Trascendentale - Notizie dal mondo
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Un gigantesco coniglio nero che da secoli impartisce ordini al Vaticano. Basta, è troppo anche per noi. Siamo veramente andati oltre? Esiste il modo di tornare indietro?

Saremmo qui a parlare di una sconcertante rivelazione, qualcosa di incredibile e mai visto, un coniglio – è il caso di dirlo – gigante, le cui tracce organiche sono state scoperte in un braccio del dedalo di corridoi misteriosi che perfora le fondamenta stesse della Città Stato del Vaticano, un coniglio malvagio, secondo le fonti più attendibili, che tiranneggia la Chiesa esercitando un’influenza grifagna e nondimeno inossidabile sul Santo Padre, e di tutto questo, si capisce, ne parleremmo con toni concitati, di terrore da un lato e di comprensibile ebrezza giornalistica dall’altro, o almeno così farebbe il cronista qualsiasi, uno di quelli che abita il giorno, il lato più luminoso dell’esistenza, e rifugge i misteri della notte in una dimora, con una famiglia, nella serrata custodia delle proprie coltri, però – c‘è un però – non è questo il modo con cui noi di “Trascendentale” ci sentiamo di affrontare il tema, non oggi, non più, da quando ci siamo resi conto che non diciamo la disillusione, e non diciamo nemmeno il cinismo, ma una certa consuetudine, per così dire, assai (o forse troppo?) insistita con i fatti più misteriosi, che ciascuno di noi ha sviluppato negli anni trascorsi ad abitare la notte, il lato più oscuro del mondo, senza amicizie, senza affetti, come da sempre si conviene a chi combatte per la Verità e la Giustizia, ha oramai inspessito la nostra scorza al punto che, con quante ne abbiamo viste, rischiamo persino di non meravigliarci più davanti a una scoperta come quella che oggi siamo qui a presentarvi, affezionati lettori, unici referenti di questa nostra lotta senza origine né fine, soli fari di un percorso che conosce rari momenti di gloria ma anche – ed è forse, per quanto compete al vostro umile cronista, proprio questa l’occasione – molto, ma molto più frequenti secche di sconforto, se mi è consentito l’uso di questo termine in un pezzo che può sembrare, in fondo, lo sfogo di un cronista, sconforto, soprattutto quando la materia da trattare non lascia spazi alla speranza, come nel caso del mostruoso coniglio del quale sono state ritrovate, si diceva poco sopra, tracce organiche, grossi cumuli di feci, per la precisione, laddove non era atteso che dovessero essercene, nei sotterranei della Basilica di San Pietro, «là dove fu sepolto il Primo apostolo», ci ricorda Padre Mario Maria Scofield, parente – sia detto con rispetto, e soltanto per dovere di completezza cronachistica – di un noto suonatore americano di quel genere di musica, il cosiddetto jazz che, almeno a parere di chi scrive, offende il buon gusto e costituisce il cardiopalma – per non dire la sifilide – della musica, «laddove fu sepolto Pietro», spiega ancora Padre Scofield, Santo nonostante i suoi parenti, mentre ci apre le porte del luogo del delitto e ci mostra le prove dell’esistenza del maligno nella forma di leporide erbivoro, «grosso come un rinoceronte», così ce lo descrive una fonte anonima che si è imbattuta nella Bestia, «e nero», come il Maligno (aggiungo io), il Maligno che è legittimo pensare abbia ormai addentrato, per mezzo dell’orrida creatura in oggetto, le proprie radici nel più santo dei luoghi della cristianità, chissà perché, chissà come, tutte domande che a tutt’oggi restano senza risposta, e anche questo, signori miei, fa parte dei necessari limiti con cui si scontra il cronista, il mancato possesso completo della Verità nel momento in cui si deve riferire una notizia, ancorché incompleta, ancorché imprecisa, ma sempre notizia, ed è questo il caso, è ancora una volta questo il caso, ma “Trascendentale” non molla, a differenza del singolo che talora può mollare, chissà, forse schiacciato dai gravami della vita, ma non il progetto, la Struttura, e così “Trascendentale” tornerà sul punto, forse con qualche altro giornalista, forse ancora con me, non importa, tutto questo – semplicemente – non importa a nessuno.

   28 maggio 2020