove.”

   22 luglio 2016