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Da una frequentazione sbagliata all’essere madre del Sovrano dell’Inferno il passo è breve: lo sa bene una giovane foggiana. La famiglia è disperata ma anche la Chiesa non sa che pesci pigliare. L’aborto è inconcepibile, ma l’alternativa è terrificante. Da Bari un dilemma irrisolvibile.

FOGGIA – Un dilemma etico irresolubile attanaglia una giovane foggiana: se abortisce sarà dannata, ma se non abortisce saremo tutti condannati.

L’enigma è stato innescato, come i Lettori avranno capito, da una frequentazione sbagliata, una storia d’amore che non avrebbe mai dovuto cominciare, un cedimento ai richiami delle carni e infine, col più proverbiale dei ‘patatrac!’‘, da una gravidanza extraconiugale.

Sarebbe una storia, per quanto triste, anche molto comune se non fosse per l’importante carica che il padre del nascituro ricopre: Sovrano dell’Inferno.

Giorgia D.P. – foggiana del quartiere Macchia Gialla, ventiquattro anni il prossimo luglio, studentessa fuori corso della facoltà di scienze statistiche, della quale non riportiamo il cognome per ragioni di riservatezza – è stata infatti impregnata dall’Anticristo in persona.

A breve scadranno i canonici tre mesi che le degenerate leggi del Belpaese accordano alle femmine che bramino assassinare le indifese creature di Dio che la Grazia gli ha concesso di ospitare. Ma, nel particolarissimo caso di Giorgia D.P., colui che è in predicato di essere ucciso è creatura non di Dio, bensì di Satana!

Padre Pippo, confessore della famiglia De Pola a cui appartiere la giovane Giorgia D.P., ha a sua volta confessato a Trascendentale di non saper proprio che pesci pigliare. “Un’etica utilitarista”, ha riflettuto con noi a voce alta, “vorrebbe che si prediligesse il bene dell’umanità, impedendo al figlio dell’Anticristo di nascere. Tuttavia la Chiesa non è utilitarista, e poi è già scritto: se non sarà questa volta, sarà la prossima. Il derby nella valle dell’Armageddon non può e non deve essere evitato. Eppure…”

Dal canto suo, Giorgia – come ci riferisce Padre Pippo – ha dichiarato durante la confessione di non volere abortire. Ma la famiglia De Pola sembra pensarla diversamente.

“Padre Pippo dice che l’Anticristo prima o poi doveva figliare”, ci dice il padre di Giorgia, Mandriano De Pola, 65 anni, ferroviere in pensione, che ci ha aperto le porte della sua dimora al decimo piano del n. 15h di via Tessalonia, condivisa con la moglie Marta Napoli (59 anni) e con la giovane Giorgia D.P. “Ma io mi chiedo: perché deve essere proprio Giorgia a partorirlo?”

Non è però questo l’unico dubbio morale di Mandriano. “Se la mia Giorgia partorirà il figlio dell’Anticristo”, continua, “sarà considerata… Dio mi perdoni… L’Antimadonna?”

La solida teologia di Padre Pippo, su questo specifico aspetto, non lascia respiro al dubbio. Il parto dannerà senz’altro Giorgia, però anche l’aborto. “E allora”, si chiede la mamma di Giorgia, “a questo punto perché non abortire?”

Nell’umile opinione del Vostro cronista, la risposta è che l’aborto è sempre e comunque una scelta immonda. Ma come si regolerà la Chiesa, ai suoi massimi livelli, quando questa storia estrema di sesso e Apocalisse raggiungerà la notorietà attraverso – speriamo – le pagine di Questo giornale?

Cosa avrà da dire il Santo Padre in proposito? Nell’attesa di sviluppi, l’orologio biologico e quello legale sono agli sgoccioli. I tre mesi stanno per scadere, e nel prolungarsi del cincischìo potrebbero essere le leggi del Belpaese a segnare il destino dell’umana specie.

   23 maggio 2020