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UN CAPOLAVORO ARTIGIANALE DI ABBIGLIAMENTO TENNICO SALVA LA VITA A UN ANZIANO BRESCIANO.

TRAVAGLIATO (BS) – ITALIANI, Popolo di Santi, poeti e Inventori geniali e instancabili. Lo dimostra quanto successo a Travagliato, ridente cittadina a un tiro di schioppo da Brescia. Il signor Giancarlo Ferruzzi, ex ferroviere e telegrafista, alle ore 7.00 passeggiava come ogni mattina nel parco cittadino con passo deciso e quasi marziale. Sfidando freddo, nebbia, inquinamento aereo e terrestre, il signor Ferruzzi avanzava spedito con la sciarpa a coprire bocca e baffi e lo sguardo che tagliava l’aria, quando si sentì apostrofare da un giovane straniero. “Mi ha chiesto se sapevo l’ora” spiega. “Ma certo che la sapevo! So sempre che ora è!”. In realtà si trattava di una scusa: lo straniero aggredisce il Ferruzzi e lo accoltella una decina di volte.

“I carabinieri hanno detto che voleva rubarmi il portafoglio e l’orologio” racconta l’ex ferroviere telegrafista. “Ma non c‘è riuscito” aggiunge con un ghigno. Infatti alla decima sferzata di coltello l’extracomunitario si ferma confuso: l’anziano di fronte a lui non solo è ancora in piedi, illeso, ma è anche sorridente, quasi soddisfatto, niente affatto sorpreso. Poi lo straniero riprende con le coltellate: arriva a 124. “Le ho contate” dice il Ferruzzi. Alla fine l’aggressore è costretto a cedere. Non crede ai suoi occhi: quella che dovrebbe ormai essere una irriconoscibile poltiglia di carne ha ancora la familiare integrità del corpo umano, nel suo involucro e nel suo interno, baffi compresi. “Non mi sono fatto nemmeno un graffio” dice beffardo il Ferruzzi. L’aggressore scappa, ma viene catturato dai carabinieri allertati da un passante e ora è in attesa di giudizio, ma si spera in un veloce rimpatrio nella sua laida terra natia, dove, se Dio vuole, sarà condannato alla lapidazione.

La domanda, cari lettori, è una: com‘è possibile spiegare quanto successo nel parco pubblico di Travagliato? Il Ferruzzi possiede forse dei poteri non umani? Lo straniero è riuscito a sbagliare bersaglio per ben 124 volte? Niente di tutto questo. La risposta alla domanda ha un nome e il suo nome è Mariuccia.

Mariuccia è la consorte del Ferruzzi, casalinga 74enne in ottima forma, donna d’altri tempi, di una fibra forte e incorruttibile. E’ lei ad aver inventato una speciale maglia della salute che ha salvato la vita, questa volta come altre volte, all’onesto ex ferroviere e telegrafista. La signora ci accoglie in casa e ci prepara il caffè, ma non può rivelare la formula completa di questa resistente maglia della salute. Qualche indizio però ce l’abbiamo: lana grezza lavorata direttamente da lei, dentifricio, aglio, candeggina. Come vengano mischiati questi elementi e in quali quantità non è dato saperlo, ma nel salotto della signora (che si scusa per il disordine – Santa Donna!) notiamo strati di tessuto stesi ad asciugare, con tubetti di dentifricio vuoti tutto intorno e un forte odore di aglio e candeggina. Il risultato è una maglia in tessuto “tennico” termica, impermeabile, antigraffio, indistruttibile.

“Gli ho sempre fatto io le maglie della salute, fin da quando ci siamo sposati” ricorda la signora Mariuccia, e il Ferruzzi annuisce. “Questa è quella invernale ed è assolutamente indistruttibile” continua sicura la casalinga inventrice. “I miei figli volevano che la brevettassi o che la vendessi, ma a me basta che la usi mio marito quando va a fare le sue passeggiate”. Alla domanda se sia vero o no che all’indomani dell’aggressione nel parco l’Esercito Italiano, tramite l’Arma dei Carabinieri, avrebbe chiesto di visionare una delle sue speciali maglie della salute, la signora Mariuccia sorride ma non risponde. La maglia che il Ferruzzi indossava quel giorno è ancora lì, integra, immacolata. “I carabinieri ci hanno detto che la lama del coltello era quasi distrutta” conclude l’ex ferroviere e telegrafista, e il suo sguardo va a cercare quello della consorte che sorride sorniona.

   26 dicembre 2016