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PAVIA – Le sue sembianze potrebbero forse spaurire i più puri e deboli di cuore, ma di certo non i suoi amati nipotini: “Sono molto orgogliosi di me! Vogliono sempre mostrarmi ai loro amichetti! Che cari!”. Così parla, attraverso un sintetizzatore vocale inserito nella trachea, Carmela Biagini, classe ’29, novantunanni decisamente ben portati.

La nonnina, che – dopo la scomparsa del compianto marito, l’ex ferroviere Gianbiagio Biagini – abita da sola in un grazioso, sobrio e ben arredato appartamento di Pavia, è divenuta celebre sulle cronache locali per il numero di operazioni chirurgiche di cui è stata protagonista. “Sono 47” ci dice senza nascondere un filo di sobrio orgoglio.

Tutto cominciò con la dentiera e una protesi all’anca: da lì, tra disfacimento strutturale, avanzamento della tecnologia e soprattutto le prodigiose abilità del dottor Giangiacomo Villa, medico chirurgo, primario di ortopedia presso il policlinico Giorgio Almirante di Pavia, si è arrivati al risultato che i nostri umili occhi possono valutare: la cosiddetta “nonna cyborg” come è stata ribattezzata affettuosamente nella zona.

“La signora Biagini è stato per me un esperimento interessante” ci spiega il dottor Villa, “lei è sempre stata ben disposta e si è totalmente affidata alle mie mani”. E’ difficile, cari lettori, redigere un elenco delle numerose operazioni compiute dal Villa sulla signora Biagini nel corso degli anni, e tale elenco non può che essere parziale, dato che gli interventi di sostituzione e potenziamento sono tuttora in corso.

Possiamo citare solo alcuni fra i tanti: sostituzione rotula, femore e legamenti crociati, anca, rivestimento cassa toracica in titanio, denti in lega d’acciaio, metà volto ricostruito in titanio, carbonio e componenti elettronici, rene bionico in silicio e così via.

Insomma, come nel paradosso della nave di Teseo, ogni parte della nonnina viene di volta in volta sostituita, e forse oggi si può avere il dubbio: quanto c‘è ancora dell’originale signora Biagini? Lo chiediamo a lei e la risposta è disarmante: “Ah, io sono sempre io! Chi mi conosce lo sa! Quello che conta è quello che si ha qui!” ci dice indicando il petto all’altezza del cuore, dove pompa un cuore artificiale costituito da due ventricoli con pompe pneumatiche collegate da un cavo a un compressore elettrico miniaturizzato.

E’ uno di quei casi, gentili lettori, in cui questo vero e proprio demone dell’era contemporanea in cui, ahinoi, ci ritroviamo a vivere, ovvero la “tecnologia”, può dimostrarsi una cosa buona e giusta. Infatti è indubitabile che, grazie alle numerose operazioni, la signora Biagini oggi può compiere azioni che normalmente non avrebbe potuto compiere, come fare la spesa da sola, giocare con gli adorati nipotini, fare le scale e, come è successo di recente, arrampicarsi dalla grondaia fino al quarto piano e poi sfondare il vetro della finestra con un pugno, avendo dimenticato le chiavi all’interno dell’appartamento.

A Pavia gira la voce che la nonnina abbia attirato l’interesse dell’esercito e dell’industria militare: da fiera casalinga ad arma militare? Si dice che sia stata contattata, ma lei sorride e preferisce non rispondere. Chissà! Forse ci sarà, in un futuro non così lontano, un esercito di signore Biagini? Se il buon Dio lo vorrà, cari lettori, forse sarà davvero così: e, confessiamo, la prospettiva non ci dispiace.

   26 maggio 2020