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LA GIOVANE SEMBRAVA AL NONO MESE DI GRAVIDANZA, POI LA BRUTTA SORPRESA IN OSPEDALE. MA IL GIUDICE DA’ RAGIONE AL NANO: “HA DIRITTO DI USUCAPIONE, PUO’ STARE DENTRO”.

SPOLETO – Anche nella tranquilla cittadina di Spoleto, nota a tutti per la bellissima Rocca, il ponte delle torri, i dolci notevoli, il tartufo nero e per lo sceneggiato Rai “Don Matteo”, anche lì, dove la Grazia di Dio sembra essere di casa, la legge umana prende strade contorte e perverse che ci fanno sperare che tutto questo non sia altro che una tremenda e lunga allucinazione. Ecco i fatti, cari lettori, ricostruiti dai Carabinieri di Spoleto: in una notte imprecisata di qualche mese fa, il malefico nano “Rom” Ruben Padovan, già tristemente attivo tempo fa a Belluno, si è intrufolato all’interno della giovane Maria Assunta Benedetti, approfittando probabilmente del sonno pesante della ragazza. “Come abbia fatto non è difficile da capire” spiega il dottor Menichetti, che ha ora in cura la giovane “Si è infilato sotto le lenzuola mentre ella dormiva col marito, poi ha… beh, ha utilizzato i canali femminili a disposizione, diciamo così, per andare ad adagiarsi all’interno”.

Il malefico e perverso Padovan si era portato tutto il necessario: un sacchetto di plastica a fare da sacco amniotico, qualche noce per mangiare (cibo tipico dei nani, ndr) e del tabacco da masticare per i primi giorni di sopravvivenza. “Secondo quanto dichiarato da lui” ci spiega il maresciallo Cecchini, “il luogo era particolarmente accogliente, e per questo l’ha scelto”. Certo, chi di noi non vorrebbe tornare a vivere nel ventre materno, al buio, al sicuro dal mondo esterno? Molti, probabilmente. Ma chi sarebbe in grado di farlo realmente, soprattutto all’insaputa dalla povera mamma? Uno solo: il perverso nano Ruben Padovan.

“Il giorno dopo la ragazza è venuta da me per farsi visitare” spiega il dottor Menichetti. “Diceva di sentirsi strana, improvvisamente ingrassata, e di sentire sapore di tabacco in bocca, oltre ad aver udito delle risate provenire dal proprio interno. A quel punto non ho avuto dubbi: si trattava di gravidanza, i sintomi sono quelli, uno scombussolamento generale del corpo. Abbiamo dunque fatto una ecografia per vedere quello che a tutti al momento sembrava un bambino. Era un caso di gravidanza inconsapevole, cioè quando la mamma è incinta ma non se ne accorge”. O così pensavano tutti, compreso l’esimio dottor Menichetti, professionista apprezzato in tutta la città di Spoleto e provincia. Ma così non era, cari lettori.

Al suo interno, per mesi, mentre la famiglia della Benedetti comprava culle, vestitini e giocattoli per il neonato tanto atteso, lo zingaro nano aveva trovato il suo rifugio e viveva come un pascià, sfruttando i liquidi della ragazza, il suo calore, e dormendo per la maggior parte del tempo. E’ infatti tipico della sua specie andare in letargo per alcuni periodi e cercarsi un covo dove nascondersi. Ma solo una mente malata come quella del Padovan poteva scegliere di occupare abusivamente il ventre di una giovane, perlopiù cattolica e di buon cuore come la povera Maria Assunta!

“Una notte però il Padovan è uscito dalla giovane mentre lei dormiva” spiega il maresciallo Cecchini, “perché, così ha spiegato lui, aveva finito il tabacco da masticare. Il marito della Benedetti, si è svegliato sentendo dei rumori e ha trovato il nano, completamente nudo e ricoperto di una sostanza viscosa, che cercava nei cassetti della cucina. Vedendosi scoperto il nano è scappato dalla finestra”.

A questo punto, pur sospettosi, i Benedetti pensano inizialmente a una gravidanza interrotta, per quanto dagli esiti particolarmente originali, dato che non è comune che il piccolo scappi via dal ventre della madre in quel modo. “Ma poi abbiamo deciso di chiamare i carabinieri” continua il marito della giovane. “Infatti a me non sembrava un neonato. Non sono un esperto e quando l’ho visto ero un po’ confuso, ma aveva i capelli lunghi e perfino la barba”. Allertati i carabinieri, il Padovan viene trovato mentre si stava calando in un tombino per andare a rifugiarsi nel luogo forse più adatto a una mente malata come la sua: le fogne. Portato in cella, ha spiegato che il suo piano era di restare all’interno della Benedetti fino al nono mese, per poi uscire e fingersi il piccolo che tanto aspettavano e vivere allattato, accudito e amato dalla famiglia per qualche altro mese.

Ma qua, cari lettori, accade l’imprevedibile. Se infatti pensate che la storia si concluda con il nano malefico rinchiuso in una cella senza finestra, la chiave buttata nelle fogne e i Benedetti di nuovo sereni, vi sbagliate. Il Padovan infatti, accusato di occupazione abusiva di corpo umano, è stato difeso dall’avvocato migliore della città di Spoleto, e durante il processo il giudice – il dottor Gianmberto Vanni, alto un metro e quaranta centimetri – ha sentenziato che, per diritto di usucapione, il Padovan ha diritto a restare all’interno della Benedetti. “Siccome ormai stava lì da mesi” spiega il maresciallo Cecchini, egli stesso allibito, “ormai ha diritto a restare, come capita a certi inquilini che non pagano l’affitto”. Una decisione folle, completamente fuori dalla realtà, cari lettori, che significa altri mesi di convivenza per la Benedetti con quello che forse è il più pericoloso, malvagio e perverso nano non di Spoleto, non d’Italia, ma del mondo intiero.

   12 agosto 2016