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“E’ accaduto all’improvviso”, racconta con la voce rotta dall’emozione, la sudorazione accelerata di chi è appena entrato in contatto col paranormale e i gesti ampi di chiè affetto da gravi disturbi motori

SACILE – Nell’era delle cosiddette “tecnologie”, in cui scaglie della popolazione brandiscono nuovi strumenti dai nomi incomprensibili – i cosiddetti “telefoni intelligenti”, le presunte “reti sociali”, i sedicenti “dispositivi” – contro la restante, maggioritaria parte del popolo che non riesce comprenderne funzione e, meno che mai, natura, il citofono può ancora offrire aperture al trascendente.

Non è la prima volta, e oggi la speranza è che non sia nemmeno l’ultima.

E’ Pippo Russo, pensionato settantaduenne di Sacile (Pordenone), invalido al 100% – o “al 200%”, come ama ripetere al Vostro cronista, mostrando svolazzi d’ossa ritorte dall’artrosi degenerativa -, l’ultimo degli inquilini delle case ATER nel friulano a essere statocontattato dal santo di Pietrelcina, quel San Padre Pio mai lontano da chi soffre per ragioni mediche e previdenziali.

“E’ accaduto all’improvviso”, racconta con la voce rotta dall’emozione, la sudorazione accelerata di chi è appena entrato in contatto col paranormale e i gesti ampi di chiè affetto da gravi disturbi motori. “Guardavo ‘Una grande occasione’ del signor Rispoli sul canale secondo e San Pio mi ha ha citofonato”.

Un trillo risoluto, come lo descrive il signor Russo. Il trillo del destino che bussa alla porta nella Sinfonia n. 5 di Ludovico Beethoven: bzz-bzz-bzz-bzzzzz!

Esitante sia per la sua complicata situazione ossea – per la quale il Russo sta ancora aspettando il ricovero in hospice, a un mese dalla richiesta – sia per la comprensibilissima commozione, Russo si è trascinato fino alla cornetta dell’impianto telefonico interno, che collega il suo appartamento con l’esterno dello stabile, e dall’altra parte si è ritrovato nientemeno che San Pio. Cosa gli ha detto? “Nulla”, spiega, “Pio non ha parlato. Nemmeno una parola. E non c’era bisogno: a me mi è bastato che suonasse al citofono per capire tutto”.

Monsignor Enzo, che a Grimacco (Udine) è Vicario abecedariano dell’ordine di Zwickau, ha una spiegazione molto chiara per questo spettacolare fenomeno miracoloso: “Padre Pio conosce l’insegnamento di San Paolo sulla stoltezza della predicazione, per questo di solito suona al citofono senza poi mai parlare. Il Santo condivide le parole del profeta: ‘l’emozione non ha voce’”.

Resta da capire perché San Pio abbia scelto proprio l’umile pensionato Pippo Russo per lanciare questo suo  messaggio citofonico d’Amore e Vicinanza. Anche su questo, Monsignor Enzo ha un’idea: “Pippo Russo, di cui sono confessore da tanti anni, ha una fedina spirituale molto particolare”.

Particolare in che senso, il Monsignore, non ce lo può dire. Il segreto professionale gli impedisce di aprirsi allo scrivente. Ma crediamo, con umiltà, di aver intuito dalla gestualità del chierico la matrice della particolarità della storia personale del signor Russo. Segreto giornalistico impedisce però di riferirlo.

   22 maggio 2020